venerdì 29 ottobre 2010

La terra di Gesù - visita ai luoghi della sua vita.


Viaggiando in rete ho trovato questa bella animazione in Flash con la possibilità di visitare i luoghi di Gesù attraverso immagini che ricostruiscono la vita di quell'epoca. Non sono riuscito a caricare tutta l'animazione, perciò per usarla dovete andare sul sito discovery. Ne vale la pena!

mercoledì 27 ottobre 2010

I cristiani nel mondo - La Chiesa Copta-cattolica

Fonte: Custodia Terra Santa

Le fonti bibliche (Atti e Lettere) non parlano dell'evangelizzazione dell'Egitto. La tradizione attribuisce all'evangelista Marco la fondazione di questa Chiesa.
Ma la Chiesa Copta ha anche il merito di aver dato vita, nel IV secolo, al movimento monastico. Un fenomeno impressionante che dall'Egitto si diffuse prima in Oriente (Palestina, Siria, Cappadocia) e poi in tutto l'Occidente.
Le statistiche dei copti in Egitto, dicono che su una popolazione di circa 75 milioni di abitanti, il numero di cristiani copti cambia a seconda se a fornirlo è il governo musulmano o la chiesa. I copti ortodossi si stima che siano trai 6 a 9 milioni.
I fedeli copti cattolici sono circa 250mila, suddivisi in sette diocesi in Egitto e 13 parrocchie all´estero. Sono serviti da nove vescovi, assistiti da 200 sacerdoti e religiosi francescani, in 174 parrocchie in Egitto, ma anche in Europa, Nord America, Australia e MedioOriente.
A partire dal VII secolo, la lingua copta fu spesso rimpiazzata dalla lingua araba, e oggi i libri liturgici presentano un testo bilingue, copto e arabo, misto qua e là con delle formule greche, resti della lingua originaria.
La formazione di comunità cattoliche copte in Egitto deriva dall'opera di predicazione svolta prima dai francescani, che nel 1630 fondarono una missione al Cairo, e in seguito, nel1675, anche dai Gesuiti.
"La Chiesa d'Egitto è passata attraverso periodi molto più difficili e più duri. Periodi di vera persecuzione". Ad affermarlo S. B Mons. Antonio Naguib,
Patriarca Copto Cattolico - che prosegue: "ma ne è uscita più forte e più dinamica. Quanto al futuro, ancora una volta, ci mettiamo tra le mani di Dio, con molta fiducia e speranza".

venerdì 22 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

Il Rosario

Nei giorni scorsi ho pubblicato un video che spiegava come creare una decina di rosario da portare al polso come un braccialetto. Ma dei ragazzi a scuola mi hanno detto che non sanno che cos'è il rosario. Ecco qui una breve ricerca tratta da varie pagine di Wikipedia e semplificata da me.

CHE COS'E' IL ROSARIO?

Il rosario è una preghiera devozionale a carattere litanico (cioè una successione, ripetizione di affermazioni o invocazioni) tipica del rito latino della Chiesa cattolica. La chiesa, per tradizione, ne attribuisce la nascita ad un'apparizione della Madonna con la consegna del rosario a San Domenico. Le sue origini sono tardomedievali: fu introdotto dall'ordine domenicano e diffuso, soprattutto dal Seicento, grazie alla diffusione delle Confraternite del Santo Rosario, la prima delle quali risale al 1476. Questa pratica ha subìto notevoli varianti nel corso dei secoli.

La preghiera consiste in cinque serie (chiamate poste) di dieci Ave Maria unite alla meditazione dei Misteri (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria. Il conto si tiene facendo scorrere tra le dita i grani della corona (vedi sotto). Il nome significa "corona di rose", con riferimento al fiore mariano per eccellenza, simbolo della stessa Ave Maria.

CHE COSA SI USA PER PREGARE IL ROSARIO?

