martedì 28 dicembre 2010

Natale, un po' di humor per pensare - 3° parte

Speriamo proprio di non essere ridotti così, ma... quante belle feste con babbo Natale e le renne.... e la nascita di Gesù? Forse è per essere politicamente corretti, ma non si creerà un po' di confusione?


I pastori e i re magi videro una luce brillante nel cielo: Era il Naso di Rudolph la renna!

Dal sito Glasbergen

domenica 26 dicembre 2010

Natale, un po' di humor per pensare

Natale ai tempi di Twitter
Dal sito di Gary Varvel

sabato 25 dicembre 2010

mercoledì 22 dicembre 2010

martedì 21 dicembre 2010

A Natale puoi... fare quello che non puoi fare mai...

La canzoncina dello spot del pandoro continua così:
E' Natale, E' Natale, si può fare di più...

Come ho già detto in qualche classe, i nostri amici Valeria, Marta, Giusy e Daniele, ci hanno mandato un regalo graditissimo: questa stupenda cartolina di Natale:

Quale regalo più bello possiamo desiderare per un vero Natale?
Se volete anche voi fare un regalo di Natale come questo cliccate su questo LINK o sull'immagine qui sotto, sarete rimandati alla lista dei desideri di Save the Children.


martedì 14 dicembre 2010

lunedì 13 dicembre 2010

La vita di santa Lucia


Ricca, probabilmente bella e promessa sposa ad un giovane della sua città, Siracusa, Lucia sembrava destinata alla vita normale delle ragazze del III-IV secolo dopo Cristo: moglie e madre di famiglia.

Il padre si chiamava forse Lucio poiché era allora vigente una norma romana che imponeva il nome del padre alle figlie.
La madre si chiamava Eutychie o Eutichia.

A causa di una malattia che aveva colpito la madre Eutychie, una grave emorragia, Lucia decise d'andare a Catania per pregare sulla tomba della martire Agata.

Qui Dio la scelse per un grande progetto: la martire infatti le apparve chiedendole di dedicare la propria vita ai più poveri, ai piccoli emarginati e sofferenti.

Questa descrizione della vita della santa è basata su informazioni storiche ma anche su un racconto di tradizione popolare.

Tornata a Siracusa mise in atto questo progetto; ruppe il fidanzamento e, con una lampada fissata al capo, iniziò a percorrere i lunghi e angusti cunicoli delle catacombe per distribuire i beni della sua cospicua dote ai più poveri.

Il fidanzato abbandonato non accettò questa decisione, forse più attirato dalle ricchezze di famiglia che da un amore sincero. Non si spiegherebbe altrimenti la decisione del ragazzo di accusare Lucia, davanti al terribile prefetto Pascasio, di essere cristiana.

Erano questi gli anni di Diocleziano, anni bui per la storia dei cristianesimo, anni di persecuzioni, ma anche di grandi esempi di fede. Come quello che diede la stessa Lucia.

Arrestata, minacciata e torturata, si proclamò comunque seguace di Cristo e non accettò di abiurare la propria fede.

Per Pascasio non ci furono dubbi, quella ragazza troppo forte per essere "piegata", doveva morire: la espose nel pubblico postribolo; Lucia disse allora che "il corpo viene contaminato solo se l'anima acconsente" e così nessuno, nemmeno sei uomini e sei i buoi, riuscì a smuovere il corpo esile divenuto miracolosamente pesantissimo.

Prima dell'esecuzione capitale però Lucia riuscì a ricevere l'Eucaristia e preannunciò sia la morte di Diocleziano, avvenuta di lì a pochi anni, sia la fine delle persecuzioni, terminate nel 313 d.C. con l'editto di Costantino che sanciva la tolleranza religiosa e la libertà di culto.

Fonte: Santa Lucia

La sua festa liturgica ricorre il 13 dicembre; antecedentemente all'introduzione del calendario moderno (1582) la festa cadeva in prossimità del giorno del solstizio d'inverno (da cui il detto "santa Lucia il giorno più corto che ci sia".

13 dicembre Santa Lucia - il giorno più bello che ci sia!


13 dicembre Santa Lucia è il giorno più bello che ci sia!!!
Così da bambini noi dicevano tra amici, aspettando con ansia l'arrivo della Santa di Siracusa.
Qui a Verona i dolci li porta lei, la nostra amata santa Lussia.
Con quanta ansia si aspettava (e si aspetta ancora oggi) il 13 dicembre.

Quando ero un bambino i giorni che mancavano alla fatidica mattina, si contavano a partire dai primi freddi: "ma ghe pensito, ghe manca solo 37 giorni a santa Lussia!" (ma ci pensi: mancano solo 37 giorni a santa Lucia!).
Che bella era l'attesa, a volte ancora di più del giorno stesso.
Si fantasticava sul regalo tanto desiderato arrivando a farlo più bello e "giocabile" del reale: chissà cosa avrei fatto con i miei animali dello zoo (il regalo che ricordo con più affetto). In effetti con quegli animali quanto ci ho giocato. Qualcuno gira ancora oggi nella cesta dei giochi dei miei figli. Ma spesso la realtà era più deludente delle nostre fantasie: ricordo ad esempio una Ferrari rossa telecomandata (con il filo) che però era troppo "delicata" e che perciò ho usato solo 2 o tre volte! Da tanto delicata che era non so nemmeno che fine abbia fatto!

