domenica 13 gennaio 2019

La nascita della Bibbia - L'antico Testamento

E' facile pensare che la Bibbia sia nata come nasce oggi un romanzo: un autore pensa, scrive e fa stampare la sua opera. Ovviamente in passato non esisteva la stampa ed anche la scrittura incontrava non poche difficoltà. Quindi come si è arrivati al testo biblico così come lo conosciamo oggi?
Innanzitutto la Bibbia trova ispirazione nel diretto pensiero di Dio, ma fu scritta dagli autori sacri (agiografi, dal greco: scrittori sacri) nell’arco di circa 1500 anni.
Per capire come si è giunti all'Antico Testamento così come lo possiamo leggere oggi, dobbiamo partire dagli inizi:

  • IL FATTO: Innanzitutto dobbiamo risalire al fatto storico. Probabilmente non tutte le vicende accadute al popolo ebraico furono ricordate, ma in molte il popolo eletto vide l'intervento divino, quindi le considerò degne di essere memorizzate. Si fece strada in loro la convinzione che Dio è intervenuto nella storia, proprio in mezzo a loro e ha parlato attraverso quelle persone e quei fatti. Era quindi fondamentale ricordare queste vicende; è come se il popolo avesse detto: "Non possiamo dimenticare che Dio nella nostra storia ci dice cose importanti di Lui e di noi"  

  • LA MEMORIA ORALE:  queste vicende non furono dimenticate e vennero tramandate oralmente di padre in figlio per lungo tempo senza dimenticare nulla. Si preferì ricordare questi fatti a memoria per vari motivi: non tutti sapevano scrivere o leggere, inoltre per lungo tempo il popolo ebraico fu seminomade e solo chi è sedentario può permettersi beni delicati e ingombranti come i rotoli - i  libri di allora. In modo particolare la tradizione religiosa venne tramandata per un lungo periodo a voce:
    • ad esempio narrata da padre in figlio, la sera intorno al fuoco;
    • oppure raccontata in occasione del passaggio in luoghi sacri, cioè presso i santuari nati per ricordare un fatto (i santuari di allora non erano come oggi edifici imponenti, ma semplici luoghi segnati con pietre infisse nel terreno), presso i quali a volte abitavano sacerdoti o persone che si prendevano l'incarico di conservare e tramandare la memoria;
    • infine tutti gli anni in occasione delle feste importanti si ricordava l'episodio che le avevano generate (ad esempio gli ebrei a Pasqua ancora oggi raccontano l'uscita dall'Egitto mentre sono a tavola e mangiano cibi simbolici).
  • IN CHE MODO FARE MEMORIA? Sono molti i modi in cui si fa memoria: anche noi conosciamo a memoria piccoli racconti, canzoni o poesie; così anche la tradizione orale comprende forme come narrazioni, miti, canti, poesie, frasi, leggende, favole, preghiere ecc. 

  • I PRIMI SCRITTI: Dopo essere stati liberati da Mosè e dopo l'esperienza dei 40 anni nel deserto (dove superarono la difficoltà di diventare una comunità, un popolo vero), il popolo ebraico finalmente entrò nella terra promessa insediandosi da nord a sud del territorio, a seconda  delle diverse tribù. Finalmente il popolo nomade divenne sedentario e di conseguenza gli ebrei poterono permettersi di sedersi... e studiare! La lettura e la scrittura si diffusero e così per evitare che certi racconti andassero perduti si iniziò a metterli per iscritto su materiale povero: sassi piatti, cocci, pezzi di stoffa o pelle... 
  • LA PRIMA RACCOLTA DEI TESTI: Davide è ricordato come il più grande re d'Israele, egli gli seppe dare un'ottima legge e un'amministrazione che permisero alle varie tribù di formare veramente un popolo unito. Re Davide volle iniziare a scrivere il libro di Dio ricordando il passato e per valorizzare le tradizioni dei diversi  gruppi e dimostrare l'importanza della loro identità culturale, fece raccogliere dal sud al nord della loro terra i vari scritti facendoli trascrivere, collegandoli tra loro con un filo comune: aveva inizio la storiografia ufficiale del Regno unitario. E da ciò iniziò la tradizione scritta della Bibbia.
  • LA REDAZIONE FINALE: Probabilmente all’epoca del ritorno del popolo dall'esilio Babilonese, gli scribi Esdra e il governatore Neemia si dedicarono a quella che dovrebbe essere la redazione finale del Pentateuco, cioè dei primi e più importanti libri dell'Antico Testamento. 