La corona, a volte chiamata anch'essa rosario, si adopera per tenere il conto delle preghiere che si recitano. In quest'ultima la corona del rosario di norma è formata da 50 grani in gruppi di dieci (le decine), con un grano più grosso tra ciascuna decade. Per i grani venivano tradizionalmente usati i semi dell'albero del mogano, o perle, ma ora si usano altri materiali più economici e artificiali.

COME SI PREGA?

Si inizia
con il segno della croce.
Si recitano quindi:
  • un Credo
  • un Padre Nostro
  • tre Ave Maria per richiamare le tre virtù teologali: la fede, la speranza e la carità
  • un Gloria al Padre

oppure

  • O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto
  • un Gloria al padre.

Si recita una corona di cinque decine, facendole precedere dal richiamo del mistero a cui è legata.
Ogni decina è composta da:

  • un Padre Nostro
  • dieci Ave Maria
  • un Gloria al Padre
  • tipicamente, dopo il Gloria, si recita anche la preghiera della Madonna di Fatima: «Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia», oppure l'Eterno Riposo: «L'eterno riposo dona loro (lui) o Signore, e splenda ad essi (a lui) la luce perpetua. Riposino (riposi) in pace. Amen.» , se la preghiera è per uno o più defunti.

Dopo le cinque decine si recitano:

  • un Padre Nostro
  • un' Ave Maria
  • un Gloria al Padre

secondo le intenzioni del Papa.

Si recita una Salve Regina, letta o cantata.

Durante la recita collettiva, ciascuna di queste preghiere viene eseguita in forma responsoriale: per metà dalla persona che guida la recita, per l'altra metà da tutti gli altri.

Se è presente un sacerdote, a questo punto può impartire la benedizione. Si termina con il segno della croce.

QUALI SONO I MISTERI E QUANDO SI RECITANO?

Misteri gaudiosi (o della gioia) - da recitarsi il lunedì e il sabato

  1. L'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria Vergine
  2. La visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta
  3. La nascita di Gesù
  4. La presentazione di Gesù al Tempio
  5. Il ritrovamento di Gesù al Tempio

Misteri dolorosi (o del dolore) - da recitarsi il martedì e venerdì

  1. L'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi
  2. La flagellazione di Gesù alla colonna
  3. L'incoronazione di spine
  4. Gesù è caricato della Croce
  5. La crocifissione e la morte di Gesù

Misteri gloriosi (o della gloria) - da recitarsi il mercoledì e la domenica

  1. La resurrezione di Gesù
  2. L'ascensione di Gesù al Cielo
  3. La discesa dello Spirito Santo
  4. L'assunzione di Maria Vergine al Cielo
  5. L'incoronazione di Maria Vergine

Misteri luminosi (o della luce) - da recitarsi il giovedì

  1. Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano
  2. Le nozze di Cana
  3. L'annuncio del Regno di Dio
  4. La trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor
  5. L'istituzione dell'Eucaristia
Nota: quest' ultimo mistero è stato introdotto da Giovanni Paolo II nel 2002.

E NELLE ALTRE RELIGIONI?

Oggetti simili al rosario sono rintracciabili in varie religioni: nell'induismo, nel buddhismo, nell'islam, nell'oriente cristiano.
Un japa mala (a volte chiamato semplicemente mala) è un rosario indiano. Japamala è una parola composta da japa che significa "ripetizione" e mala che significa "circolo".

Viene spesso usato come strumento per la pratica di ripetere un mantra un determinato numero di volte (mantra= preghiera che viene ripetuta per un certo numero di volte per ottenere un effetto spirituale o anche fisico come il rilassamento).

Dato che i mantra vengono spesso ripetuti centinaia o migliaia di volte, il japa mala viene utilizzato allo scopo di evitare di pensare al numero di ripetizioni eseguite.

Il numero di semi è variabile a seconda della grandezza del japa mala; tuttavia, il numero più ricorrente è sicuramente 108.

Il Komboloi o koboloi (in greco Κομπολόι) è il tipico rosario greco.

Non ha un numero definito di perle che non sono fisse ma libere di scorrere lungo il filo. La parola deriva da kobas, che significa corda; ed infatti i primi komboloi erano semplici cordicelle annodate.