Le sere prima del 13 dicembre Santa Lucia fa delle brevi sortite dalla sua casa, dove prepara i giochi per i bambini, e dopo aver suonato un campanellino, lascia sullo zerbino di casa caramelle o cioccolatini. I più fortunati possono essere presi di mira dal lancio di alcune caramelle che la santa butta da un buchetto nel soffitto, che misteriosamente si chiude senza permettere di scorgerlo. Ricordo però di un paio di amici che giuravano di averlo visto un attimo prima che si chiudesse.
D'altra parte ho quasi la certezza di aver visto io stesso la santa fuggire dietro alla lavagna della mia classe un giorno di terza elementare dopo aver lanciato in classe una manciata di caramelle...

(Santa Lucia e il Musseto)
La santa Bellissima, ma come ben si sa cieca, fa fatica a trovare la strada e perciò è accompagnata da due amici inseparabili: il musseto (l'asinello) e il Gastaldo (un aiutante).
Il musseto è il più coccolato dai bambini che la sera precedente preparano con cura per lui un piatto con pane secco o del fieno, a volte anche uno zuccherino e un bel bicchiere di acqua fresca.
Anche per la santa però si preparano dei biscotti e un bicchiere di latte.
Pure il Gastaldo lo si coccola, ma lui, uomo forte e di poche parole, con un mezzo bicchiere di vino. Del Gastaldo si ha anche un po' di paura perchè i papà più temerari (mi riferisco al mio in particolare) si sono presi da lui qualche manciata di cenere in faccia perchè hanno tentato di vedere la santa che passava per strada! Che paura!
In alcuni casi la santa si fa vedere per le strade dei paesi, bellissima, vestita di bianco con un velo che le copre la faccia, seduta sul musseto che viene condotto dal Gastaldo, contadinotto dalla faccia sporca di fuliggine. Quando passa non parla mai, ma con gesti delicati distribuisce caramelle ai bambini un po' spaventati che le si avvicinano.

L'immagine fatta dal bimbo Lorenzo è tratta dal sito Santa Lucia

sabato 4 dicembre 2010

Gioca con il Dreidel

Ragazzi, nel post del 1 dicembre ho parlato della festa di Hanukkah e di come i bambini ebrei siano abituati a giocarecon il Dreidel, un particolare tipo di trottola, Ecco qui il gioco on-line. Forza quindi, provate a giocare!






venerdì 3 dicembre 2010

lunedì 29 novembre 2010

Adventskalender



A voi un calendario dell'Avvento che per ogni giorno che passa vi da un consiglio... in tedesco!
Attenzione, questo calendario entrerà in funzione solo dal 1 dicembre, non potete aprire un giorno che non è ancora passato.


sabato 27 novembre 2010

Beati i portatori di Pace - Primo cartoon

Che ne dite del primo cartone animato prodotto dai ragazzi di terza per parlare delle Beatitudini?

GoAnimate.com
: BEATI I PORTATORI DI PACE (VALE E ALICE) by medie

Like it? Create your own at GoAnimate.com. It's free and fun!

giovedì 25 novembre 2010

Gioco - il tempio egizio

Trascina al posto giusto i nomi delle varie parti che compongono un tempio egizio.
Fonte: www.primaria.scuola.com







mercoledì 24 novembre 2010

Altre immagini per il quaderno delle Prime




Iimmagini per la classe prima


Mosè, dal sito della disegnatrice Daniela Vetro


(la prima Pasqua in terra d'Egitto: il sangue sugli stipiti delle porte)

venerdì 19 novembre 2010

due anni di Blog

Photo Flipbook Slideshow Maker

Ormai Idierredavinci è entrato nella storia... mah, mi sembra ormai preistoria!

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Se volete potete fare una torta di compleanno al Blog.








mercoledì 17 novembre 2010

La Chiesa della Sagrada Familia a Barcellona


Si è conclusa da poco la visita pastorale di Benedetto XVI alla Spagna in occasione del suo pellegrinaggio a Santiago durante l'Anno Santo Giacobino (di Santiago de Compostela) 2010. In quei giorni ha visitato anche Barcellona ed ha consacrato la Sagrada Familia, la grande chiesa che sovrasta la città.

La Sagrada Familia è una chiesa monumentale iniziata il 19 marzo 1882 su progetto dell'architetto Francisco de Paula del Villar (1828-1901). Alla fine del 1883, Gaudi è stato incaricato di proseguire il lavoro; non lascerà il lavoro fino alla sua morte nel 1926. Da allora, diversi architetti hanno continuato il lavoro seguendo l'idea originale di Gaudí.


Video con la cricostruzione in 3d di come dovrebbe essere il tempio alla conclusione del progetto.

