martedì 31 marzo 2009

La preghiera ebraica

Questo filmato l'ho girato in agosto presso il Muro del Pianto, mostra la classica preghiera ebraica che simula con il corpo il movimento della fiamma.

video

venerdì 27 marzo 2009

Rilassiamoci!








Avete mai visto quei fogli di plastica con le bolle che servono per imballare gli oggetti che si possono rompere? Bene una delle attività preferite dei bambini è scoppiare le piccole bolle: bene ecco la versione digitale: se non ritornerete come bambini...

mercoledì 25 marzo 2009

25 marzo - l'Annunciazione

Festa del Signore, l'Annunciazione inaugura l'evento in cui il figlio di Dio si fa carne per consumare il suo sacrificio di Salvezza in obbedienza al Padre e per essere il primo dei risorti. La Chiesa, come Maria, si associa all'obbedienza del Cristo, vivendo sacramentalmente nella fede il significato pasquale della annunciazione. Maria è la figlia di Sion che, a coronamento della lunga attesa, accoglie con il suo 'Fiat' (così sia!) e concepisce per opera dello Spirito santo il Salvatore. In lei Vergine e Madre il popolo della promessa diventa il nuovo Israele, Chiesa di Cristo. I nove mesi tra la concezione e la nascita del Salvatore spiegano la data odierna rispetto alla solennità del 25 dicembre.
(date un'occhiata al modo in cui il regista ricostruisce l'interno dei una casa ebraica dell'epoca di Gesù, e di come le parole dell'Angelo non si sentano, ma si senta solo la risposta di maria: scelta molto seria e delicata allo stesso tempo!)

Fonte: Testo, adattato, tratto da Santi e Beati

lunedì 23 marzo 2009

Cafarnao, la città di Gesù

Le immagini seguenti le ho scattate questa estate durante il mio viaggio in Israele.



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Gli scavi di Cafarnao aiutano ad ambientare meglio parecchi brani del Vangelo. Secondo i Vangeli, Gesù lasciata Nazaret venne ad abitare a Cafarnao" (Mt 4,12), la quale divenne, sotto un certo aspetto, la sua città" (Mt 9,1). Cafarnao offriva il vantaggio di trovarsi lungo la grande arteria che da Beisan conduceva a Damasco, e permetteva a Gesù di incontrare moltissime persone, mentre Nazaret era una frazione montagnosa tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione. Nello stesso tempo Cafarnao era sufficientemente distante dai grandi centri urbani, specialmente da Tiberiade dove Erode Antipa aveva stabilito la sua capitale. In tal modo Gesù poteva diffondere largamente il suo messaggio messianico senza però provocare subito le reazioni da parte dei capi politici e religiosi. Cafarnao inoltre, al contrario di Nazaret, aveva una popolazione molto diversificata: pescatori, agricoltori, artigiani, mercanti, pubblicani, ecc. Essi vivevano in un medesimo villaggio, ma apparentemente senza accentuate disuguaglianze economiche. Anche le relazioni tra gli abitanti di Cafarnao e i Romani si distinguevano per una singolare cordialità, fino al punto che fu un centurione romano a costruire la sinagoga per la comunità ebraica, mentre da parte loro gli anziani del villaggio contraccambiarono tale generosità raccomandando a Gesù la guarigione del servo (Lc 7,1-10).A questa gente laboriosa e mentalmente aperta rivolse Gesù il suo messaggio e da questa stessa comunità egli scelse la maggior parte dei suoi discepoli, sia tra i pescatori (Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni) che tra i pubblicani (Matteo).

Fonte: Custodia Francescana di terra Santa

sabato 21 marzo 2009

Alfabeto arabo

Ecco invece un video per bambini che presenta l'alfabeto arabo.

venerdì 20 marzo 2009

La Torah

Ecco un simpatico video che invita a leggere la Torah (la Legge) cioè i primi 5 libri dell'Antico Testamento (Scritture ebraiche).

giovedì 19 marzo 2009

19 marzo - San Giuseppe Festa del Papà

Cari ragazzi, non esagerate con i regali! Attenti voi papà a quello che ricevete... ma attenti voi ragazzi a non svegliare chi sta dormendo, ci potrebbero essere sorprese poco gradite!
Comunque auguri a tutti i papà, con i loro grandi pregi e... piccoli difetti.







Fonte: Hellocrazy

19 marzo - San Giuseppe

Il nascondimento, nel corso della sua intera vita come dopo la sua morte, sembra quasi essere la “cifra”, il segno distintivo di san Giuseppe. Come giustamente ha osservato Vittorio Messori, “lo starsene celato ed emergere solo pian piano con il tempo sembra far parte dello straordinario ruolo che gli è stato attribuito nella storia della salvezza”. Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove nè quando sia morto; non conosciamo nemmeno la sua tomba. Il Vangelo gli conferisce l’appellativo di Giusto. Nel linguaggio biblico è detto “giusto” chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il cliché del “buon vecchio Giuseppe” che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Probabilmente egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s’introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all’adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che “Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla in segreto”(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l’Angelo del Signore a rassicurarlo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio. Per amore di Maria accetta; nelle Scritture leggiamo che “fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé”(Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all’Angelo e in questo modo disse il suo sì all’opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l’amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza è lui: san Giuseppe è senz’ombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacrò a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria. (...) Se Maria vive di fede, Giuseppe non le è da meno. Se Maria è modello di umiltà, in questa umiltà si specchia anche quella del suo sposo.
Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come patrono dei lavoratori nonché dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessità, sovviene a tutte le richieste.

mercoledì 18 marzo 2009

San Paolo e le lettere!