La funzione originaria di conta-preghiere è andata lentamente perdendosi nel tempo e oggi è spesso usato come scacciapensieri oltre ad essere per consuetudine principalmente della popolazione maschile greca.

La preghiera che viene recitata con il komboloi è quella del cuore: Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. Questa supplica, intercalata nel grano maggiore con un Padre nostro, viene ripetuta per tutti i grani del conta preghiere. Ci sono alcuni komboloi che terminano con una croce e altri con una nappa; essa viene messa perché con questa nappa si dovrebberero asciugare le lacrime seguite alla preghiera del cuore.

Tasbih (تسبيح) è una forma di preghiera litanica che prevede la ripetitzione di frasi brevi per glorificare Dio, nell'Islam.

Consiste nei 99 "Bei Nomi" (al-Asmāʾ al-usnà) che si recitano, a mo' di giaculatoria, sgranando il tasbīḥ, che può avere tutti i 99 grani o, più spesso, solo 33, da sgranare per 3 volte mentre si enunciano mentalmente, o mormorandoli, i Nomi di Dio.

Il "Tasbih" è fatto comunemente di varie pietre o perline di legno, ma anche di semi di oliva, avorio, ambra, perle o di plastica.

Oltre alle 99 perline, il tasbih comprende anche:

il "nisane", un disco che separa ogni 33 perle,

il "pul", una piccola perla che segna la settima posizione,

il "tassel" (nappa), che è un lungo pezzo che segna l'inizio della stringa,

la" tepelik "nella parte superiore della nappa.

(nella foto sopra vediamo un tasbih semplice a 33 grani)

L'Akṣamālā (in sanscrito, 佛珠 Fózhū in cinese, 念珠; nenju 数珠 juzu in giapponese) è una collana in di grani utilizzata nel mondo buddhista per la recitazione di mantra e formule rituali.

Originatosi in India almeno dal II secolo a.C., quando fu raffigurato negli affreschi delle Grotte di Ajanta, l'akṣamālā si diffuse in tutti i paesi asiatici che furono influenzati dalla diffusione del Buddhismo.
Usualmente di 108 grani (o in multipli di 9), numero ricorrente nella numerologia buddhista e dai vari significati, l'akṣamālā può essere costituito di grani di varia natura: dalle perle al legno di sandalo, alle ossa umane in area di cultura tibetana.

La pratica prevede che l'akṣamālā venga utilizzata per mantenere il calcolo delle recitazioni senza distrarre la mente dalla pratica religiosa con un calcolo numerico mentale: ad ogni recitazione la mano destra sgrana di un elemento dell'akṣamālā in senso orario, mantenendo quindi un rapporto con la circumambulazione solare, ovvero oraria, degli Stūpa (edifici religiosi buddhisti) e con l'analogo modo di procedere all'interno dei templi buddhisti.

mercoledì 20 ottobre 2010

I cristiani nel mondo - La Chiesa Armena Cattolica

Continuo con la pubblicazione dei video riguardanti le Chiese Cattoliche di rito orientale. Ho iniziato con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, oggi tocca alla Chiesa Armena Cattolica.

LA CHIESA ARMENA CATTOLICA
La Chiesa cattolica Armena e' una delle Chiese Orientali e nasce dall'unione di una parte della Chiesa Apostolica Armena e la Sede Apostolica Romana. Le radici sono in Cilicia, ma la storia di questa fede e' passata anche dalla Turchia, per tornare poi definitivamente in Libano. In Terra Santa la presenza armena e' datata al V secolo.
La Chiesa Armena cattolica a Gerusalemme sorge in un luogo speciale per i cristiani: lungo la via Dolorosa, fra la III e la IV stazione della via Crucis, la strada che segna le tappe del cammino e la prima caduta di Gesu, ma anche l'incontro con la Vergine Maria. E' la chiesa di "Santa Maria dello Spasimo".
Ed e' proprio in questo luogo ricco di storia e cultura che si incontra un'altra piccola comunita' cristiana di Gerusalemme. Una chiesa davvero minoritaria se si considera che in tutta la Terra Santa ci sono soltanto 90 famiglie armene cattoliche, rappresentate da un Vescovo senza clero con il titolo di esarca che ha giurisdizione su tutti gli Armeni cattolici di Israele, Palestina e Giordania.
La diversità dei riti liturgici è un aspetto fondamentale nella vita della Chiesa. La celebrazione del rito armeno e' un misto di rito romano e rito bizantino, con il celebrante assistito da un diacono.