L'edificio è situato nel centro di Barcellona, e nel corso degli anni è diventato uno dei segni più conosciuti della città e del paese. È visitata ogni anno da milioni di persone, molti sono anche coloro studiano il contenuto architettonico e religioso.

Il tempio sacrificale fin dai suoi esordi (128 anni fa) sovvenzionato da donazioni. In questo senso, Gaudi stesso disse: "La chiesa espiatoria della Sagrada Familia è un lavoro che è nelle mani di Dio e nella volontà del popolo ". La costruzione continua anche oggi e potrebbe essere completata nel entro i prossimi 20 anni.

fonte: Sehacesaber

lunedì 15 novembre 2010

Le beatitudini... ai nostri giorni

Vuoi che nel mondo ci sia la giustizia? Beato te! Lo vuole anche Dio!
Beati tutti voi, ragazzi perchè sicuramente più di tanti adulti sapete essere sognatori!
Che carino questo video girato da giovani di Varese nel 2008.


sabato 13 novembre 2010

I cristiani nel mondo - la chiesa Siro-Antiochena

L´origine della Chiesa siro--antiochena di língua siríaca, distinta e separata dalla Chiesa calcedonese, risale al Concilio di Calcedonia del 451.

La presenza in Terra Santa è rappresentata dall´Esarcato Patriarcale di Gerusalemme, costituito nel 1890 e la cui sede oggi si trova vicino alla Porta di Damasco, nella Gerusalemme est.

L'Esarcato Patriarcale Siro-Cattolico comprende una parrocchia a Gerusalemme, una a Betlemme ed un'altra ad Amman.

"Io posso dire che questa piccola chiesa é la immagine della nostra chiesa Siro Cattolica - dice S.E. Mons. Grégoire Pierre Melki Esarca Patriarcale Siro-Cattolico di Gerusalemme, facendo riferimento ai pochissimi fedeli che vivono nella citta' santa e che frequentano la chiesa dedicata a San Tommaso. "Il nostro Patriarcato - prosegue - é chiamato proprio il Patriarcato Siro Cattolico di Antiochia. Perche' la nostra tradizione va fino alle origini della cristianità".

La liturgia di Antiochia ha sempre avuto due lingue: il grego e il siriaco. Oggi viene usato soltanto il siriaco e l´arabo. E, nella diaspora, la lingua dei rispettivi paesi.

"Siamo come il resto di una antichità - dice mons. Melchi - ma lo spirito di questa chiesa é sempre lo stesso, spirito di apertura con gli altri, spirito di collaborazione..."

Il Patriarca della Chiesa Siro Cattolica dal 2009 é Ignacio Josè III Younan, che risiede a Beirut in Libano. Lo scorso anno ha visitato la Terra Santa.

"Ecumenismo vuole dire essere pronti e aprirsi agli altri a capire gli altri - dice il Patriarca della Chiesa Siro Cattolica -cercando di trascendere tutto ció che ci divide per incontrarsi insieme. E' un mandato di Cristo, un comandamento : dobbiamo amarci gli uni gli altri, dobbiamo cercare di fare l' unita' anche visibile. Grazie a Dio, non ci sono divisioni propriamente dette in dottrina tra noi, cioe' tra ortodossi e cattolici, pero' ancora cerchiamo di fare il meglio per una unione piu' visibile"

Oggi la Chiesa Siriana Cattolica si trova in Terra Santa come anche in Libano, Siria, Turchia, Egitto e Iraq. Ma molti dei fedeli vivono anche in diaspora: America, Australia, Europa . Altri vicariati sono sparsi in vari paesi del mondo, a servizio dei numerosi fedeli vittime, nel corso dei secoli, di persecuzioni e massacri che hanno colpito la comunita' siriaca. Si contano in totale circa 200.000 fedeli siriani cattolici. La principale sfida oggi é la terribile situazione delle comunita cristiane in Iraq.
Fonte: Custodia Terra Santa

