mercoledì 7 novembre 2012

Il libro egiziano dei Morti - Religione Egizia

Cari ragazzi, proprio stamattina abbiamo parlato della pesa delle anime: la PSICOSTASIA (Con il termine psicostasia si indica la cerimonia cui, secondo il Libro dei morti dell'antica religione egiziana, veniva sottoposto il defunto prima di poter accedere all'aldilà. Più usualmente, la psicostasia è nota come "pesatura del cuore", o "dell'anima". Ripubblico il vecchio post che ho preparato lo scorso anno. date un'occhiata.
Ecco l'inizio del libro egizio dei morti di cui abbiamo parlato in questi giorni in classe.

Inizia la scena della pesa dell'anima... Nella scena superiore di quest'immagine si vede il defunto che recita le formule magiche per essere introdotto al cospetto del tribunale celeste.

Quindi l'anima viene accompagnata da Anubi al tribunale celeste per la pesa.


Ecco la pesa dell'anima (il cuore sul piatto di sinistra della bilancia),
questa non doveva essere più pesante di una piuma.
Notate Ammit come guarda con golosità la piuma, per vedere se pesa meno del cuore del defunto... sta sperando di papparselo!

Ecco Ammit in tutta la sua... bellezza! (La testa di Ammit è come quella del coccodrillo, la parte anteriore del corpo è di leone, mentre la parte posteriore assomiglia a quella dell'ippopotamo.)


La pesa dell'anima è andata bene, Thot segna su un paprio l'esito della pesa.
Non mi sembra che Ammit sia contento della cosa...
Probabilmente, deluso sarà apparso nel modo seguente, che ne dite?

PAURA!!! Questa sopra è un'immagine di Ammit rielaborata oggi con lo stile dei cartoon...
La notte di halloween non vorrei trovarmi di fronte una creatura simile!
Comunque proseguiamo...

Ecco che Horus accompagna il defunto da Osiride.

Il defunto a questo punto può inchinarsi davanti ad Osiride, il dio dell'Oltretomba
e ofrirgli delle offerte. Alle spalle di Osiride ci sono la sua sposa Iside e la sorella Nefti, dea dell'oltretomba e sposa di Seth (fratello di Osiride e suo assassino... bella famigliola!)

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutta la vicenda di Mosè, nella Bibbia, fa capire che lui fu in contatto con gli Dei già in Egitto, e che questi lo fiancheggiarono fin dall’inizio, quando inviarono le piaghe agli egiziani, e che lo spalleggiarono forse per tutto il resto della sua vita (poiché egli fu un Buddha o un grande Sapiente Illuminato conforme alla Volontà di Dio, poiché positivo e giusto).
Il miglior modo che possediamo sulla terra per poter tentare di entrare in contatto mentale con gli Dei è la lettura del Libro Egiziano dei Morti, che delinea in modo sintetico, anche se caotico, i Mondi Divini che si estendono dal nostro Mondo Cosmico fino al Mondo Divino superiore ed ultra cosmico, dal quale inizia l’Albero della Vita, detto anche Albero del Mondo, che li contiene. Questo è un Albero costituito di energie spirituali e non fisiche, del quale il nostro Mondo Cosmico ne è un frutto appeso ad un Suo ramo, anche se Esso fu creato dagli Dei nel corso della creazione, dopo la creazione del nostro Mondo Cosmico. Le Radici dell’Albero sono nel Mondo Divino.
Gli Dei descritti nel libro non sono da considerarsi esseri umanoidi o fisici, e neppure animali o antropomorfi, dato che queste furono solo rappresentazioni
egiziane fatte per tramandare in modo ermetico-simbolico-metaforico conoscenze inerenti ad Essi ai loro successori millenni fa.
Allo Sciamano o al Sacerdote egiziano in trance meditativa, Ra comunicava per mezzo di un falco, Toth per mezzo di un Ibis, Anubis per mezzo di uno sciacallo ecc… ma queste simbologie hanno anche significati superiori a questi ai quali solo gli Illuminati possono accedere.
Dunque, nel Libro Egiziano dei Morti si incontrano esperienze che si possono vivere solo praticando la Meditazione interiore (Yoga Trascendentale, che si effettua nel vuoto mentale che si ottiene al di là dei pensieri durante la stessa pratica ad occhi chiusi e sdraiati supini sul letto), come l’attraversamento delle Porte dell’espansione della Coscienza (invisibili) ed altre, poiché nel vuoto mentale, durante la Meditazione interiore si è nel tronco dell’Albero della Vita, che non vediamo praticandola, e lì gli Dei che vi sono dentro, se ci reputano idonei a riceverle, per merito, ce le fanno vivere un po' alla volta ma senza premura, e solo praticando la stessa Meditazione almeno un’ora al giorno la velocità può aumentare.
Nel Libro si incontrano anche preghiere al fine di non essere divorati da spiriti di animali morti (coccodrilli, serpenti…), poiché nella parte cosmica dell’Albero essi sono presenti per libero accesso dalla loro dimensione a quella, ma questo è possibile solo se gli Dei decidono di portarci spiritualmente nel Nirvana durante la Meditazione, ed in questo caso ci difendono da essi, ma l’ammonimento riguarda all’essere interiormente puliti da ingiustizie compiute, poiché, altrimenti, non ci possono difendere, e quindi non bisogna averne compiute o non si otterrà niente di buono nell’Albero Divino.
Il Libro contiene anche cose che non capisco ancora io stesso, ma spero di giungere a capire in futuro.
Un altro libro importante che riguarda anche i Mondi Divini contenuti nell’Albero Divino è “Le Chiavi della Qabbalah (Fondamenti, Conoscenza, Ermetismo)” di Dreaker. E’ un libro da decifrare non meno di quello Egizio dei Morti, con la differenza che questo sembra spiegare gli ordini contenuti in Esso, incluso l’Albero Sefirotico, che potrebbe essere la migliore rappresentazione dello stesso Albero (presumo per ora).
Si tratta anche qui di un testo illuminativo, e quindi non si deve avere premura di riuscire a capirlo al primo colpo.
Che sappia io, questo è il miglior testo della Qabbalah Ebraica, che racchiude in sé gli Insegnamenti originari antichi di questa Tradizione Sapienzale, probabilmente proveniente da Mosé, che fu appunto un Sapiente.
Aker-Ra