"Gerusalemme è un vicariato patriarcale - spiega Mons. Raphael Minassian,Esarca Patriarcale Chiesa Armena Cattolica. Qui siamo sempre stati soggetti alla politica, siamo ancora soggetti alla politica perche' i membri della Chiesa Armena Cattolica di Gerusalemme non abitano tutti dentro le mura , e quindi é difficile per loro, devono avere il permesso per venire a praticare qui nella loro Chiesa. Quindi potete trovare degli Armeni cattolici in tutte le Chiese non armene ma cattoliche la' dove sono, la' dove la chiesa é vicina a loro. Ringrazio il Signore perche i nostri cristiani sono sempre praticanti e fedele alla Chiesa ... e questa é una grazia eccezionale".

La Chiesa Armena Cattolica fu riconosciuta da Papa Benedetto XIV tra l'anno 1740 e l'anno 1758. È presente con comunità in Libano, Iran, Iraq, Egitto, Siria, Turchia, Israele, Palestina ed in altre realtà della diaspora armena nel mondo. Il numero dei fedeli è stimato in 540mila, mentre il primate della Chiesa armeno-cattolica è il Patriarca di Cilicia, con sede a Beirut: Nerses Bedros XIX Tarmouni.
Come il suo popolo, la Chiesa Armeno -- Cattolica ha avuto molte difficolta' nel corso della sua storia. Nel 1915 il popolo armeno è stato vittima di uno dei più grandi crimini della storia: il genocidio perpetrato dai turchi ... tra massacri e deportazioni morirono un milione e mezzo di persone.
A Gerusalemme, la Chiesa Armena Cattolica sorge nel suq arabo, dove ogni giorno transitano centinaia di pellegrini, e dove si intrecciano via vai continui di musulmani ed ebrei.
"La sfida é la testimonianza - prosegue mons. Minassian - La testimonianza cristiana, non confessionale,... cerchiamo sempre di dare quello, il buon esempio a tutti quelli che ci circondono sia ebrei che musulmani. Perche' qualche volta succede che entrano e chiedono, fanno delle domande interessanti, qualche volta cerchiamo di dare una spiegazione che li avvicina a Cristo, a Dio".
Qui, presso la IV stazione della via Crucis, un anno e mezzo fa, é stata inaugurata la Cappella dell'Adorazione eucaristica. Ed e' da qui, dal cuore dellaVia Dolorosa di Gerusalemme, che parte e si diffonde incessante, una preghiera di intercessione per il Sinodo delle Chiese Cattolica a Roma.

Le aspettative dell' Esarca Patriarcale Chiesa Armena Cattolica di Gerusalemme "non sono solo per la Chiesa Armena, ma per la Chiesa tutta in Medio Oriente. Quello che ci manca - dice - quello che e' piu' urgente per me, é la comunione, e' il trovare il modo per cui nessuno si senta sacrificato per l´altro, di trovare una fratellanza come erano gli apostoli ..."
"Il secondo punto che aspettiamo da questo Sinodo, é il chiedere alla Chiesa universale (per evitare di dire alla chiesa Occidentale!), di conoscerci meglio , e di avere gli stessi diritti nelle nostre chiese come abbiamo nella nostra grande chiesa universale, con Pietro, il Papa".

lunedì 18 ottobre 2010

Ancora disegni per "La terra di Gesù"

Dal sito Ufficiale dell'Apostolato della Preghiera pubblico dei disegni da colorare, ho visto in questi giorni che molti di voi li preferiscono alle immagini già pronte.







venerdì 15 ottobre 2010

Robot e parabole... - un tentativo di cartoon...

