sabato 28 febbraio 2015

Alla scoperta dell'Arca perduta... - l'Arca dell'Alleanza




Avete presente "Indiana Jones e i predatori dell'Arca perduta"? Bene proviamo a conoscere meglio quest'Arca... che non è da confondere con quella di Noè... vero? ehm... ehm...



Rapporto tra Ebraismo e immagini o oggetti sacri

Il Giudaismo, come regola generale, respinge le manifestazioni materiali della spiritualità, come i dipinti o i disegni, preferendo invece concentrarsi sulle azioni e le convinzioni. In effetti, la storia del giudaismo inizia con Abramo, l'iconoclasta (colui che distrugge le immagini) originale, che, secondo antiche fonti, avrebbe infranto gli idoli, che erano il metodo convenzionale di osservanza religiosa di quei tempi. Il culto delle immagini scolpite è condannato duramente da tutta la Torah, e forse il più grande peccato collettivo degli Israeliti è stato la costruzione del vitello d'oro (Es 32), destinato a fungere da intermediario materiale tra loro e Dio, vitello che venne poi distrutto da Mosè. Oggi, gli ebrei non venerano reliquie o simboli sacri costruiti dall'uomo.
Eccezione: l'Arca dell'Alleanza
Ma presto nella storia del popolo ebraico, ci fu una sola eccezione a questa regola, un oggetto creato da mani umane e considerato profondamente sacro: l'Arca dell'Alleanza. Costruita durante il pellegrinaggio degli Israeliti nel deserto, fu utilizzata fino alla distruzione del Primo Tempio. Fu il più importante simbolo della fede ebraica e servì come unica manifestazione materiale di Dio sulla terra. Le leggende associate a questo oggetto e le dure sanzioni per chi ne ha abusato confermano la centralità l'Arca nella fede ebraica di quel periodo, il fatto che ebrei e non ebrei continuino a studiarla ne conferma la sua importanza anche oggi.
La costruzione dell’Arca
La sua costruzione fu ordinata da Dio a Mosè, mentre gli ebrei erano ancora accampati sul Sinai (Esodo 25,10-22; 37,1-9).
La Bibbia ci dice che l'Arca era un contenitore dalle seguenti dimensioni:
due cubiti e mezzo di larghezza,
un cubito e mezzo di altezza,
un cubito e mezzo di profondità
Tenendo conto che un cubito ebraico corrispondeva a 44,45 cm le misure dovevano quindi essere:
larghezza: cm 111,13
altezza e profondità: cm 66,7.
Non era quindi una cassa molto grande.



Fu costruita in legno di acacia rivestito d’oro puro dentro e fuori. Sul fondo della scatola erano fissati quattro anelli d'oro, attraverso i quali far passare due stanghe, anch’esse di legno d’acacia rivestito d’oro, per le quali l'arca veniva sollevata quando la si trasportava.
Sul coperchio d'oro puro, chiamato kapporet, vi erano, uno di fronte all'altro, due statue di cherubini anch'esse d'oro, con le ali spiegate che si toccavano.

All'interno della cassa erano conservati un vaso d'oro contenente la manna, la verga di Aronne che era fiorita e le Tavole della Legge. Tuttavia, al momento dell'inaugurazione del Tempio di Salomone non conteneva altro che le Tavole della Legge (Deuteronomio 10, 1-5; 1 Re 8, 9; 2 Cronache 5, 2-10).

Il compito di trasportare l'arca era riservato ai leviti: a chiunque altro era vietato toccarla. Quando Davide fece trasportare l'arca a Gerusalemme, durante il viaggio un uomo di nome Uzzà vi si appoggiò per sostenerla, ma cadde morto sul posto (2 Samuele 6, 1-8).

Secondo la tradizione l'arca veniva trasportata coperta da un telo di stoffa viola e quando il popolo ebraico si fermava, veniva posta in una tenda specifica, definita "Tenda del Signore" o "Tenda del convegno" senza che venisse mai esposta al pubblico, se non in casi eccezionali. la Tenda del convegno era detta anche "Tabernacolo".