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Qualsiasi uso non autorizzato delle opere di Aker-Ra verrà sottoposto a persecuzione di Legge.

Anonimo ha detto...

Yoga Trascendentale
(Pratica per vivere più rilassati, in armonia con sé stessi e gli altri e per
evolversi interiormente).

Questa è una Pratica Evolutivo-Spirituale tramandata dall'India ed è
chiamata Yoga Regale o Supremo (Raja Yoga) ma anche Meditazione
Trascendentale, ed è presumibile che sia stata portata in India da antichi Sacerdoti egiziani quando l’Egitto iniziò a decadere spiritualmente per seguire il materialismo, ma in seguito giunse anche in Cina, dove divenne di dominio dei Taoisti ed in seguito anche dei Buddisti dopo che fu istituito il Buddismo da Siddharta Gautama (il Buddha). Il termine Yoga intende pratiche di tipo Sacro-Evolutive ma è anche inteso come Gioco avente questo fine.
Questo è lo Yoga che ci pone a più immediato e diretto contatto con il
nostro potenziale spirituale (capacità superiori e sintonia mentale con
Dio), e siccome lo si può esporre in poche parole, ve lo riassumo
velocemente:
1) porsi almeno 30 minuti o 1 ora al giorno sdraiati supini sul letto (con
la pancia in alto), le braccia e le gambe allungate e ben distese (mai
accavallate o incrociate o creano blocchi di energie) a finestra chiusa ed
al buio, nel più completo silenzio, chiudere gli occhi (mai ad occhi aperti)
e rilassarsi completamente respirando adagio e profondamente con il
naso (mai con la bocca), inizialmente anche con un po di agitazione (se
fosse presente) ma nel giro di qualche minuto (più o meno) giungere al
respiro tranquillo, tenendo sempre l'attenzione del proprio udito sul
respiro per distrarla da eventuali rumori esterni. Solo quando ci si sarà
impadroniti della Pratica, nel giro di qualche anno, si potrà riuscire
anche con la finestra aperta e quindi con rumori esterni e con la luce.
2) Una volta raggiunta la quiete completa del respiro ed il rilassamento
completo dei nervi del corpo, continuare a tenere l'attenzione dell'udito
sul respiro e lasciare scorrere i pensieri (suoni, forme e colori mentali)
fino a farli scomparire, finendo per vedere un vuoto nero (cielo interno)
dove regna il silenzio completo e nessuna delle dette 3 forme mentali di
pensiero è presente.
3) Prima di giungere a questo punto finale, si potrà vedere come una
specie di nebbia grigiastra, causata dalla luce incamerata dagli occhi
nelle ore precedenti, sulla quale non dobbiamo porre l'attenzione (è il
punto di separazione tra i pensieri e lo spazio interiore): l'attenzione
dell'udito sul respiro è anche quì la chiave per farla dissolvere.
Una volta giunti in questo cielo interiore, buio, silenzioso,
apparentemente vuoto, occorre starci sempre di più man mano che si
faranno altre sedute dello stesso Yoga, evitando ogni volta di ricadere
nelle immagini mentali, sempre aiutati dall'attenzione dell'udito sul
respiro.
Nel giro di pochi anni, sarete capaci di entrare ne punto finale subito,
facilmente e senza difficoltà, e di starci anche 1 o 2 ore al giorno, che è
già molto per la vita che conduciamo in occidente, e di goderne i
benefici interiori.
Questa pratica aiuta il sistema nervoso a vivere più disteso, e la mente
ad espandersi gradatamente sempre di più, ed a noi (lo spirito o energia
vivente nel corpo) a poter esternare meglio il nostro potenziale
interiore.
Questo è il primo livello (inferiore) della Via Suprema che porta a Dio.
Essendo una Pratica che ha origini Divine e che è gestita ed assistita da
Entità Superiori dell'esistenza, potrà accadervi di vivere cose non incluse
in questo mio insegnamento, guidate da Esse.

Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

Yoga Trascendentale (SECONDA PARTE)
I più grandi nemici di questa pratica sono:
1) Le droghe, specialmente quelle sintetiche (non naturali) o l'abuso di
quelle naturali ma leggere (marjuana, poiché altre droghe naturali
possono essere dannose in questa pratica).
2) L'alcool, specialmente i superalcolici o l'abuso di vino o birra.
3) Azioni sessuali non controllate (abuso, che crea squilibrio psicofisico,
stanchezza, debolezza ecc...).
Il migliore amico di questa pratica è il lavoro fisico o la ginnastica, che
rigenera le cellule e rafforza muscoli ed ossa, ricaricandoci la batteria
psicofisica, ma dipendendo da Dio i risultati di questa pratica queste sono cose relative.
Questa spiegazione guida al punto centrale iniziale del Raja Yoga, che
per molti potrà già essere sufficiente, ma non va oltre, nei piani
superiori dello stesso Yoga, dove si incontrano direttamente dapprima il
Signore Supremo, poi la Madre Suprema ed infine Dio stesso, a causa
della Legge del Riflesso, la quale vuole che in ogni cosa esistente vi si
trovi ogni cosa che si trova al di fuori di lei. Il Signore e la Signora
Supremi e Dio non sono persone umane nè aliene ma le forme di vita
più semplici sul piano energetico (o spirituale) esistite all'inizio della
Creazione, artefici della stessa (sferiche). Noi possiamo pensarli come
vogliamo (non potendoli vedere nel cielo cosmico) ma l'importante è
non immaginarli in modo che Li si possa offendere (come demoni o
bestie brutali, che non sono).
Per elevarsi su questi altri piani, rimando chiunque a cercare un Guru in
India che glieli possa far vivere, poiché altrimenti si rischia la morte
fisica: non è uno scherzo.
Il mio consiglio a riguardo è comunque questo: chi si accontenta gode e
chi troppo vuole nulla stringe, e se farete come gli Indù, che
accompagnano le loro pratiche di Yoga con le Preghiere e le buone
azioni altruiste verso chi le merita, potrà essere il Signore a guidarvi nel
più alto dei cieli nel mezzo dei vostri sogni e senza alcun rischio ne
pericolo.
Un altro nemico di questa pratica è la propria coscienza sporca a causa
di azioni negative o ingiuste compiute e non ripulite nella propria
coscienza: le si può ripulire chiedendo perdono a Dio e compiendo
buone azioni altruiste verso chi le merita.
Aker-Ra
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Anonimo ha detto...

Yoga Trascendentale (PARTE TERZA)
I due Stadi Superiori del Raja Yoga restano comunque questi,
procedendo sempre meglio negli anni con la pratica (sempre in luogo
buio e silenzioso possibilmente, e ad occhi chiusi), ma non hanno a che
vedere con i Piani Superiori:
1) riuscire a praticarlo da seduti, inizialmente ad occhi chiusi e poi ad
occhi aperti (la posizione dev'essere sempre comoda e confortevole;
2) riuscire a praticarlo da seduti e poi in piedi ad occhi aperti all’aperto,
in luoghi pubblici e poi in mezzo alla folla (cosa che a questo punto sarà
già abbastanza facile e che con un po di pratica lo potrà essere di piu
(ciò vi permetterà di produrvi il Vuoto Mentale in un secondo anche in
mezzo ad una folla di milioni di persone, che vi permetterà di non
perdere mai il controllo su voi stessi e su qualsiasi cosa che vi circonda.
Altre cose che aiutano a praticare la Via interiore al meglo sono:
1) incensi indiani bruciati nell’aria;
2) ascoltare musiche positive e rilassanti quando si ascolta della musica;
3) frequentare solo persone positive e giuste e non negative o
delinquenti;
4) non avere esposte in luoghi visibili della casa immagini negative o
diaboliche;
5) alimentarsi con cucina vegetariana o vegana;
6) non causare negatività;
7) non compiere ingiustizie o azioni criminali (aiutare delinquenti è
ingiustizia);
8) se si vive soli e si è uomo, è bene porre negli ambienti dove si vive un
oggetto a forma di fallo come soprammobile (sopratutto in camera da
letto), ma se si è donna un oggetto a forma di vulva, per evitare che
spiriti malefici possano usare il nostro organo sessuale quando siamo a
letto o no per propri fini ed a nostra insaputa (specialmente nel sonno,
apparendoci in sogno come persone stupende ed amorevoli): questo
aiuta al poter vivere l’astinenza sessuale quando lo si desidera, che
rigenera le nostre energie.
Aker-Ra
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Anonimo ha detto...

SUL LIBRO EGIZIANO DEI MORTI

Il Libro egiziano dei morti non è solo un testo per il viaggio del defunto nell’aldilà attraverso i Mondi Divini e verso il Cielo di Dio, ma anche una guida per i viventi in corpi fisici che praticano la Meditazione Interiore Trascendentale, che indica ad essi anche esperienze che possono vivere durante la stessa pratica. Diciamo che lo stesso viaggio che può compiere il morto lo si può compiere anche da vivi praticando la Meditazione interiore detta Trascendentale (proprio poiché trascende la realtà cosmica che ci circonda e nella quale siamo nati).
Una preghiera contenuta in esso chiede alle Divinità la possibilità di poter vedere l’Albero (della Vita), che a causa dei nostri sensi fisici che fanno da filtro alle realtà superiori (impedendoci di vederle da quì e da svegli) non possiamo neppure percepire.
L’insieme dei temi trattati nel Libro egizio dei morti contiene un sapere antico abbastanza complesso da poter capire se non si pratica un percorso spirituale accompagnato dalla Meditazione Trascendentale, che io sono già riuscito a decifrare in parte avendo alle spalle anni di questa pratica quotidiana, che mi ha permesso di vivere esperienze contenute in esso.
Sul tema ho già scritto qualcosa basato principalmente su mie esperienze dirette (trascendentali) vissute negli ultimi 13 anni, e pur rendendomi conto della complessità di questi argomenti sono riuscito a spiegare le cose in modo che chiunque le possa capire (anche se a molte persone queste cose potranno sembrare più o meno assurde a causa del tipo di vita che conducono), e se una Casa Editrice fosse interessata a leggere queste cose (gratuitamente e senza alcun impegno) mi può contattare via e-mail inviandomi il proprio indirizzo fisico per riceverle in formato elettronico in un DVD che io le invierò.
La mia e-mail è: robyspaced@yahoo.it

Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

Praticamente, la Strada evolutiva spirituale Divina consiste nel raggiungere in vita l'esperienza di trovarsi nell'Universo di Luce (Uscita al Giorno degli antichi Egiziani), che si trova al di là dei Mondi Cosmici ed Ultracosmici e metafisicamente in cima al Monte Divino (Meru in Indù).
Praticando la Meditazione interiore Trascendentale, nel corso degli anni, è possibile giungervici, dato che il fine di tutto ciò è il non restare nei Mondi Cosmici ed Ultracosmici dopo la morte del corpo fisico (detta Liberazione dalla Ruota del Samsara da Indù e Buddisti), poiché qui si è in balìa delle Leggi naturali che assoggettano le forme fisiche, e quindi uscire nel Mondo Supremo di Luce, e precisamente nell'Enneade, per il fatto che quando vi si giunge si trovano 9 Divinità di luce poste 8 a cerchio attorno ad una molto più grande nel centro di una Sala del Tempio superiore centrale, che non ha porte nè finestre ma solo grandi arcate che permettono di vedere all'esterno un tutto di luce senza alcuna zona di buio: quì non esistono corpi fisici ma solo spirituali di luce. Chi lo raggiunge con la Meditazione interiore, dopo la morte del suo corpo fisico lo raggiunge in un lampo solo buttandovisi dentro dopo averlo visualizzato fuori da sé ed essersi aggrappato alla Divinità che si trova al centro della sala dell’Enneade, restando lì per un tempo indeterminato fintanto che il suo corpo inizia la decomposizione.
La pratica della salita dell’energia Kundalini lungo la spina dorsale fino alla testa ed oltre funziona solo con assoluta astinenza sessuale (nessuna eiaculazione per l’uomo o perdita di secrezioni vaginali per le donne) per un periodo di tempo relativo alla capacità della persona stessa di resistere al piacere sessuale (quando vi si giunge, di solito possono bastare dai 12 ai 14 anni per giungere al Mondo di Luce) ed è una pratica parallela alla Strada e facente parte di Essa. Quì si vivono esperienze interiori che sono utili sulla Strada per il fatto che ci rafforzano, ci “completano” e ci trasformano in qualcosa di più Divino sul piano interiore spirituale, come l’ottenimento dei 3 “Occhi di Shiva”, e cioè “l’Occhio di Ra, quello di Horus e forse quello di Iside”. Quindi, la pratica della Kundalini è una Via parallela a quella del percorrimento della Via interiore-esteriore (poiché da dentro di noi si passa poi al di fuori ma sul piano universale superiore).
Quindi, è plausibile pensare che gli antichi egiziani scoprirono la Strada alla Luce praticando la Meditazione interiore e l’astinenza sessuale, e che Sacerdoti egiziani che lasciarono l’Egitto con Mosé si diressero poi in India ad insegnarla. Del resto il “Libro Egiziano dei Morti” o Libro per uscire alla Luce fu scritto da persone vive e non da persone morte. Essi potrebbero essere stati i 7 Rishi che compilarono i Veda dell’India.
Aker-Ra
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Anonimo ha detto...

Io ho 58 anni ed iniziai a praticare la Meditazione interiore circa un’ora al giorno all’età di 14 anni, e a 16 anni raggiunsi il Nirvana, Cielo Divino che precede la cima del Monte Meru ed è nero fitto ma vuoto di tutto e contiene solo la Ruota del Samsara che sembra un uovo guardandolo da ogni lato e lo è per certi versi, e contiene gli Universi Cosmici e quelli Ultracosmici. Poi smisi di praticarla dai 20 anni fino ai 32 più o meno, ed a 34 anni vissi l’esperienza di assistere ad un processo presso il Tribunale Supremo dei Morti che si trova in una cavità dell’Albero del Mondo, scoprendo aspetti non spiegati nel Libro Egiziano dei Morti, anche se in generale coincide: nel Libro egiziano è riassunto in modo succinto e non dettagliato. Poi, dai 35 ai 45 anni circa vissi l’attraversamento delle Porte della Coscienza, che amplificano la propria coscienza dandole capacità superiori. Lo vissi in tempi lunghi e distanti da una Porta all’altra, ma sempre in Meditazione interiore. Anche questa è un’esperienza descritta nel Libro Egiziano dei Morti. Dagli anni ‘90 ad ora sono state numerose le esperienze da me vissute in Meditazione Trascendentale.
Negli ultimi 12 anni sono riuscito a praticare l’astinenza sessuale totale e negli ultimi 5 ho ottenuto i “3 occhi di Shiva”, che sono Principi Spirituali (forse i veri Zolfo, Mercurio e Sale degli Alchimisti), che si devono far entrare in sé quando se ne ha la visione avvicinandoli con il proprio sguardo. Dopo di ciò mi venne la visione della Sala dell’Enneade in cima al Monte Divino, creando un punto d’unione con questo Mondo entrando nella Divinità al centro della Sala: una Stella di color oro. Vivendo queste esperienze vi sono cose che poi si giungono a capire per ispirazione delle stesse Entità con le quali si viene in contatto.
Aker-Ra
NOTA: Aker nell’antico Egitto significava Buddha, e cioè persona che ha vissuto l’esperienza del raggiungimento del Nirvana (Cielo Superiore Divino) nel corso della sua vita fisica mediante un’esperienza superiore detta trascendentale.
RA, invece sono le iniziali del mio nome e cognome, e lo uso come pseudonimo spirituale.
Uso questo pseudonimo per il fatto che sono un Buddha da parecchi anni e che non do queste informazioni a scopo di lucro o per farmi bello di fronte agli altri, ma solo per informare disinteressatamente.