venerdì 12 novembre 2010

I cristiani nel mondo - La chiesa Melchita

E' una Chiesa Cattolica, che vive e si esprime nella tradizione orientale della Chiesa Ortodossa ... Ed e' per questo che la Chiesa Melchita Greco Cattolica viene spesso definita - e a ragione - "sintesi e ponte tra Oriente e Occidente".
Le sue origini storiche datano al secolo XVIII, quando, a seguito della crescente influenza dell'Occidente cattolico nel Medio Oriente e per effetto della predicazione di alcuni ordini religiosi, si formò nel patriarcato ortodosso di Antiochia una corrente filo-cattolica, che riprese l'antica denominazione di melchita. La parola malko, infatti, (che in aramaico occidentale o siriaco significa "re"), risale al V secolo e fa riferimento a quanti, dopo il Concilio di Calcedonia del 451, si schierarono sul piano teologico a favore dei decreti di quel Concilio (con la sua dottrina cristologica) e sul piano politico a favore di Bisanzio (in opposizione alla maggioranza dei cristiani che nei tre patriarcati di Antiochia, Gerusalemme e Alessandria manifestava insofferenza per il centralismo imperiale). Fu Marciano, imperatore di Costantinopoli, a porre i decreti del Concilio come legge dello Stato. Coloro che li accettarono furono, pertanto, detti "uomini del re" o appunto "melchiti".Nel 1724, la Chiesa Melchita in Siria si sdoppiò in ortodossa e cattolica, formando una gerarchia parallela.
Dunque in quell'anno, nacque la comunità dei Melchiti cattolici in comunione con Roma.
Attualmente i fedeli melchiti sono in tutto il mondo circa 1 milione e 400 mila, di cui 500 mila in Medio Oriente e gli altri nella cosiddetta "diaspora" (Stati Uniti, Sud America, Australia, Europa ed Africa).
La loro presenza in Terra Santa e' cosi' articolata:
In Galilea, dove è chiesa maggioritaria rispetto alle altre denominazioni cristiane, con le parrocchie di Haifa, Nazareth e di tanti altri villaggi, la Chiesa Melchita conta circa 70 mila fedeli. E' la cosidetta Arcieparchia di Acco, a capo della quale, dal 2006, e' l'arcivescovo arabo-israeliano mons. Elias Chacour.
A Gerusalemme invece c'è un vicariato patriarcale, (dal 2008 guidato dall'arcivescovo Joseph Zrei'i) che dipende dal Patriarcato di Antiochia. Dal 2000 "Patriarca di Antiochia, di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme" della Chiesa Greco-Melkita Cattolica è Gregorio III Laham che risiede in Siria.
Mons. Sgrei resiede nel quartiere cristiano della città vecchia di Gerusalemme dove c'è anche la chiesa cattedrale, che é parrocchia per i circa 700 fedeli della Città Santa.
Fonte: Custodia Terra Santa

giovedì 11 novembre 2010

Fare san Martino



Tradizionalmente in passato era questo il giorno della scadenza dei contratti di affitto degli appartamenti. Essendo il giorno della commemorazione di San Martino di Tours, l'espressione fare San Martino aveva il significato di traslocare. In questo giorno si usa mangiare le caldarroste con il vino nuovo.
Buon San Martino a tutti!

11 novembre - San Martino di Tours


Nasce in Pannonia (oggi in Ungheria) a Sabaria da pagani. Viene istruito sulla dottrina cristiana ma non viene battezzato. Figlio di un ufficiale dell'esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. È in quest'epoca che si colloca l'episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Lasciato l'esercito nel 356, già battezzato forse ad Amiens, raggiunge a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordina esorcista (un passo verso il sacerdozio). Dopo alcuni viaggi Martino torna in Gallia, dove viene ordinato prete da Ilario. Nel 361 fonda a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa. Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell'altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Si impegna a fondo per la cristianizzazione delle campagne. Muore a Candes nel 397.
Fonte: Santi e Beati

LA LEGGENDA DEL MANTELLO

Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.

Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. "Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.

E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.
"Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce.

San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite.

Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.

Fonte: www.scanno.org

mercoledì 10 novembre 2010

La visione è ciò che conta!

Io taglio una pietra.
Io lavoro ad una finestra a guglia.
Io costruisco una cattedrale!
Ciò che conta è guardre un po' più in là!


Fonte: www.felicitasvita.de

domenica 7 novembre 2010

Gioco "The Bible Online" - La Bibbia Online


Attraverso l'amico Luca Paolini di Religione 2.0, anche lui insegnante di Religione e grande maestro del web, sono venuto a conoscenza dell'apertura di questo gioco on-line free: "The Bible Online".
Purtroppo non è ancora in lingua italiana, ma ormai so che voi ragazzi l'inglese applicato ai giochi lo conoscete bene... Provate a giocare e ditemi com'è!

martedì 2 novembre 2010

Vita... in che senso?

Ecco per chi me l'ha chiesto delle immagini sulla ricerca di senso.




Autore: CEF PROJECT

lunedì 1 novembre 2010

Senso della vita - Humor

"Sto cercando il senso della mia vita" "Prova su Google"


Fonte: Chappate.com
Siamo a questo punto? Non credo dai... Forza ragazzi cerchiamo!!!