sabato 6 gennaio 2018

EPIFANIA 2018

Stefano da Verona, Visita ed adorazione dei Magi (1434), tempera su tavola; Milano, Pinacoteca di Brera

COS'E'?
L'Epifania, o Epifania del Signore è la solennità nella quale la Chiesa celebra la manifestazione di Cristo ai popoli di tutto il mondo, simboleggiati dai Magi che gli fanno visita e gli rendono omaggio portandogli in dono dell'oro, dell'incenso e della mirra. Viene celebrata il 6 gennaio. Con la Pasqua, l'Ascensione, la Pentecoste ed il Natale costituisce una delle massime solennità della Chiesa.
Il termine Epifania deriva dal greco ἐπιφάνεια, epipháneia, che può significare "manifestazione", "apparizione", "venuta", "presenza divina". 
PER GLI ORTODOSSI?
Nelle chiese cristiane ortodosse, il 7 gennaio si celebra la Nascita di Gesù, a causa di una differenza di tredici giorni fra calendario gregoriano, in uso in occidente dal 1581, e il calendario giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse. In questa data si ricorda anche l'adorazione dei Magi. 
Nel mondo ortodosso, alcuni usano il termine Epifania per indicare la festa che cade il 19 gennaio (nelle Chiese che seguono il calendario giuliano) e viene più correntemente chiamata Teofania. In questo giorno viene celebrato il battesimo di Gesù nel Giordano.
(Vedi Cathopedia).
CHI ERANO I MAGI?
Il termine " Magi " (i re che arrivano il 6 gennaio puntualissimi nel presepe) deriva, invece, dal greco di magos, il titolo attribuito ai sacerdoti dello Zoroastrismo, religione tipica dell'Impero persiano. Magio non era però sinonimo di mago, quanto piuttosto di dotto in astrologia e astronomia . Non a caso è proprio una stella a condurre i Magi da Gesù.
Secondo la tradizione erano tre (sulla base dei tre doni portati, oro, incenso e mirra), erano re e si chiamavano Melchiorre, Baldassarre e Gaspare.
COSA CENTRA LA BEFANA?
Non si sa dove sia nata la leggenda della Befana, le prime testimonianze risalgono al Duecento. Il nome "Befana" deriva da quello di Epifania , trasformato poi in Beffania. La parola perse, nel tempo, una delle lettere F e la I diventando, così, Befana.
La leggenda della BEFANA è legata al cammino che i tre Re Magi hanno compiuto per conoscere Gesù bambino, guidati dalla stella cometa. Questa leggenda racconta che il passaggio dei Re Magi destava stupore, e tutti coloro che li vedevano si univano al corteo diretto verso Gesù. Tutti ad eccezione di una vecchietta, che cambiò idea all'ultimo momento . Quando si rese conto del suo errore ne fu immensamente pentita e da allora, ogni 6 gennaio, la vecchietta gira il mondo con la sua scopa portando ai bambini i doni che non aveva portato a Gesù bambino. (E noi lasciamo apposta per lei una calza! ).
(vedi Focus)

giovedì 4 gennaio 2018

una scoperta inaspettata...

Pubblico qui di seguito i 4 Padlet con tutti i Power Point prodotti da voi alunni delle classi prime.
I vostri "prodotti" sono divisi per Tema.

Creato con Padlet

Creato con Padlet

Creato con Padlet

Creato con Padlet

domenica 12 novembre 2017

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