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Anonimo ha detto...

Circa un anno fa raggiunsi (o meglio venne a me, dato che la Via interiore/esteriore non si può percorrerla in modo autodeterminato ma si può solo riceverne frutti, se lo si merita, portandosi in Lei praticando il Vuoto Mentale con lo Yoga Trascendentale) il Tempio Divino nel Mondo o Universo di Luce, in cima alla Via interiore/esteriore, ed a quel punto capii molte cose ed il significato di fondo del Libro Egiziano dei Morti. Questa Via si trova nel tronco dell'Albero del Mondo (o della Vita, Divino).
Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

Come si avrà capito io sono uno Yogi italiano che è già pervenuto a comprendere alti misteri Divini nel corso degli anni praticando la Meditazione Trascendentale (grazie a Dio senza aver avuto bisogno di un Maestro Induista o Buddista e rivolgendo le mie preghiere a Dio, al Signore Supremo, a Cristo ed alla Madonna).
Io non mi illudo di poter diventare un Maestro delle moltitudini mediante i miei scritti, e mi rivolgo principalmente a chi è nato con tendenza interiore verso la trascendenza spirituale.
Le Preghiere sono molto di aiuto a chiunque desideri percorrere un cammino spirituale che sia veramente di origine Divina.
Rivolgere le preghiere a Divinità dell’antico Egitto è rischioso per chi non le ha conosciute trascendentalmente e capite, ed io sconsiglio di farlo, e non è necessario.
Io sono già riuscito ad identificare, ed in parte a conoscere direttamente, le 8 Divinità più importanti dell’antico Egitto che formano l’Ogtoade e non possiedono forme fisiche ma sono state rappresentate come persone aventi ognuna la testa di un animale, che possiede un significato allegorico-simbolico riguardante la loro principale modalità di essere. Esse si estendono dal Nirvana (lo Spirito del Nirvana stesso e l’Uovo del Mondo o Ruota del Samsara) fino agli Universi fisici, gestendo Cieli (o Piani) ed ambiti di realtà differenti, ed Esse sono: Atum, Toth, Neftis, Ra, Ptah, Anubis, Osiris ed Horus.
Purtroppo questo non è il luogo dove possa dilungarmi su di Esse.
Il numero delle esperienze che si possono vivere praticando la Meditazione Trascendentale mi è sconosciuto e credo non abbia un limite per gli attivisti religiosi che ci si possono dedicare 2 o 3 ore al giorno, come i Preti ed i Frati Cristiani, i Monaci Buddisti e Taoisti ed i Sacerdoti, i Guru e gli Asceti Induisti.
Dalla mia esperienza diretta vissuta negli ultimi 25 anni ho capito che non vi è un ordine cronologico prestabilito in questi tipi di esperienze, e che non si deve credere che l’ordine riportato nel Libro Egiziano dei Morti sia tale, per cui il numero delle Porte che si attraversano (senza vederle), come di altre esperienze, dipende da quante ne deve vivere ognuno di noi prima di poter dimostrare a Dio di essere giunto/a alla destinazione evolutiva interiore che Lui si è prefisso di farci raggiungere, e quindi variano da persona a persona in base al proprio status interiore. Quindi, siccome Dio è Onnipotente, e cioè può tutto, può anche far giungere alla persona la visione dell’Enneade prematuramente, all’inizio del cammino, se questa lo merita veramente per essere positiva e giusta, ed essa dovrà solo entrare nella Divinità centrale ma con la forza del pensiero (queste non sono esperienze fisiche ma trascendentali, e non serve a nulla muovere il proprio corpo fisico ma solo agire mentalmente), ed è una visione che a me è giunte esteriormente, davanti a me, nella stessa atmosfera terrestre, e non durante la meditazione interiore, ma può essere per il fatto che sono uno Yogi già avanzato negli anni, che può possedere il vuoto mentale anche da sveglio, in piedi e con gli occhi aperti.
Quindi, il primo requisito per poter vivere esperienze trascendentali è essere e restare positivi e giusti (non compiere ingiustizie, che sono le azioni che non vorremmo che altri compissero nei nostri confronti).
In questo tipo di esperienze, quando si ottiene la visione di un Universo Superiore al nostro questo può essere quello in cui si può andare nel momento del trapasso del nostro corpo fisico, visualizzandolo fuori di noi, entrandovici e restandovici.
Queste esperienze mi hanno permesso di capire in modo diretto concetti Buddisti, Taoisti, Induisti e dell’antico Egitto.
Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda la pratica dell’astinenza sessuale, i precetti Buddisti insegnano a non cibarsi di carni, affettati e uova per il fatto che le loro energie possono eccitare il nostro organo sessuale, e la stessa cosa è per le bevande alcooliche e le droghe. Io personalmente negli ultimi 12 anni mi sono tenuto lontano da queste sostanze in modo totale, e mi sono giunti i 3 “Occhi di Shiva”.
Teniamo presente anche che gli Induisti ed i Taoisti sono per la maggioranza vegetariani ed in parte vegani.
Quindi, ci rendiamo conto che per riuscire in questa impresa o si è aiutati da Dio (praticando tali astinenze) o si può diventare un (o una) religioso praticante come un Prete, un Frate o un Monaco. Sinceramente non è nulla di così facile, ed in tale periodo (che deve culminare in una nostra trasformazione interiore di notevole portata causata anche dalla progressiva attivazione dei Chakras o Ruote psicofisiche, che hanno un punto di collegamento lungo la spina dorsale e portano progressivamente, ognuna, a stati di consapevolezza superiori riguardo qualsiasi cosa) si vivono 4 periodi, descritti dallo Shivaismo del Kashmir:
1 – nel primo periodo ci si sente più stanchi del solito e con una leggera agitazione nervosa;
2 – nel secondo periodo si vive un’accentuata agitazione da dover tenere sempre controllata mediante un’attività fisica o ginnastica, respirazioni profonde e preghiere, come una forza che si agita dentro il nostro organismo e ci toglie la tranquillità;
3 – nel terzo periodo ci si sente sempre tanto stanchi e fiacchi ma non più agitati;
4 – nel quarto ed ultimo periodo, finalmente si giunge a destinazione e si torna a star bene.
Io personalmente non sono mai stato un alcoolizzato od un tossicodipendente, e dopo il ritorno dal Nirvana, a 16 anni, ho iniziato ad avere difficoltà ad assimilare carni, uova ed affettati e già da prima non ho mai digerito i pesci, e sono divenuto vegetariano all’età di 34 anni. Solo da pochi anni, ogni tanto, mi concedo un piatto di carne di pollo o del prosciutto cotto o dell’arrosto per il fatto che ne sento la necessità, ma altri tipi di carni o o di affettati o uova me li devo tenere lontani (ognuno ha il suo stomaco).
Può essere che prima o poi tornerò vegetariano.
Io sento di poter essere stato predestinato a vivere questi tipi di esperienze, altrimenti mi domando come ho fatto a trovarmi nel Nirvana a 16 anni senza volerlo e ad essere riuscito nel corso degli anni a superare difficoltà e momenti difficili nei quali un’altra persona avrebbe potuto cedere, ma anche riguardo al numero di esperienze da me vissute in questi anni: ma non mi sento ancora giunto alla fine del percorso, anche nello studio di testi.
In ogni caso, se questi potranno essere di aiuto all’umanità di oggi o di domani dipende solo dal fatto che dev’esserci qualcuno interessato a pubblicare miei testi che trattano questi argomenti.

Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

SUI TESTI DI ERMETE TRISMEGISTO

Tra i testi che mi sono stati di grande aiuto nell’ottenere esperienze superiori importanti durante la Meditazione Trascendentale e comprensioni di ordine superiore vi sono Tre Preghiere a Dio Padre, l’Ogtoade e l’Enneade, il Kybalion ed il Pimandro (o Poimandres) di Ermete Trismegisto, e li ho scaricati gratuitamente da siti di Internet e le edizioni migliori hanno tutte le pagine di sfondo bianche (evitare gli sfondi colorati).
Il Pimandro è l’unico di detti testi che contiene anche qualche congettura non corrispondente alla realtà, ma basta usare la ragione per identificarla nel testo.
Altri testi di Ermete si possono evitare, dato che sono prevalentemente congetture mentali non corrispondenti a cose reali, scritte da chisachì ed attribuite a Lui, incluso l’Asclepio, che nega tutto ciò che il Pimandro afferma.
Studiosi hanno identificato Ermete nel Dio egiziano Toth, ma senza spiegare come hanno fatto, dato che la parola Ermete letta al contrario diventa Etem Re, che a sua volta diviene Atum Ra, che fu un’antica Divinità dell’Egitto.


Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

Il modo migliore per pregare le Divinità riportate nel Libro Egiziano dei Morti è mediante la lettura delle Preghiere contenute nello stesso libro a voce (non col pensiero) e volgendo la propria mente al cielo, come se li si vedesse, ma al di fuori di questi ambiti, per altre ragioni, è meglio pregare Dio, il Signore Supremo e le proprie Divinità tutelari come Cristo, la Madonna, Lao-Tzu, Buddha, Krishna ecc… (in base al proprio credo).
Divinità significa Entità Spirituali originate da Dio o da Suoi Figli (sempre originati da Lui).

Aker-Ra

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Anonimo ha detto...

Chi inizia a praticare la Meditazione inizialmente interiore, prima di tutto deve superare alcune Prove interiori al fine di poter accedere alla Via Suprema che ne segue, che si trova nel Tronco dell’Albero della Vita.
Queste Prove consistono nel vedere cose Superiori Trascendentali interne senza vivere paure o spaventi emotivi in Loro presenza di fronte a noi.
Chi non ha una coscienza adeguatamente pulita prova spavento o paura in questi casi e non gli viene aperto l’Accesso alla Via Suprema, e quindi ne resta respinto.
La prima di queste Prove è normalmente la visione dell’Occhio del Dio Anubis, che fa da Guardiano di questa soglia: un gigantesco occhio nero-grigio formato da nebbie e nubi interne che hanno come sfondo il Cielo interiore (nero).
Altre Prove, normalmente successive, sono le visioni di Volti Trascendentali a noi ignoti ed incomprensibili, che possono incuterci timore.
Se si superano queste Prove positivamente, poi si inizia a vivere esperienze preparatorie di livello Superiore che ci rendono idonei a poter trovarci nella Via Suprema senza impedimenti, come piogge di gocce di Luce o ricevere luci o cose impossibili per noi da comprendere.
Una Prova importante e pericolosa che si vive di solito una sola volta entrati nella Via Suprema (che si identifica con lo stato di assoluto e perfetto Vuoto Mentale) è quella di non subire danni fisici dagli spiriti di serpenti e coccodrilli morti e di demoni mentre siamo in Meditazione interiore: questi spiriti hanno accesso alla parte inferiore della Via Suprema, e per questo nel Libro Egiziano dei Morti vi sono preghiere che chiedono l’aiuto di Divinità Superiori o di Dio al fine di superare questo ostacolo senza subire conseguenze fisiche indesiderate, come perdere il cuore, per esempio, cosa che ci uccide subito fisicamente.
Praticamente, si può vivere un assalto in massa di questi spiriti su di noi, che, però, non possono danneggiarci assolutamente sul piano spirituale, e che solo con l’aiuto di Dio, di un’altra Divinità sotto di Lui o della propria Divinità Tutelare (invocandolo/a in quel momento) si può superare per proseguire nella Via Suprema, trasportati dal Potere del Dio Toth, senza che noi lo desideriamo.
Senza un’adeguata pulizia interiore, qui si rischia grosso, dato che la Divinità invocata non risponderà alle nostre preghiere.
Questa esperienza è descritta nel testo “Le Gesta del Buddha”, che riguarda la vita di Siddharta Gautama il Buddha, come il tentativo dell’esercito di Mara (Dio della Morte o Demonio che sia) di distoglierlo dalla Meditazione interiore, poco prima di ottenere l’Illuminazione.


