venerdì 28 agosto 2009

Ramadan

E' iniziato da poco il mese del Ramadan (21 agosto / 19 settembre 2009). Un augurio speciale a tutti i ragazzi musulmani della nostra scuola.





RAMADAN


Il Ramadan (arabo: رمضان, ramadān) è, secondo il calendario musulmano, il nono mese dell'anno e ha una durata di 30 giorni. La parola, in arabo, significa "mese caldo", il che fa ritenere che un tempo (quando i mesi erano legati al ciclo solare), esso fosse un mese estivo.
Il Ramadan, per la rigorosa osservanza del digiuno diurno che ostacola il lavoro e per il carattere festivo delle sue notti, costituisce un periodo eccezionale dell'anno per i fedeli islamici in tutti i paesi a maggioranza musulmana: la sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano, secondo cui in questo mese Maometto avrebbe ricevuto una rivelazione. In origine, il mese di Ramadan era, come il suo nome stesso (il 'torrido') mostra, un mese estivo; ma successivamente Maometto stesso adottò un calendario puramente lunare di dodici mesi che, perciò, cambia posizione anno per anno.
Il digiuno (sawm ) durante tale mese costituisce il terzo dei Cinque pilastri dell'Islam e chi ne negasse l'obbligatorietà sarebbe kāfir, colpevole cioè di empietà massima e dirimente dalla condizione di musulmano. In alcuni paesi a maggioranza islamica il mancato rispetto del digiuno è sanzionato penalmente.
Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani praticanti debbono astenersi - dall'alba al tramonto - dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Chi è impossibilitato a digiunare (perché malato o in viaggio) può anche essere sollevato dal precetto, però, appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno successivamente.
Dal momento che lo scopo del devoto è quello di purificarsi da tutto quello che di materiale esiste nel mondo corrotto e corruttibile, e dal momento che ogni ingestione gradevole è considerata corruzione del corpo e dell'anima, è vietato anche fumare e, secondo alcuni, profumarsi perché in entrambe le azioni s'ingerirebbero sostanze estranee e da entrambe le azioni si trarrebbe un godimento illecito che distoglierebbe dagli aspetti penitenziali cui mira l'istituzione. L'ingestione involontaria di cibi, di sostanze liquide o gassose non costituisce comunque rottura di digiuno.
Vale la pena però sottolineare che l'uso del profumo nel corso del digiuno è ammesso da una parte dei dotti musulmani che vietano esplicitamente solo l'inalazione di incenso. Il motivo di questa relativa tolleranza sta forse nel fatto che il profeta Maometto amava molto i profumi e ne faceva abbondante uso per il fastidio che egli provava per i cattivi odori, tanto da vietare a chi avesse mangiato aglio o cipolla di partecipare alla preghiera collettiva del mezzodì di venerdì in moschea.



In occasione del Ramadan è anche richiesto di evitare di abbandonarsi all'ira.
Per alcuni dotti dello Sciismo, come ad esempio Najm al-Dīn al-Muhaqqiq al-Hillī, invece, se il fumo e il profumo non costituiscono violazione dell'obbligo, in caso di rapporti carnali, la prima violazione dell'obbligo di astensione nel corso del digiuno comporterebbe la fustigazione e, in caso di recidiva, addirittura la pena di morte. Varrà la pena comunque ricordare che l'opinione di un dotto, sia pur autorevole come al-Hillī, rimane pur sempre un'opinione e che l'irrogazione della pena è lungi dal costituire una realtà di fatto.
Le donne incinte o che allattano, i bambini e i malati cronici sono esentati dal digiuno e dovrebbero al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, gruppo etnico o dalle loro convinzioni. Le donne durante il loro ciclo o le persone in viaggio non devono digiunare ma lo possono rimandare.
Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto. La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d'acqua.
Dato che il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell'anno solare), il mese di Ramadan di anno in anno cade in un momento differente dell'anno solare, e quindi man mano cade in una stagione diversa.
Il significato spirituale del digiuno è stato analizzato da molti teologi. Si attribuisce ad esempio al digiuno la dote di insegnare all'uomo l'autodisciplina, l'appartenenza ad una comunità, la pazienza e l'amore per Dio.
Varie le ricorrenze del mese festeggiate o commemorate dai musulmani. Il giorno 6 infatti sarebbe nato il nipote di Maometto, al-Husayn ibn ‘Alī. Il giorno 10 sarebbe morta la prima moglie del Profeta, Khadīja bint Khuwaylid Il giorno 17 sarebbe stata vinta la battaglia di Badr. Il giorno 19 sarebbe stata conquistata dai musulmani la città di Mecca. Il 21 sarebbero morti ‘Alī ibn Abī Tālib e il suo discendente, l'imam sciita ‘Alī al-Ridā.
Al termine del ramadan, viene celebrato lo Id al-fitr ("festa della interruzione [del digiuno]"), detta anche la "festa piccola" (id al-saghir).