Parlare di gesù a dei robot sarà possibile? Mah, sembra proprio di no vista la prima puntata di questo cartoon, dal titolo Robot e parabole. Il piccolo cartone animato l'ho creato io con Xtranormal. E' un programma gratuito che permette di creare cartoni animati on-line. Vediamo se riuscirò a crearne qualcun altro... Intanto come possiamo chiamare i due protagonisti?
attendo suggerimenti!

I cristiani nel mondo: il Patriarcato Latino di Gerusalemme

In questi giorni (dal 10 al 24 ottobre 2010) si sta tendo l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente sul tema “La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32).
Dal sito dei colleghi Monica e Riccardo IDR per passione sono venuto a conoscenza di alcuni video pubblicati dalla Custodia di Terrasanta (frati francescani) che presentano questa realtà particolarmente significativa: i cristiani di Terrasanta. Nei prossimi giorni li pubblicherò tutti. Oggi inserisco il primo:
il Patriarcato Latino di Gerusalemme, quindi la Chiesa di riferimento i cristiani cattolici che sono nella terra di Gesù.

mercoledì 13 ottobre 2010

Come fare un mini rosario da polso (una decina)

In questi anni ho visto tanti ragazzi esercitarsi con i cordini per fare degli Scubidu o almeno così li chiamano alcuni...


Guardate l'attività ho trovato su un sito spagnolo: come realizzare un braccialetto-rosario; in realtà è una decina di rosario cioè solo 10 nodi con alla fine un bellissimo crocifisso.

In tutto il mondo di lingua spagnola sta diventando una moda... lo chiamano Decenario.


Vabbeh! Lo so ragazzi che in classe abbiamo preso in giro la moda del crocifisso appeso all'orecchio o pieno di brillantini... Un po' come ci ha scherzato sopra don Giovanni (parroco di Cristo Risorto) nella sua vignetta:

Mi sembra però che qui la cosa sia un po' diversa perchè il piccolo rosario lo potete fare voi e poi il materiale è più umile...
Qui sotto trovate il tutorial. Vediamo il primo o la prima tra voi che lo realizzerà. A me sembra facile...



domenica 10 ottobre 2010

Sorpresa! Gioca col profe!

Vuoi giocare con il tuo profe di religione? Lo puoi fare qui sopra... Guarda il tuo profe che cerca di non cadere... in effetti a volte non è facile fare l'insegnante! Bisogna stare attenti a quello che si fa... quello che si dice... come lo si dice... sembra proprio di dover camminare sul filo!

giovedì 7 ottobre 2010

Sondaggio sul blog


Su un sito di giochi che non guardavo da tempo ho trovato la possibilità di creare un sondaggio on-line. Ho pensato che potrei utilizzare questa funzione per piccoli sondaggi con i miei alunni. Per adesso, solo per testare la cosa, ho provato a fare questo sondaggio sulle entrate del sito. per favore, provate a rispondere, così posso vedere se la cosa funziona... Grazie!

LA RELIGIONE - immagini per il quaderno

Con le classi prime stiamo iniziando ad entrare in argomento... cos'è la Religione? Ecco alcune immagini per il vostro quaderno ragazzi.










mercoledì 6 ottobre 2010

The meaning of life - il senso della vita



Sii felice
prenditi cura di te
segui il tuo cuore
trova una nuova prospettiva
mantieni il senso della meraviglia
incontra la gente che ami
poniti degli obiettivi
aiuta gli altri
balla
coccolati
affronta le paure
visita un museo
fai attività fisica
limita la televisione
stai in contatto con la natura
rilassati
cerca di dormire bene
leggi libri
acquista dei fiori per te
non confrontarti con gli altri
non punirti da solo
sii aperto alle nuove idee
non concentrarti sulle cose negative
concentrati sulla realizzazione di ciò che desideri
trova il tempo per divertirti
conserva del romanticismo nella tua vita
fai un elenco delle cose belle della tua vita
ama la madre terra
desidera ciò che hai
credi in te stesso.

