sabato 5 dicembre 2009

I rotoli del Mar Morto: la storia


Parlando di Bibbia, non abbiamo potuto fare a meno di parlare della scoperta dei rotoli del Mar Morto o rotoli di Qumran. Ecco la storia della scoperta. L'ho estratta da un testo di Andrea Nicolotti pubblicato sul sito Christianismus.
"Presso l’angolo nord ovest del Mar Morto, l’altipiano del deserto di Giuda precipita a strapiombo per circa 350 metri sotto il livello del Mediterraneo; la parete rocciosa, di colore rossastro, è perforata da numerose caverne naturali. Era nota da tempo l’esistenza in quel luogo di rovine, dette appunto “Rovine di Qumràn” (Khirbet Qumràn); ma si ignorava quale tesoro archeologico potessero nascondere. Nel 1947 un giovane pastore che si trovava nei pressi di, Muhammad ed Di’ib (= il Lupo), gettò per caso un sasso nell’apertura di una roccia, e ne udì risuonare il rumore di cocci infranti; ritornato sul posto il giorno dopo, spinto dalla curiosità, si introdusse assieme ad un cugino nell’anfratto e trovò all’interno della caverna diverse giare, una delle quali conteneva dei rotoli di cuoio manoscritto. I rotoli, invece di essere consegnati alle autorità, vennero portati ad un antiquario di Betlemme; egli, che credette di riconoscere su di essi una scrittura siriaca, ne vendette una parte al metropolita del monastero siro di S. Marco di Gerusalemme, e una parte al prof. Eleazar Sukenik dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Quando quest’ultimo comprese quello che aveva di fronte, cercò di acquistare anche la parte in possesso del metropolita, che però si rifiutò di vendere i suoi manoscritti; si rese conto del loro valore dopo averli fatti esaminare da due esperti di documenti antichi, i quali poterono anche scattare le prime fotografie. Nel frattempo, non mancarono le incursioni notturne nella grotta per cercare altro materiale: i rotoli erano divenuti una sorta di materiale di contrabbando. Dopo vicende complicate e avventurose, iniziarono gli scavi ufficiali che terminarono nel 1958 e portarono ai seguenti risultati: 800 circa sarebbero stati i manoscritti, di cui ci restano almeno 15.000 frammenti. Circa 225 manoscritti contengono testi biblici, mentre circa 300, per il loro pessimo stato di conservazione, con frammenti minutissimi, sono praticamente inservibili. Di qui cominciava il duro lavoro della ricomposizione e della interpretazione."

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