sabato 30 aprile 2011

martedì 26 aprile 2011

Gioco Pasquale - Raccogli le uova

Aiuta il coniglietto pasquale a raccogliere le uova (basta cliccare e lui con un marchingegno le prenderà) ma attento alle uova che si rompono e a quelle marce (le riconosci perchè sono verdi e puzzolenti)!






domenica 24 aprile 2011

sabato 23 aprile 2011

Il Sabato Santo - Il giorno della speranza


« Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato ed ha svegliato coloro che da secoli dormivano. [...] Egli va a cercare il primo padre, come la pecora smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva, che si trovano in prigione. [...] Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio. [...] Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la Vita dei morti».
Antica omelia sul santo e grande Sabato
La 1° lettera di Pietro dice:
« La Buona Novella è stata annunciata anche ai morti... » (1 Pt 4,6)
In un antico testo giudaico-cristiano, il Vangelo di Nicodemo, Vangelo apocrifo del II secolo si leggono queste parole, che spiegano bene l'icona della "discesa agli inferi":
«E subito, a quella parola, le porte bronzee si frantumarono e le sbarre di ferro fu­rono infrante. Tutti i morti legati furono sciolti dalle catene […]. Il re della gloria entrò come un uomo. I luoghi bui tutti dell'ade s'illuminarono[…].
II re della gloria, porgendo la sua destra, prese e sollevò il progenitore Adamo. Quindi, volgendosi agli altri, disse: “Orsù, venite con me voi tutti che subiste la morte per il legno che costui ha toccato. Ecco io vi faccio risorgere tutti per mezzo del legno della croce”»


Il sabato santo è giorno in cui la Chiesa non celebra l’eucaristia, ma “sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e morte” in attesa della celebrazione della “madre di tutte le veglie”, la Veglia pasquale.
Karl Rhner afferma:
“Gesù ha gustato il nostro stato di morte. Vi è disceso, ha toccato il fondo del nostro essere e si è sprofondato nel suo abisso incommensurabile. Poiché egli vi si lasciò andare abbandonandosi nelle mani del Padre suo, sperimentò l’ingresso nel mistero infinito di questo amore eterno come uno sprofondarsi in maniera anonima nelle tenebre della morte, nel vero stato di morte”.
Da tale punto di vista il sabato santo è il giorno della speranza, poiché
“confessare che Gesù è disceso agli inferi equivale a confessare un evento salvifico che illumina anche oggi la situazione dell’uomo davanti a Dio e lo distoglie dalla perdizione” (C. Duquoc).
La memoria della Passione del Signore ci dona uno sguardo diverso sulle vicende umane, spingendoci alla solidarietà con gli uomini e i popoli crocifissi dall’impero del denaro e facendoci entrare nella loro passione fino al dono della vita, con la certezza che la notte del peccato è vinta dalla luce della Pasqua di Cristo e che il silenzio di Dio prelude alla Gloria della Parusia.

(testi tratti da Il sabato santo e la speranza cristiana - Amedeo Guerriere)

venerdì 22 aprile 2011

Venerdì Santo: il giorno dello scandalo per gli "agnelli uccisi dai lupi"

Il Venerdì Santo è il giorno in cui si celebra la crocifissione e morte di Gesù. È il secondo giorno del Triduo Pasquale.

In questo giorno non si celebra l'Eucaristia. La Chiesa celebra solamente l'Azione liturgica della Passione del Signore, composta dalla Liturgia della Parola, dall'adorazione della croce e dai Riti di Comunione.

È giorno di digiuno e astinenza dalle carni.

(Fonte. Cathopedia)

Gesù muore nell’infamia della sua nudità, appeso a mezz’aria perché né il cielo né la terra lo vogliono, muore nella vergogna di chi è condannato dal magistero ufficiale della sua religione e dall’autorità civile perché nocivo al bene comune della polis! Gesù, a differenza del Battista, non muore come martire, bensì come scomunicato e maledetto, come ama dire Paolo che si vanta di predicare Gesù crocifisso, scandalo per gli uomini religiosi e follia per i saggi del mondo greco. La croce, sì la croce è il segno di questa morte nell’infamia di Gesù – “annoverato tra i malfattori”, si compiacciono di annotare gli evangelisti – è il racconto della sua solidarietà con i peccatori, del suo abbassamento fino alla condizione dello schiavo umiliato, “fino alla morte e alla morte di croce”, come testifica Paolo. La croce non deve tuttavia prevalere sul Crocifisso! Non è la croce, infatti, a far grande chi vi è appeso, ma è proprio Gesù che riscatta e dà senso alla croce, in modo che tutti gli uomini che conoscono questa situazione di sofferenza e di vergogna, di maledizione e di annientamento possano trovare Gesù accanto a loro. Quello di ogni croce è un enigma, che Gesù rende mistero: in un mondo ingiusto, il giusto può soltanto essere rifiutato, osteggiato, condannato. E’ una necessitas humana, e Gesù – proprio perché ha voluto “restare giusto”, solidale con le vittime, gli agnelli – ha dovuto conoscere quest’urto dell’ingiustizia del mondo contro di lui. Ma chi sa leggere così la passione e la morte di Gesù è obbligato a comprenderla come una vicenda di gloria per Gesù: gloria di chi ha speso la sua vita per gli uomini, gloria di chi ha amato fino alla fine, gloria di chi muore condannato per aver cercato di narrare che Dio è misericordia, amore. Se c’è un luogo in cui Gesù ha reso Dio “buona notizia”, se lo ha “evangelizzato”, è proprio la croce: buona notizia per tutti i peccatori!
Oggi, Venerdì santo, i cristiani raccolgono nell’immagine del crocifisso, agnello innocente, tutte le vittime della storia, gli agnelli uccisi dai lupi: i cristiani in questo giorno sono chiamati a imparare a sostenere lo scandalo della croce senza rovesciare le colpe sull’altro, sicuri che dalla croce di ogni giusto si evidenzia una ragione per cui vale la pena dare la vita. Perché solo chi ha una ragione per cui vale la pena dare la vita, ha anche una ragione per cui vale la pena vivere.
ENZO BIANCHI
Dare senso al tempo