I cristiani nel mondo - La chiesa Maronita

1600 anni di fedeltà alla tradizione apostolica del cristianesimo delle origini. Una Chiesa ricca di storia . La Chiesa maronita è l'unica tra tutte le Chiese orientali ad essere rimasta in piena comunione con Roma nel corso dei secoli senza alcuna divisione o scissione.
"La chiesa maronita - racconta lo stesso Paul Nabil Sayah, arcivescovo Maronita di Terra Santa - è una chiesa che risale alla fine del quarto, inizio quinto secolo. Ha le sue origini ad Antiochia, nell'attuale Siria del Nord, come chiesa monastica. Il fondatore della Chiesa, San Marone, era un monaco. Si radunarono intorno a lui altri religiosi e una comunità crebbe nell'ammirazione di quest'uomo carismatico che adottò uno stile ascetico molto severo. Gradualmente la chiesa crebbe intorno al monastero; da questo monastero si svilupparono altri monasteri e la comunità divenne sempre più grande. Dopo l'invasione musulmana nel settimo secolo si spostarono nel nord del Libano , dove iniziarono un nuovo stile di vita".
I maroniti incominciarono a diffondersi in tutto il Libano. Per 400 anni risiedettero nella valle Kadisha, dove i patriarchi vissero con la comunità nelle caverne in zone montuose dove nessuno poteva raggiungerli. Poi uscirono per andare in zone più abitate e quindi si diffusero nella regione.
Oggi ci sono circa 3 milioni di maroniti in tutto il mondo di cui 1,400.000 vivono in Libano, costituendo circa il 35% della popolazione .
Si tratta di una Chiesa cattolica di rito orientale, in piena comunione con la Sede Apostolica. Il rito orientale maronita appartiene alla tradizione liturgica di Antiochia, prevede la messa in aramaico e siriaco, ma grande parte della liturgia é nella lingua corrente della gente.
"Qui a Gerusalemme e in Galilea -- presegue mons. Sayah - noi abbiamo più di diecimila fedeli. La maggior parte sono in Galilea . Abbiamo piccole parrocchie a Betlemme, piccole parrocchie a Gerusalemme, e un paio di piccole parrocchie nei dintorni di Tel Aviv. La maggior parte della nostra gente vive in Galilea. La parrocchia principale è ad Haifa. Noi siamo l'unica Chiesa Cattolica del Medi Oriente non "uniata" , che non ha cioè una controparte ortodossa: tutti i maroniti fanno parte della Chiesa Romana".
E a proposito del Sinodo, il arcivescovo maronita afferma:
"Ogni evento che unisce insieme tutta la Chiesa è un evento che avrà grande influenza sulla vita della Chiesa in avvenire. Sentiamo che questo Sinodo farà sentire i suoi effetti sulla nostra presenza cristiana qui, ma diciamo subito che quello che farà la differenza sarà ciò che noi decidiamo di fare dopo il Sinodo . E' un'opportunità per la Chiesa universale di conoscere meglio la Chiesa in Medio Oriente, mostrando che realmente la Chiesa è una..."
Fonte: Custodia Terra Santa

venerdì 29 ottobre 2010

La terra di Gesù - visita ai luoghi della sua vita.


Viaggiando in rete ho trovato questa bella animazione in Flash con la possibilità di visitare i luoghi di Gesù attraverso immagini che ricostruiscono la vita di quell'epoca. Non sono riuscito a caricare tutta l'animazione, perciò per usarla dovete andare sul sito discovery. Ne vale la pena!

mercoledì 27 ottobre 2010

I cristiani nel mondo - La Chiesa Copta-cattolica

Fonte: Custodia Terra Santa

Le fonti bibliche (Atti e Lettere) non parlano dell'evangelizzazione dell'Egitto. La tradizione attribuisce all'evangelista Marco la fondazione di questa Chiesa.
Ma la Chiesa Copta ha anche il merito di aver dato vita, nel IV secolo, al movimento monastico. Un fenomeno impressionante che dall'Egitto si diffuse prima in Oriente (Palestina, Siria, Cappadocia) e poi in tutto l'Occidente.
Le statistiche dei copti in Egitto, dicono che su una popolazione di circa 75 milioni di abitanti, il numero di cristiani copti cambia a seconda se a fornirlo è il governo musulmano o la chiesa. I copti ortodossi si stima che siano trai 6 a 9 milioni.
I fedeli copti cattolici sono circa 250mila, suddivisi in sette diocesi in Egitto e 13 parrocchie all´estero. Sono serviti da nove vescovi, assistiti da 200 sacerdoti e religiosi francescani, in 174 parrocchie in Egitto, ma anche in Europa, Nord America, Australia e MedioOriente.
A partire dal VII secolo, la lingua copta fu spesso rimpiazzata dalla lingua araba, e oggi i libri liturgici presentano un testo bilingue, copto e arabo, misto qua e là con delle formule greche, resti della lingua originaria.
La formazione di comunità cattoliche copte in Egitto deriva dall'opera di predicazione svolta prima dai francescani, che nel 1630 fondarono una missione al Cairo, e in seguito, nel1675, anche dai Gesuiti.
"La Chiesa d'Egitto è passata attraverso periodi molto più difficili e più duri. Periodi di vera persecuzione". Ad affermarlo S. B Mons. Antonio Naguib,
Patriarca Copto Cattolico - che prosegue: "ma ne è uscita più forte e più dinamica. Quanto al futuro, ancora una volta, ci mettiamo tra le mani di Dio, con molta fiducia e speranza".

venerdì 22 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

Il Rosario

Nei giorni scorsi ho pubblicato un video che spiegava come creare una decina di rosario da portare al polso come un braccialetto. Ma dei ragazzi a scuola mi hanno detto che non sanno che cos'è il rosario. Ecco qui una breve ricerca tratta da varie pagine di Wikipedia e semplificata da me.

CHE COS'E' IL ROSARIO?