Tratto da Wikipedia

martedì 25 agosto 2009

Usi e riti ebraici nell’arco della vita


La Torà ha dato le Leggi, (gli insegnamenti) anticamente tramandate oralmente, raccolte poi nel trattato della Mishnà (ripetizione) e nel Talmùd con l’aggiunta dei commenti di mistici illuminati e antichi Maestri (Rabbini).
Pur essendo l’ebraismo così rigido nei principi fondamentali codificati nei Dieci Comandamenti, è tuttavia in continuo fermento poiché segue l’evoluzione dei tempi.
I Maestri di oggi quindi discutono i grandi temi attuali (droga, aborto,trapianti, fecondazione artificiale, omosessualità...) alla luce della Torà. I loro pareri possono rappresentare una guida per i fedeli, fermo restando il principio, irrinunciabile per un ebreo, della libertà individuale.
Anche oggi, come in passato, vale il parere espresso dalla maggioranza: non c’è infatti un capo religioso cui venga riconosciuto un potere decisionale superiore.
L’osservanza dei precetti è sì un atto di sottomissione al comando divino, ma ha lo scopo di portare sacralità in tutti gli aspetti della vita, valorizzandola, senza annullarla, elevando anche la banalità del quotidiano per metterlo a contatto col sacro.
"Siate santi poiché sono santo Io, il Signore Dio vostro" e attraverso le mitzvòt il popolo ebraico tende a ciò distinguendosi dagli altri popoli, ma ognuno deve perseguire lo stesso scopo sia pure attraverso la propria cultura specifica.
Per raggiungere questo obiettivo, gli ebrei dovranno pertanto attenersi all’osservanza delle mitzvòt (precetti) ogni giorno della settimana, e il Sabato in particolare, e nei tempi stabiliti dal calendario, e nei momenti che segnano la vita di ciascuno dalla nascita alla morte.
La "circoncisione" (milà) rinnova ad ogni nascita di un bimbo ebreo maschio, il patto di Abramo che lega a Dio il popolo di Israele.
Questa deve essere effettuata l’ottavo giorno dopo la nascita: non è legata solo al patto con Dio ma ricorda anche che Dio creò il mondo in sei giorni, il settimo si riposò e l’ottavo ogni uomo riprende e "fa per Lui" per perfezionare con le sue opere (buone) l’opera di Dio.
Inoltre si impone al bambino il nome, precetto questo importante come emerge spesso dalla lettura del testo biblico.
Se la figlia è femmina si celebra "il dono della figlia" (Zèved ha-bat) dopo ottanta giorni con la sola imposizione del nome.
Il "riscatto del primogenito" (Pidjon ha-ben) avviene trenta giorni dopo la nascita: è il gesto simbolico del padre che consegna a un discendente dei Cohen (Sacerdoti) cinque monete, poi date in beneficenza. Infatti la nascita del primo figlio,maschio, può far nascere nel padre un senso di orgoglio, di potenza e potrebbe dimenticarsi che tutto gli viene da Dio. Tutte le primizie debbono essere offerte al Creatore.
I ragazzo giunto al compimento del tredicesimo anno di età diventa "figlio del precetto" (Bar mitzvà) cioè entra a far parte della comunità degli adulti ed è tenuto al rispetto delle mitzvot (precetti). Per le ragazze ciò avviene al dodicesimo anno e la cerimonia è detta Bat mitzvà cioè della figlia del precetto. È una specie di confermazione: corrisponde a quella che per i ragazzi cristiani è la Cresima.
La famiglia è al centro della vita comunitaria pertanto il matrimonio è un momento importante della vita, obbedisce al precetto"crescete e moltiplicatevi e popolate la terra", tuttavia la legge ebraica riconosce la possibilità di incorrere in un errore nella scelta del coniuge pertanto prevede il divorzio. (Di questo si parlerà più diffusamente nell’incontro sulla famiglia come pure dell’educazione dei figli).