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Anonimo ha detto...

In quanto non esiste un ordine predefinito in questo tipo di esperienze, che gestisce Dio con l’aiuto di Divinità Superiori al di sotto di Lui, in base allo stato della coscienza interiore di ognuno di noi, io l’esperienza dell’Esercito di Mara la vissi per prima a 16 anni (dopo 2 anni che praticavo la Meditazione interiore 30 minuti al giorno e non tutti i giorni), e subito dopo averla superata mi trovai ad incontrare il Signore Supremo, la Signora Suprema (che non sono forme fisiche) e rapidamente mi trovai nel Nirvana.
Quindi non ci si aspetti di vivere queste esperienze in un ordine prestabilito, e non è mai l’esperienza che si vorrebbe quella che si vive di volta in volta, ma quella che Dio sa che è migliore per noi in quel momento.
La cosa migliore è quella di non avere desideri in merito e lasciare che sia Dio a fare per noi, con piena fiducia in Lui.
Una volta nel Nirvana il nostro corpo fisico muore, poiché si arrestano i battiti cardiaci, ed io fui riportato in vita da un mio amico che era vicino a me e si era accorto che avevo smesso di respirare e fece pressioni sulla mia pancia e respirazioni bocca a bocca su di me.
La migliore traduzione del Libro Egiziano dei Morti è quella di G. Kolpaktchy, che è anche la più completa. Il primo capitolo apre con la dichiarazione del Dio Toth di essere la Guida (o il Veicolo) delle anime nei mondi trascendentali superiori extrafisici (mediante il Suo Potere di proiettarsi in ognuno di noi).

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Anonimo ha detto...

NON SPAVENTATEVI!!!!!!!
Quando io vissi quell’esperienza del Nirvana a 16 anni ero sotto l’effetto di ¼ di micropunta viola (LSD) e fu la prima ed ultima volta che lo presi.
Praticamente questa droga, a mia insaputa, agì da motore nella Via Suprema, e mi bastò tentare di visualizzare la Signora Suprema, così come mi aveva spiegato un amico tornato dall’India mesi prima, per iniziare a vivere l’assalto dell’esercito di Mara.
In assenza di droghe psicotrope nell’organismo non si rischia di finire nel Nirvana senza volerlo.
Anni fa conobbi un ragazzo che mi disse di essersi trovato nel Nirvana a 5 anni, mentre dormiva, senza aver ancora conosciuto vino, birra o droghe, e di essere tornato nel suo corpo fisico senza volerlo: questo può accadere solo se è Dio a volerlo, e quindi pregarlo, venerarlo e volergli bene è essenziale per non avere problemi in queste esperienze.

Aker-Ra

Anonimo ha detto...

Micro Glossario di termini Sacri dell’Antico Egitto.

1) Morte apparente = il periodo nel quale il corpo fisico muore a causa del fatto che lo spirito che lo abitava si trova nel Nirvana: ma è apparente se poi qualcuno lo riporta in vita, altrimenti rischia di restare morto.
2) Seconda Nascita = il ritorno dello spirito nel suo corpo fisico dopo essere stato nel Nirvana: è una seconda nascita a ex-novo sul piano spirituale individuale.
3) Psicostasia = L’assunzione di una sostanza psicotropa (droga naturale di ordine quasi allucinogeno o LSD in piccola dose o si può impazzire) che porta lo status mentale in Stasi (Pausa delle operazioni mentali naturali) con il fine di raggiungere il Nirvana: io credo che nell’antico Egitto queste operazioni furono soprassedute da alti Sacerdoti-Buddha in aree interne dove gli iniziati venivano poi riportati in vita da Essi, ma oggi non mi fiderei di nessuno in assoluto del nostro pianeta al fine di sottopormi a tale operazione (se non fossi già un Buddha).

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Anonimo ha detto...