L'Arca nella Bibbia

Durante la peregrinazione degli Israeliti nel deserto, l'arca rimase sempre nel loro accampamento, spostandosi insieme a loro. Dopo l'entrata del popolo ebraico nel paese d'Israele, la Tenda del convegno fu eretta a Silo (Giosuè 18, 1) e vi rimase fino al tempo di Samuele. A quel tempo gli Israeliti decisero di portare l'arca in battaglia contro i Filistei perché assicurasse loro la vittoria, ma vennero sconfitti e l'arca fu catturata dal nemico (1 Samuele 4, 1-11). Scoppiò però una grave pestilenza tra i Filistei a causa della presenza dell'arca tra loro, per cui dopo sette mesi decisero di restituirla agli ebrei (1 Samuele 5-6). L'arca fu quindi posta nella città di Kiriat-Iearim (1 Samuele 7, 1) e vi rimase finché il re Davide la fece trasferire nella città di Davide, ossia la rocca di Gerusalemme (2 Samuele6). Infine trovò la sua collocazione definitiva quando Salomone, figlio e successore di Davide, la fece collocare nel Tempio di Gerusalemme da lui fatto costruire (1 Re 8, 1-9).


CONSEGNA:
Ognuno di voi ha ricevuto la seguente fotocopia, ora ritagliatela e costruitela, incollandola al centro della pagina.



Attorno mettete le informazioni che ritenete più importanti tra quelle che trovate in questo articolo.

venerdì 20 febbraio 2015

La Resurrezione - Piero della Francesca


AutorePiero della Francesca
Data1450-1463
Tecnicaaffresco
Dimensioni225×200 cm
UbicazioneMuseo CivicoSansepolcro
Nella RESURREZIONE, realizzata prima del 1460 per il Palazzo Pubblico di Borgo Sansepolcro, sotto una luce che cade da sinistra gettando ombre brune e chiarori rosati, Cristo esce perentorio da un sepolcro di marmo variegato, poggiando sul bordo la gamba sinistra. Il vessillo che Cristo tiene saldamente in mano, simbolo della vittoria sulla morte, ricordata dal sangue vivo delle ferite, con la sua perpendicolarità serve a definire lo spazio in verticale, come le colonne scanalate che inquadrano la scena, i fusti degli alberi, la croce sulla bandiera, il canale del costato che sembra percorrere l’anatomia dal naso al ventre, realisticamente corrugato come il panneggio della veste, trattenuta dal gesto classico di un antico togato. Lo sguardo di Cristo, di una potenza magnetica, attira a sé i raggi della piramide compositiva di cui le figure dei soldati davanti alla tomba costituiscono la base. L’impianto fortemente geometrico che regola i volumi è rotto dalla lancia del legionario. Tutto accade contro un conciso paesaggio che sta rinverdendo per la resurrezione di Cristo: come per incanto gli alberi spogli (a sinistra) tornano a coprirsi di fogliame (a destra). Fonte: iisforlimpopoli
Immagine: Wikipedia
In questa immagine si può vedere come l'autore ha studiato la composizione del quadro attraverso una griglia che metta al vertice Cristo Risorto.

Consegne:
  • Prima di tutto guarda uno dei video seguenti che ti mostra il momento della Risurrezione così come lo hanno interpretato alcuni registi:






Ora se vuoi dai un'occhiata a questo video sulla rappresentazione di Cristo nell'arte.


  • Ora scrivi il titolo dell'articolo su una pagina nuova.
  • Incolla al centro della pagina la fotocopia del quadro, lasciando spazio attorno per i commenti.
Lo schizzo qui sopra, ricalcato da me con un foglio trasparente, l'ho consegnato a tutti gli alunni, ma se qualcuno non era presente lo può stampare da qui.
  • Nell'immagine qui sotto ho inserito con un'applicazione i commenti dei particolari più importanti del dipinto. Controllali tutti: passando sul dipinto si creeranno dei punti, sfiorandoli si apriranno delle finestre con testo e immagini.
  • Segna il particolare con una freccia e trascrivi il commento (puoi abbreviarlo come vuoi).


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