Il rosario è una preghiera devozionale a carattere litanico (cioè una successione, ripetizione di affermazioni o invocazioni) tipica del rito latino della Chiesa cattolica. La chiesa, per tradizione, ne attribuisce la nascita ad un'apparizione della Madonna con la consegna del rosario a San Domenico. Le sue origini sono tardomedievali: fu introdotto dall'ordine domenicano e diffuso, soprattutto dal Seicento, grazie alla diffusione delle Confraternite del Santo Rosario, la prima delle quali risale al 1476. Questa pratica ha subìto notevoli varianti nel corso dei secoli.

La preghiera consiste in cinque serie (chiamate poste) di dieci Ave Maria unite alla meditazione dei Misteri (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria. Il conto si tiene facendo scorrere tra le dita i grani della corona (vedi sotto). Il nome significa "corona di rose", con riferimento al fiore mariano per eccellenza, simbolo della stessa Ave Maria.

CHE COSA SI USA PER PREGARE IL ROSARIO?

La corona, a volte chiamata anch'essa rosario, si adopera per tenere il conto delle preghiere che si recitano. In quest'ultima la corona del rosario di norma è formata da 50 grani in gruppi di dieci (le decine), con un grano più grosso tra ciascuna decade. Per i grani venivano tradizionalmente usati i semi dell'albero del mogano, o perle, ma ora si usano altri materiali più economici e artificiali.

COME SI PREGA?

Si inizia
con il segno della croce.
Si recitano quindi:
  • un Credo
  • un Padre Nostro
  • tre Ave Maria per richiamare le tre virtù teologali: la fede, la speranza e la carità
  • un Gloria al Padre

oppure

  • O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto
  • un Gloria al padre.

Si recita una corona di cinque decine, facendole precedere dal richiamo del mistero a cui è legata.
Ogni decina è composta da:

  • un Padre Nostro
  • dieci Ave Maria
  • un Gloria al Padre
  • tipicamente, dopo il Gloria, si recita anche la preghiera della Madonna di Fatima: «Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia», oppure l'Eterno Riposo: «L'eterno riposo dona loro (lui) o Signore, e splenda ad essi (a lui) la luce perpetua. Riposino (riposi) in pace. Amen.» , se la preghiera è per uno o più defunti.

Dopo le cinque decine si recitano:

  • un Padre Nostro
  • un' Ave Maria
  • un Gloria al Padre

secondo le intenzioni del Papa.

Si recita una Salve Regina, letta o cantata.

Durante la recita collettiva, ciascuna di queste preghiere viene eseguita in forma responsoriale: per metà dalla persona che guida la recita, per l'altra metà da tutti gli altri.

Se è presente un sacerdote, a questo punto può impartire la benedizione. Si termina con il segno della croce.

QUALI SONO I MISTERI E QUANDO SI RECITANO?

Misteri gaudiosi (o della gioia) - da recitarsi il lunedì e il sabato

  1. L'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria Vergine
  2. La visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta
  3. La nascita di Gesù
  4. La presentazione di Gesù al Tempio
  5. Il ritrovamento di Gesù al Tempio

Misteri dolorosi (o del dolore) - da recitarsi il martedì e venerdì

  1. L'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi
  2. La flagellazione di Gesù alla colonna
  3. L'incoronazione di spine
  4. Gesù è caricato della Croce
  5. La crocifissione e la morte di Gesù

Misteri gloriosi (o della gloria) - da recitarsi il mercoledì e la domenica

  1. La resurrezione di Gesù
  2. L'ascensione di Gesù al Cielo
  3. La discesa dello Spirito Santo
  4. L'assunzione di Maria Vergine al Cielo
  5. L'incoronazione di Maria Vergine

Misteri luminosi (o della luce) - da recitarsi il giovedì

  1. Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano
  2. Le nozze di Cana
  3. L'annuncio del Regno di Dio
  4. La trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor
  5. L'istituzione dell'Eucaristia
Nota: quest' ultimo mistero è stato introdotto da Giovanni Paolo II nel 2002.

E NELLE ALTRE RELIGIONI?

Oggetti simili al rosario sono rintracciabili in varie religioni: nell'induismo, nel buddhismo, nell'islam, nell'oriente cristiano.
Un japa mala (a volte chiamato semplicemente mala) è un rosario indiano. Japamala è una parola composta da japa che significa "ripetizione" e mala che significa "circolo".

Viene spesso usato come strumento per la pratica di ripetere un mantra un determinato numero di volte (mantra= preghiera che viene ripetuta per un certo numero di volte per ottenere un effetto spirituale o anche fisico come il rilassamento).

Dato che i mantra vengono spesso ripetuti centinaia o migliaia di volte, il japa mala viene utilizzato allo scopo di evitare di pensare al numero di ripetizioni eseguite.

Il numero di semi è variabile a seconda della grandezza del japa mala; tuttavia, il numero più ricorrente è sicuramente 108.

Il Komboloi o koboloi (in greco Κομπολόι) è il tipico rosario greco.

Non ha un numero definito di perle che non sono fisse ma libere di scorrere lungo il filo. La parola deriva da kobas, che significa corda; ed infatti i primi komboloi erano semplici cordicelle annodate.