La vecchiaia è, in seno alla comunità ebraica, una condizione di privilegio poiché i figli debbono assolvere il precetto di mantenere i genitori in uno stato di dignità e trattarli col massimo rispetto (Vedi il V° Comandamento). Numerosi passi del libro dei Proverbi sottolineano ciò. E se hanno discendenti è scritto "La corona dei vecchi sono i figli dei figli e la gloria dei figli, i padri" (Proverbi 17, 6).
Il lutto per la morte di uno dei genitori è il più grave e le regole da seguire sono particolarmente rigide. Il cadavere dopo il lavaggio viene avvolto in un lenzuolo di lino e deve essere sepolto nella terra in modo che il corpo torni rapidamente alla terra da cui proviene, sono pertanto vietate le riesumazioni. fedeli al detto "Ricorda, polvere sei e polvere ritornerai".
Le preghiere prescritte vanno recitate direttamente durante la sepoltura, (mai in sinagoga) e nella prima settimana di lutto, durante la quale ci si astiene da qualsiasi lavoro, non si esce di casa, ma si ricevono parenti e amici che insieme ricordano chi è appena mancato.
Nei trenta giorni che seguono si riprende il normale lavoro, ma astenendosi da feste e divertimenti. Tuttavia, per quanto il dolore per la perdita di una persona cara resti indelebile, è un precetto tornare ad una vita normale pur ricordando con le preghiere gli anniversari di anno in anno. Le visite al cimitero sono vietate nel giorno di Sabato o in qualunque altra festività essendo il luogo considerato impuro, quindi inadatto alla santità, dal momento che ormai l’anima ha abbandonato il corpo.
Tuttavia presso alcune comunità si usa mantenere inalterata la stanza e le cose del defunto per undici mesi ancora dopo la morte, recitando il qaddìsh (antica preghiera in aramaico con cui si santifica il nome di Dio), accendendo un cero ad ogni compimese, nella speranza di rendere meno doloroso il distacco dalle proprie cose. Ma forse questo è più un conforto per chi resta.
In Urbino l’attuale cimitero ebraico risale al 1874: è situato alle pendici del Monte degli Ebrei, in località Gadana, volto verso Gerusalemme.Vi sono numerose lapidi e cippi provenienti da quello antico ed alcune steli monumentali ottocentesche.
Il numero delle sepolture è senz’altro maggiore di quante ne indichino le iscrizioni tombali e ciò perché nell’epoca in cui Urbino è stata soggetta allo Stato Pontificio anche qui è stato applicato l’editto di papa Pio VI, che vietava di apporre lapidi nelle sepolture anche con il solo nome, in modo che dell’estinto si perdesse ogni traccia. Solo le sepolture di rabbini e sapienti erano esentate da questo decreto. A Roma questo decreto restò in vigore sino al 1848.
Quello più antico era situato poco lontano, ma, essendo il terreno franoso, fu abbandonato; risaliva alla fine del 1300.
Tutte le cerimonie, liete o tristi, che coinvolgono la famiglia, e pertanto private, debbono essere celebrate in seno alla Comunità e lo svolgimento del rito e la preghiera pubblica possono avvenire solo in presenza del miniàn (numero), cioè dieci maschi adulti.


lunedì 17 agosto 2009

Immagini dal passato

Dal sito Bible Archaeology ecco delle belle immagini sulla religione greca.

Ricostruzione della sala interna del tempio di Zeus ad Olimpia

Ricostruzione della camera interna del Tempio di Atena ad Atene


Altra veduta dell'interno del tempio di Atena dalle spalle della statua

mercoledì 12 agosto 2009

Bibbia - Torah - Corano


Eccp l'indirizzo ad un bel sito della Biblioteca Nazionale di Francia che percorre in parallelo i libri sacri delle tre religioni monoteiste. Serio e sintentico, si può usare in classe.
Bibbia trascritta in caratteri arabi.
Rotolo delle Bibbia ebraica
Antico rotolo del Corano
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