Dal sito del nostro parroco don Giovanni (della parrocchia di Cristo Risorto - Bussolengo) pubblico questa vignetta. Andate a visitare il suo blog settimanale: ne vale la pena: http://www.gioba.it/

lunedì 16 marzo 2009

La preghiera di Gesù: Padre Nostro



La preghiera del Padre Nostro, sicuramente la preghiera più recitata nel mondo, qui sopra la troviamo nel testo aramaico, cioè così come l'ha pronunciata Gesù. Nel video qui sopra la possiamo sentire accompagnata con belle immagini del sole.

sabato 14 marzo 2009

Il Tabernacolo- Cristianesimo


La parola tabernacolo (in latino Tabernaculum - diminutivo di Taberna dal significato di Dimora), nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della dimora di Dio presso gli uomini.
Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane nella quale sono conservate le ostie consacrate dopo la Celebrazione Eucaristica raccolte comunemente dentro una pisside. Con tabernacolo si intende anche un'edicola posta all'esterno con un'immagine sacra.

Circa dal XII secolo inizia nelle chiese latine l'uso del tabernacolo.
Al tempo della controriforma nel cattolicesimo il Tabernacolo divenne il posto più importante della chiesa, intesa come edificio. Fu questo un modo per sottolineare la presenza reale di Cristo anche dopo la Celebrazione Eucaristica.
Secondo le norme del Codice di Diritto Canonico, esso deve essere fisso, non movibile, chiuso a chiave e la chiave deve essere custodita in luogo sicuro.
Solo i presbiteri, i diaconi, i ministri straordinari dell'eucaristia e talvolta anche gli accoliti hanno accesso al Tabernacolo.
Secondo la tradizione accanto al Tabernacolo viene acceso un lume, come simbolo della presenza del pane consacrato.
Fonte Wikipedia (testo), immagini Google e Midisegni

venerdì 13 marzo 2009

Il Tabernacolo - Ebraismo

(clicca sull'immagine per vederla in grandi dimensioni)

Il tabernacolo nella religione ebraica era un santuario trasportabile eretto nel deserto e che accompagnava gli israeliti nel loro vagare dopo l'esodo. Viene descritto nel libro dell'Esodo della Bibbia ebraica. I Leviti (i membri di una delle 12 tribù d'Israele) avevano il compito di occuparsene.
In epoca successiva è stato sostituito dal Tempio.

Secondo il racconto della Bibbia, il tabernacolo era costituito originariamente da una recinzione fatta da teli; all'interno della recinzione c'era una tenda realizzata con pelle di capra, di foca e di montone dipinto di rosso che ne facevano da copertura a tutta la struttura. La tenda nel suo interno era divisa in due da un telo dove vi erano raffigurati due cherubini. Questo telo creava cosi due luoghi: il primo era detto Luogo Santo; in esso sia i leviti che i sacerdoti potevano accedere per i vari servizi ad essi dedicati. Il secondo luogo era chiamato Luogo Santissimo; ad esso si accedeva attraverso il Luogo Santo. Nel Luogo Santissimo poteva entrare solo il Sacerdote prescelto una volta all'anno. Nel Luogo Santissimo c'era l'Arca dell'alleanza che era fatta in legno ed era ricoperta di oro e al suo interno conteneva i dieci comandamenti dati a Mosè, la verga di Aronne fiorita e la Manna. Il coperchio dell'arca era costituito da un basamento sul quale ai due estremi c'erano rappresentati due statue di cherubini rivolti uno contro l'altro con il viso volto verso l'interno dell'arca. Secondo la fede ebraica su questo tabernacolo, così costruito, si manifestava la presenza di Dio.

(fonte: Wikipedia (testo) e Templebuilders (immagine)

mercoledì 11 marzo 2009

venerdì 6 marzo 2009

giovedì 5 marzo 2009

Gioco Herod's Lost Tomb - La Tomba Perduta di Erode


Ecco un interessante gioco sulla tomba di Erode. Come abbiamo detto in alcune classi, nei mesi scorsi sembra sia stata identificata la tomba di Erode, sull'Herodium, la fortezza costruita da Erode. Ecco cosa dice Encarta sull'Herodium:
Erode il Grande fece costruire numerosi monumenti, tra cui la cittadella fortificata di Herodium. Fondata tra il 24 e il 15 a.C. a circa 12 km a sud di Gerusalemme, Herodium è scavata sulla cima di una collina. Si dice che qui sia sepolto Erode, anche se non si è mai trovata traccia della sua tomba.


Il gioco della La Tomba perduta di Erode lo si può scaricare gratuitamente o si può giocare on-line nei link sopra evidenziati.

martedì 3 marzo 2009

Gesù con Marta e Maria

Ecco un'immagine che riprende i vestiti tradizionali palestinesi e si rifà a quelli dell'epoca di Gesù, per cercare di rendere credibile storicamente la scena. Si può anche vedere l'interno di una casa dell'epoca di Gesù e come le attività si svolgessero non tanto su tavoli ma per terra con l'utilizzo di stuoie e tappeti.

lunedì 2 marzo 2009

Concorso "Bussolengo, la sua festa, la storia, i personaggi" - 2° G

Il video pensato dalla 2° G fa un salto nel passato e offre foto di ieri per il confronto con Bussolengo di oggi.

video

Cartone in inglese sull'Esodo

Dal sito JCPlayZone ecco un cartone animato in inglese sull'uscita del popolo ebraico dall'Egitto. E' evidentemente per bambini, ma dato che l'inglese è semplice e ci sono i sottotitoli lo propongo anche a voi: è un modo simpatico per imparare meglio questa lingua.

video

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