La funzione originaria di conta-preghiere è andata lentamente perdendosi nel tempo e oggi è spesso usato come scacciapensieri oltre ad essere per consuetudine principalmente della popolazione maschile greca.

La preghiera che viene recitata con il komboloi è quella del cuore: Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. Questa supplica, intercalata nel grano maggiore con un Padre nostro, viene ripetuta per tutti i grani del conta preghiere. Ci sono alcuni komboloi che terminano con una croce e altri con una nappa; essa viene messa perché con questa nappa si dovrebberero asciugare le lacrime seguite alla preghiera del cuore.

Tasbih (تسبيح) è una forma di preghiera litanica che prevede la ripetitzione di frasi brevi per glorificare Dio, nell'Islam.

Consiste nei 99 "Bei Nomi" (al-Asmāʾ al-usnà) che si recitano, a mo' di giaculatoria, sgranando il tasbīḥ, che può avere tutti i 99 grani o, più spesso, solo 33, da sgranare per 3 volte mentre si enunciano mentalmente, o mormorandoli, i Nomi di Dio.

Il "Tasbih" è fatto comunemente di varie pietre o perline di legno, ma anche di semi di oliva, avorio, ambra, perle o di plastica.

Oltre alle 99 perline, il tasbih comprende anche:

il "nisane", un disco che separa ogni 33 perle,

il "pul", una piccola perla che segna la settima posizione,

il "tassel" (nappa), che è un lungo pezzo che segna l'inizio della stringa,

la" tepelik "nella parte superiore della nappa.

(nella foto sopra vediamo un tasbih semplice a 33 grani)

L'Akṣamālā (in sanscrito, 佛珠 Fózhū in cinese, 念珠; nenju 数珠 juzu in giapponese) è una collana in di grani utilizzata nel mondo buddhista per la recitazione di mantra e formule rituali.

Originatosi in India almeno dal II secolo a.C., quando fu raffigurato negli affreschi delle Grotte di Ajanta, l'akṣamālā si diffuse in tutti i paesi asiatici che furono influenzati dalla diffusione del Buddhismo.
Usualmente di 108 grani (o in multipli di 9), numero ricorrente nella numerologia buddhista e dai vari significati, l'akṣamālā può essere costituito di grani di varia natura: dalle perle al legno di sandalo, alle ossa umane in area di cultura tibetana.

La pratica prevede che l'akṣamālā venga utilizzata per mantenere il calcolo delle recitazioni senza distrarre la mente dalla pratica religiosa con un calcolo numerico mentale: ad ogni recitazione la mano destra sgrana di un elemento dell'akṣamālā in senso orario, mantenendo quindi un rapporto con la circumambulazione solare, ovvero oraria, degli Stūpa (edifici religiosi buddhisti) e con l'analogo modo di procedere all'interno dei templi buddhisti.

mercoledì 20 ottobre 2010

I cristiani nel mondo - La Chiesa Armena Cattolica

Continuo con la pubblicazione dei video riguardanti le Chiese Cattoliche di rito orientale. Ho iniziato con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, oggi tocca alla Chiesa Armena Cattolica.

LA CHIESA ARMENA CATTOLICA
La Chiesa cattolica Armena e' una delle Chiese Orientali e nasce dall'unione di una parte della Chiesa Apostolica Armena e la Sede Apostolica Romana. Le radici sono in Cilicia, ma la storia di questa fede e' passata anche dalla Turchia, per tornare poi definitivamente in Libano. In Terra Santa la presenza armena e' datata al V secolo.
La Chiesa Armena cattolica a Gerusalemme sorge in un luogo speciale per i cristiani: lungo la via Dolorosa, fra la III e la IV stazione della via Crucis, la strada che segna le tappe del cammino e la prima caduta di Gesu, ma anche l'incontro con la Vergine Maria. E' la chiesa di "Santa Maria dello Spasimo".
Ed e' proprio in questo luogo ricco di storia e cultura che si incontra un'altra piccola comunita' cristiana di Gerusalemme. Una chiesa davvero minoritaria se si considera che in tutta la Terra Santa ci sono soltanto 90 famiglie armene cattoliche, rappresentate da un Vescovo senza clero con il titolo di esarca che ha giurisdizione su tutti gli Armeni cattolici di Israele, Palestina e Giordania.
La diversità dei riti liturgici è un aspetto fondamentale nella vita della Chiesa. La celebrazione del rito armeno e' un misto di rito romano e rito bizantino, con il celebrante assistito da un diacono.


"Gerusalemme è un vicariato patriarcale - spiega Mons. Raphael Minassian,Esarca Patriarcale Chiesa Armena Cattolica. Qui siamo sempre stati soggetti alla politica, siamo ancora soggetti alla politica perche' i membri della Chiesa Armena Cattolica di Gerusalemme non abitano tutti dentro le mura , e quindi é difficile per loro, devono avere il permesso per venire a praticare qui nella loro Chiesa. Quindi potete trovare degli Armeni cattolici in tutte le Chiese non armene ma cattoliche la' dove sono, la' dove la chiesa é vicina a loro. Ringrazio il Signore perche i nostri cristiani sono sempre praticanti e fedele alla Chiesa ... e questa é una grazia eccezionale".