(è una libera traduzione, ho cambiato la traduzione letterale per dare maggior senso alle frasi)

lunedì 4 ottobre 2010

4 ottobre - San Francesco d'Assisi

San Francesco d'Assisi nacque ad Assisi nel 1182 ca. e morì nel 1226. Giovanni Francesco Bernardone, figlio di un ricco mercante di stoffe, istruito in latino, in francese, e nella lingua e letteratura provenzale, condusse da giovane una vita spensierata e mondana; partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e venne tenuto prigioniero per più di un anno, durante il quale patì per una grave malattia che lo avrebbe indotto a mutare radicalmente lo stile di vita: tornato ad Assisi nel 1205, Francesco si dedicò infatti a opere di carità tra i lebbrosi e cominciò a impegnarsi nel restauro di edifici di culto in rovina, dopo aver avuto una visione di san Damiano d'Assisi che gli ordinava di restaurare la chiesa a lui dedicata.

Il padre di Francesco, adirato per i mutamenti nella personalità del figlio e per le sue cospicue offerte, lo diseredò; Francesco si spogliò allora dei suoi ricchi abiti dinanzi al vescovo di Assisi, eletto da Francesco arbitro della loro controversia. Dedicò i tre anni seguenti alla cura dei poveri e dei lebbrosi nei boschi del monte Subasio. Nella cappella di Santa Maria degli Angeli, nel 1208, un giorno, durante la Messa, ricevette l'invito a uscire nel mondo e, secondo il testo del Vangelo di Matteo (10:5-14), a privarsi di tutto per fare del bene ovunque.

Tornato ad Assisi l'anno stesso, Francesco iniziò la sua predicazione, raggruppando intorno a sé dodici seguaci che divennero i primi confratelli del suo ordine (poi denominato primo ordine) ed elessero Francesco loro superiore, scegliendo la loro prima sede nella chiesetta della Porziuncola. Nel 1210 l'ordine venne riconosciuto da papa Innocenzo III; nel 1212 anche Chiara d'Assisi prese l'abito monastico, istituendo il secondo ordine francescano, detto delle clarisse. Intorno al 1212, dopo aver predicato in varie regioni italiane, Francesco partì per la Terra Santa, ma un naufragio lo costrinse a tornare, e altri problemi gli impedirono di diffondere la sua opera missionaria in Spagna, dove intendeva fare proseliti tra i mori.

Nel 1219 si recò in Egitto, dove predicò davanti al sultano, senza però riuscire a convertirlo, poi si recò in Terra Santa, rimanendovi fino al 1220; al suo ritorno, trovò dissenso tra i frati e si dimise dall'incarico di superiore, dedicandosi a quello che sarebbe stato il terzo ordine dei francescani, i terziari. Ritiratosi sul monte della Verna nel settembre 1224, dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione, sul cui aspetto, tuttavia, le fonti non concordano.

Francesco venne portato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi totale, che non indebolì tuttavia quell'amore per Dio e per la creazione espresso nel Cantico di frate Sole, probabilmente composto ad Assisi nel 1225; in esso il Sole e la natura sono lodati come fratelli e sorelle, ed è contenuto l'episodio in cui il santo predica agli uccelli. Francesco, che è patrono d'Italia, venne canonizzato nel 1228 da papa Gregorio IX. Viene sovente rappresentato nell'iconografia tradizionale nell'atto di predicare agli animali o con le stigmate.

Fonte: San Francesco d'Assisi

venerdì 1 ottobre 2010

Immagini con Gesù e la sua terra

Ecco per il quaderno alcune immagini di Gesù con alle spalle la sua terra o comunque con scene del suo ambiente di vita, per l'unità LA TERRA DI GESU'. le ho scelte tra le centinaia che compaiono su Google se digiti Gesù. Buon lavoro ragazzi!










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