Psicostasia, essendo un termine che intende la Sospensione dei Movimenti della Mente, può essere anche solo la stessa pratica ottenuta nella Meditazione Trascendentale senza uso di droga alcuna, che a mio avviso e per mie esperienze dirette avute negli anni è la migliore, in quanto non si rischia il cervello (lo stesso si deve dire dell’alcool) o di trovarsi di fronte all’Esercito di Mara, che è un’esperienza veramente orribile.
Le droghe o l’alcool alterano (quando più e quando meno) il nostro sistema percettivo (e non sempre in modo utile e positivo) e ci rendono più propensi a poter essere aggrediti da demoni invisibili anche solo sonoricamente (e vivere anche solo torture sonore).
Chi assume alcool e droga causa in sé dei conflitti tra questi due, che sono di polarità opposta: mentre l’alcool è un eccitante, la droga è un tranquillante, e con entrambi si accende la scintilla che causa danni, a volte irreparabili, nella nostra mente.
Oltretutto non ho ancora trovato un testo che faccia capire la necessità di vivere l’esperienza dell’Esercito di Mara o quella del Nirvana, e quindi la ritengo più un’Operazione Divina, guidata da Dio e da Divinità sotto di Lui, più che cose che noi dobbiamo cercare di vivere.
Il mio consiglio resta quello di non assumere droghe o alcool alcuni e praticare anche la completa astinenza sessuale, che nel giro di 12 o 14 anni dà grandi frutti ed aiuta molto anche a vivere esperienze importanti nella Via Suprema.
Per quello che ho capito da studi, chi fa ingerire sostanze alcooliche o droghe può essere di solito uno Stregone che vuole farsi uno schiavo mediante la sua perdita del cervello e raggiri di parole che lo intrappolano mentalmente, e gli Stregoni operano per il Demonio (Apopis o Apep in antico egiziano) e non per Dio.
Differente è lo Sciamano che fa ingerire droga o alcool in piccoli dosaggi ad un suo paziente malato per guarirlo, così come fa la nostra medicina.

Aker-Ra

Anonimo ha detto...

CONSIGLI PER I LAICI CHE NON SI SENTONO DI VIVERE UNA VITA DA PRETE, FRATE O MONACO IN QUALSIVOGLIA RELIGIONE:

La giusta predisposizione di chiunque desideri evolversi spiritualmente o accrescere il proprio sapere praticando la Via Suprema e l’astinenza sessuale.

1 – Capire che la vita può essere troppo breve per riuscirci se non ci si dedica nel modo migliore ogni giorno almeno da 1 a 3 ore nell’impresa, e da subito, senza esitare (nessuno conosce il giorno e l’ora della morte del proprio corpo fisico).
2 – Capire che le distrazioni mondane non necessarie al nostro scopo possono esserne solo di ostacolo, specialmente se ci riducono alla stupidità della massa (altra cosa è la finta stupidità del Saggio o del Sapiente).
3 – Capire che oggi è oggi, e oggi possiamo farcela se ci impegnamo nel modo giusto, e che domani, secondo come si metteranno le cose, potrà essere un po' tardi o tardi del tutto.
4 – Capire che è un’occasione unica che non si sa quando si ripeterà per noi, e che conviene prenderla al volo per quello che ci può dare interiormente, mentalmente ecc…
5 – Capire che queste esperienze ci possono essere utili sia quì ma anche nell’oltretomba, dopo la morte del corpo fisico.
6 – Non farsene, comunque, una psicosi, poiché con l’aiuto di Dio tutto è possibile ed in un tempo per noi impensabile.
7 – Non montarsi mai la testa per i benefici che si ottengono da questi cammini, e restare umili e tranquilli con sé stessi e con gli altri, o si possono perdere.
8 – Non abusare mai di questi benefici quando si ottengono, per approfittare del prossimo in qualsiasi modo ingiusto, o si farà la fine di quegli antichi che compirono questo errore.

Chi muore dopo aver iniziato a vivere importanti esperienze in questi ambiti, in una eventuale vita successiva sarà aiutato da Dio a proseguire nel Cammino.
Negli affreschi di alcune tombe dell’antico Egitto, dove sono rappresentati libri come quello delle Porte e dell’Amduat, che sono Cammini nella Via Suprema, si vede sopra una Barca che guida la navigazione (Dio Toth rappresentato come Veicolo) un personaggio al centro con la testa di Ariete, che è l’Adepto o Iniziato che pratica la Meditazione Interiore in modo risoluto e senza perdersi in distrazioni, circondato da Divinità che lo proteggono nel viaggio (che noi non possiamo vedere ma pregare).
Un’immagine che spicca in queste rappresentazioni è quella del serpente Apopis tenuto legato da Entità Superiori in modo che non nuoca al Praticante.

Aker-Ra

Anonimo ha detto...

Sulle 12 fatiche di Ercole

Uno dei più elevati significati riguardante il mito delle 12 Fatiche di Ercole si trova nei 12 maggiori ostacoli da evitare praticando la Via Trascendentale Suprema.
Per evitarli occorre impegno fisico-mentale-spirituale, che si traduce nel restare positivi con sé, con le altre persone ed animali che non ci sono ostili, non compiere azioni che vadano contro i precetti religiosi e morali e non compiere ingiustizie (male ingiusto poiché non per legittima difesa).
Non dimentichiamo che il Nirvana non lo si raggiunge per propria volontà, ma solo se lo si ha meritato, e per Grazia Divina.
Ecco gli ostacoli da evitare:
1 - l’Ira (frutto della negatività);
2 - l’Odio verso chiunque non lo meriti realmente (in ogni caso, se lo si può evitare è meglio);
3 - l’Ozio (amore per il dolce far nulla);
4 - l’Invidia, che è l’origine di tanti brutti mali;
5 - l’amore per i piaceri sessuali;
6 - l’amore per i cibi (“peccato” di gola);
7 - l’amore per le bevande alcooliche;
8 - l’amore per le droghe;
9 - il desiderio di possedere cose che appartengono ad altri;
10 - dire il falso a chi non lo meriti;
11 - la disonestà (approfittare della buona fede altrui per approfittarsi di altre persone a loro insaputa);
12 - compiere ingiustizie (male ingiusto poiché non per legittima difesa).


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