domenica 17 febbraio 2013

Aquileia, la basilica costantiniana


AQUILEIA. La Basilica costantiniana di Aquileia rivive grazie ad una ricostruzione virtuale in 3D che da oggi è visibile sul canale YouTube e sul sito internet della Fondazione Aquileia (www.fondazioneaquileia.it), oltre che sul nostro sito, qui sotto. Il video è anche protagonista della mostra “Costantino 313 d.C” a Palazzo Reale di Milano, progettata e ideata dal Museo Diocesano di Milano e curata da Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini, che celebra l’anniversario dell’emanazione dell’Editto di Costantino nel 313 d.C. La ricostruzione della Basilica in epoca costantiniana è stata realizzata da Altair4 per la Fondazione Aquileia grazie al contributo del Ministero e con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia e dell’Arcidiocesi di Gorizia. «Il lavoro di ricostruzione virtuale del complesso teodoriano – sottolinea il presidente della Fondazione, Alviano Scarel - rappresenta una delle modalità che le nuove tecnologie ci offrono per far capire meglio ai visitatori come si presentavano i grandi edifici della città antica. Il più importante sito archeologico dell’alta Italia deve presentarsi come elemento attivo nella diffusione della cultura». Aggiunge il direttore, Gianni Fratte: «Abbiamo aderito subito alla proposta di partecipare alle celebrazioni costantiniane a Milano e ci è sembrato giusto rendere omaggio ad uno dei luoghi di culto costantiniani meglio conservati. Abbiamo così anticipato le celebrazioni dell’Editto che nel 2013 si sposteranno ad Aquileia». L’archeologo Cristiano Tiussi sottolinea che la ricostruzione virtuale si fonda su dati scientifici. “Per quanto frammentari – precisa - derivano da fortunate coincidenze, e, in particolare, dalla modalità di demolizione delle strutture avvenuta a partire dalla metà del IV secolo, quando le aule di culto della Basilica erano diventate insufficienti a contenere la comunità cristiana di Aquileia. I resti trovati nel corso degli scavi di fine Ottocento e primo Novecento concorrono a delineare quasi nella sua completezza la fisionomia architettonica del complesso: le strutture murarie, i mosaici pavimentali e i lacerti di decorazione parietale». Stefano Moretti di Altair4, fa sapere che l’architettura è stata ricostruita sulla base degli elementi superstiti e dei rilievi planimetrici, mentre per le strutture circostanti (horrea e domus) si è operato per analogie in relazione allo sviluppo planimetrico derivante dai rilievi. “Per gli interni – afferma Moretti - la ricomposizione degli affreschi parietali è stata realizzata per estensione e completamento della fascia inferiore superstite che ci ha restituito la metrica dei moduli e l’alternanza dei temi e dei colori, allo stesso modo in cui la ricomposizione dei motivi architettonici nella fascia sommitale ha seguito gli stilemi classici delle pitture con elementi e proporzioni ricavate dai lacerti di trabeazione superstiti. Nella ricostruzione degli elementi musivi delle pavimentazioni si è operato per similitudine con gli elementi tuttora presenti in situ ricostruendo un fotopiano ad altissima risoluzione formato da decine di fotografie dei singoli riquadri».
Fonte: L'Espresso

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