La Chiesa Armena Cattolica fu riconosciuta da Papa Benedetto XIV tra l'anno 1740 e l'anno 1758. È presente con comunità in Libano, Iran, Iraq, Egitto, Siria, Turchia, Israele, Palestina ed in altre realtà della diaspora armena nel mondo. Il numero dei fedeli è stimato in 540mila, mentre il primate della Chiesa armeno-cattolica è il Patriarca di Cilicia, con sede a Beirut: Nerses Bedros XIX Tarmouni.
Come il suo popolo, la Chiesa Armeno -- Cattolica ha avuto molte difficolta' nel corso della sua storia. Nel 1915 il popolo armeno è stato vittima di uno dei più grandi crimini della storia: il genocidio perpetrato dai turchi ... tra massacri e deportazioni morirono un milione e mezzo di persone.
A Gerusalemme, la Chiesa Armena Cattolica sorge nel suq arabo, dove ogni giorno transitano centinaia di pellegrini, e dove si intrecciano via vai continui di musulmani ed ebrei.
"La sfida é la testimonianza - prosegue mons. Minassian - La testimonianza cristiana, non confessionale,... cerchiamo sempre di dare quello, il buon esempio a tutti quelli che ci circondono sia ebrei che musulmani. Perche' qualche volta succede che entrano e chiedono, fanno delle domande interessanti, qualche volta cerchiamo di dare una spiegazione che li avvicina a Cristo, a Dio".
Qui, presso la IV stazione della via Crucis, un anno e mezzo fa, é stata inaugurata la Cappella dell'Adorazione eucaristica. Ed e' da qui, dal cuore dellaVia Dolorosa di Gerusalemme, che parte e si diffonde incessante, una preghiera di intercessione per il Sinodo delle Chiese Cattolica a Roma.

Le aspettative dell' Esarca Patriarcale Chiesa Armena Cattolica di Gerusalemme "non sono solo per la Chiesa Armena, ma per la Chiesa tutta in Medio Oriente. Quello che ci manca - dice - quello che e' piu' urgente per me, é la comunione, e' il trovare il modo per cui nessuno si senta sacrificato per l´altro, di trovare una fratellanza come erano gli apostoli ..."
"Il secondo punto che aspettiamo da questo Sinodo, é il chiedere alla Chiesa universale (per evitare di dire alla chiesa Occidentale!), di conoscerci meglio , e di avere gli stessi diritti nelle nostre chiese come abbiamo nella nostra grande chiesa universale, con Pietro, il Papa".

lunedì 18 ottobre 2010

Ancora disegni per "La terra di Gesù"

Dal sito Ufficiale dell'Apostolato della Preghiera pubblico dei disegni da colorare, ho visto in questi giorni che molti di voi li preferiscono alle immagini già pronte.







venerdì 15 ottobre 2010

Robot e parabole... - un tentativo di cartoon...

Parlare di gesù a dei robot sarà possibile? Mah, sembra proprio di no vista la prima puntata di questo cartoon, dal titolo Robot e parabole. Il piccolo cartone animato l'ho creato io con Xtranormal. E' un programma gratuito che permette di creare cartoni animati on-line. Vediamo se riuscirò a crearne qualcun altro... Intanto come possiamo chiamare i due protagonisti?
attendo suggerimenti!

I cristiani nel mondo: il Patriarcato Latino di Gerusalemme

In questi giorni (dal 10 al 24 ottobre 2010) si sta tendo l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente sul tema “La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32).
Dal sito dei colleghi Monica e Riccardo IDR per passione sono venuto a conoscenza di alcuni video pubblicati dalla Custodia di Terrasanta (frati francescani) che presentano questa realtà particolarmente significativa: i cristiani di Terrasanta. Nei prossimi giorni li pubblicherò tutti. Oggi inserisco il primo:
il Patriarcato Latino di Gerusalemme, quindi la Chiesa di riferimento i cristiani cattolici che sono nella terra di Gesù.

mercoledì 13 ottobre 2010

Come fare un mini rosario da polso (una decina)

In questi anni ho visto tanti ragazzi esercitarsi con i cordini per fare degli Scubidu o almeno così li chiamano alcuni...


Guardate l'attività ho trovato su un sito spagnolo: come realizzare un braccialetto-rosario; in realtà è una decina di rosario cioè solo 10 nodi con alla fine un bellissimo crocifisso.

In tutto il mondo di lingua spagnola sta diventando una moda... lo chiamano Decenario.


Vabbeh! Lo so ragazzi che in classe abbiamo preso in giro la moda del crocifisso appeso all'orecchio o pieno di brillantini... Un po' come ci ha scherzato sopra don Giovanni (parroco di Cristo Risorto) nella sua vignetta:

Mi sembra però che qui la cosa sia un po' diversa perchè il piccolo rosario lo potete fare voi e poi il materiale è più umile...
Qui sotto trovate il tutorial. Vediamo il primo o la prima tra voi che lo realizzerà. A me sembra facile...



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