giovedì 21 aprile 2011

Giovedì Santo: «Io sono in mezzo a voi come colui che serve». Lc 22,27


Il Giovedì santo è il giovedì precedente la Pasqua. È il giorno dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi apostoli, quando Cristo istituì l'Eucaristia e il Sacerdozio Ministeriale, e diede l'esempio dello stile di servizio attraverso il gesto della Lavanda dei Piedi. È anche il giorno del tradimento di Giuda.

Il Giovedì santo è mobile poiché dipende dalla data della Pasqua, e può cadere nei mesi di marzo o di aprile.

Al mattino del Giovedì Santo non si celebra l'Eucaristia nelle Parrocchie né nelle altre chiese, ma solo nella Cattedrale, dove ha luogo la solenne Messa del Crisma, con la Consacrazione degli Oli e la Rinnovazione delle promesse presbiterali.

Gli Oli Santi sono gli oli che si useranno durante tutto il corso dell'anno liturgico per celebrare i Sacramenti:

  • il Crisma, che viene usato nel Battesimo, nella Cresima e nell'Ordinazione dei presbiteri e dei vescovi;
  • l'Olio dei Catecumeni: viene usato nel Battesimo;
  • l'Olio degli Infermi: viene usato per l'Unzione degli infermi.

(Fonte: Cathopedia)

Dunque due gesti importanti oggi l'Istituzione dell'Eucarestia e la Lavanda dei Piedi:

"(...) celebrazione eucaristica con il pane spezzato e il vino offerto e servizio concreto, quotidiano al fratello si richiamano reciprocamente come due facce della partecipazione al mistero pasquale di Cristo. Ecco allora il gesto di Gesù narrato lentamente, quasi al rallentatore, affinché resti ben impresso nella mente del discepolo di ogni tempo: Gesù depone la veste, prende un asciugamano, se lo cinge ai fianchi, verso l’acqua nel catino, lava i piedi, li asciuga, riprende la veste… Sono verbi di azione che rendono plasticamente l’evento della lavanda. E’ un gesto che Gesù compie in piena consapevolezza: Gesù, il Kyrios, il Signore, lava i piedi ai discepoli. Gesto anomalo, gesto paradossale che capovolge i ruoli, gesto scandaloso, come testimonia la reazione di Pietro! Eppure, proprio così Gesù racconta, “evangelizza” Dio, nel senso che rende Dio “buona notizia” per noi.Due azioni diverse, due mimi sacramentali, due segni che narrano la stessa realtà: Gesù offre la sua vita e, liberamente e per amore, va verso la propria morte facendosi schiavo. Per questo, come al gesto eucaristico, così anche al gesto della lavanda fa seguito il comando: “Come io ho lavato i piedi a voi, così fate anche voi”. E la chiesa, se vuole essere chiesa del Signore, così deve fare in obbedienza al suo mandato: spezzare il pane, offrire il vino, lavare i piedi nell’assemblea dei credenti e nella storia degli uomini.

ENZO BIANCHI
Dare senso al tempo

mercoledì 20 aprile 2011

Mercoledì Santo - Tu ci hai chiamati fratelli

Tu sei degno di essere lodato

Da voci sante di ogni tempo

Figlio di Dio che doni la vita:

l’universo proclama la tua gloria.

O Cristo, tu hai distrutto la morte

Hai trionfato sopra il nemico

Hai calpestato l’inferno e l’hai svuotato

Hai portato l’uomo nell’alto dei cieli.

Sei tu l’alfa e l’omega

Il principio e la fine indicibili

Ora siedi alla destra del Padre

Ma verrai a trasfigurare la terra.

Noi ti cantiamo, o Cristo risorto

Hai vinto la tenebra della tomba

Stella del mattino che precedi l’aurora

Sole che splendi nel nuovo universo.

Resta con noi perché il giorno declina

Illumina i nostri occhi e i nostri cuori

Tu che non conosci il tramonto

Inizio e fine del mondo.

Accogliendo la tua luce, o Cristo

Accogliamo il Padre in noi

Diventiamo in te suoi figli

Perché tu ci hai chiamati fratelli.

(Canto della luce)

martedì 19 aprile 2011

Martedì Santo - Hai un compito questa settimana anima mia...


Hai un compito, anima mia,

un grande compito, se vuoi.

Scruta seriamente te stessa,

il tuo essere, il tuo destino;

donde vieni e dove dovrai posarti;

cerca di conoscere se è vita quella che vivi

o se c’è qualcosa di più.

Hai un compito, anima mia,

purifica, perciò, la tua vita:

considera, per favore, Dio e i suoi misteri,

indaga cosa c’era prima di questo universo

e che cosa esso è per te,

da dove è venuto e quale sia il suo destino.

Ecco il tuo compito, anima mia, la tua vita.

(Gregorio Di Nazianzo)

lunedì 18 aprile 2011

Settimana Santa:




Coraggio, fratello


Coraggio, fratello che soffri.
C’è anche per te una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

(don Tonino Bello)

martedì 12 aprile 2011

Il monastero medioevale - animazione flash - spagnolo

Passa sopra le parti del monastero e scopri il loro significato

Fonte: Isaac Buzo Sanchez

lunedì 11 aprile 2011

sabato 2 aprile 2011

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