martedì 24 novembre 2009

Thanka tibetano

Sabato ad un mercatino ho fatto acquisti per scuola. Ecco un Tanka tibetano e delle bandierine di preghiera. Le vedremo in classe quando parleremo del Buddhismo; intanto accontentatevi di dare un'occhiata alle foto.


Il Tanka

Il tanka, è un dipinto buddista normalmente realizzato dai Tibetani nel Tibet ma può essere realizzato anche fuori dal Tibet, in Mongolia, a Pechino ed altrove in Cina, e da non Tibetani.

I materiali

Il supporto è un tessuto di cotone o di lana grezza e, per le commesse più importanti, di seta. Il tessuto viene prima preparato con una miscela di gelatina e talco per otturare le porosità poi si procede a levigarne bene la superficie e, infine, viene teso e fissato con una cordicella su un telaio di legno. A questo punto, si procede a disegnare a carboncino la figura centrale, le altre divinità e le rappresentazioni simboliche.

I pigmenti pittorici, a tempera di solito, sono costituiti da essenze vegetali e/o minerali.

Le dimensioni variano da qualche metro quadrato a poche decine di centimetri quadrati.

La forma è rettangolare, ma può essere anche quadrata ed in questo caso si chiama “mandala” che serve, in maniera specifica, alla introspezione interiore, alla iniziazione e alla mediazione tese, come fine ultimo, al nirvana: il superamento ed il distacco completo dalle cose terrene, lo stato dell'essere illuminato e, quindi, a seconda dei vari gradi, l'essere Buddha.

Una volta terminato, il dipinto viene incorniciato con una fascia di broccato. Il tutto sorretto da un'asse di legno arrotondata, nella parte superiore, ed un'asse simile, nella parte inferiore per tenderlo bene.

I tanka vengono esposti nei templi e nelle case private. Sono coperti da una seta e scoperti solo durante le cerimonie ed in presenza dei fedeli affinchè questi possano implorare, ispirandosi alle sacre immagini, la salute fisica, l'allontanamento degli spiriti maligni, la benedizione sulla propria famiglia ed una lunga vita. Ciò soddisfa l'intima ed eterna esigenza umana che, non contentandosi di questa vita e delle cose di questo mondo, si rivolge al soprannaturale per vivere meglio sulla terra ed aspirare, per l'avvenire, a qualcosa di meno perituro.

Nelle famiglie i tanka vengono scoperti anche in presenza di ospiti.

Per dipingere un tanka si richiede un grande impegno ed un lavoro da certosino. Vi si può impiegare un mese, a volte, mesi e, a volte, anni e vi collaborano più artisti.

Cosa rappresentano

Vi sono rappresentati, principalmente le immagini del Buddha e gli episodi della sua vita. I bodhisattva (gli illuminati che cercano di salvare anche gli altri), le varie divinità dell'universo buddista, i monaci che hanno avuto una rilevanza storica, come Tsong Khapa (1357-1419) che nel 1407 fonda la setta del Gelupga, i discepoli, le miserie degli esseri umani e della vita terrena. In genere, il dipinto è suddiviso in tre parti. Nella parte superiore troviamo il sole e la luna che rappresentano il Cielo, al centro il Buddha e le altre divinità e/o i discepoli, sotto il mondo terreno: animali, uomini e cose.

Fonte: Artecinese

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...