mercoledì 18 gennaio 2012

Periodo storico della nascita dei due racconti della Creazione

La Monarchia (circa 1020-930 a.C.)


Il primo re, Saul, costituì il ponte fra un'organizzazione tribale e l'istituzione di una piena monarchia sotto il suo successore, Davide. Il re Davide (circa 1004 - 965 a.C.) fece di Israele una delle maggiori potenze nella zona con spedizioni militari di successo, fra le quali la disfatta definitiva dei filistei, come pure creando una rete di alleanze con regni limitrofi. Di conseguenza, la sua autorità era riconosciuta dai confini dell'Egitto e dal Mar Rosso fino alle rive dell'Eufrate. All'interno, creò una nuova amministrazione, fece di Gerusalemme la capitale, unificò le dodici tribù di Israele in un regno unico e collocò Gerusalemme e la monarchia al centro della vita nazionale del paese. La tradizione biblica attribuisce a Davide molte qualità, fra cui una disposizione alla poesia e alla musica, come risulta dal Libro dei Salmi, che è attribuito a lui.
Il re Salomone (circa 965-930 a.C.), che ereditò l'impero fondato dal padre Davide, dedicò la maggior parte delle sue attività a rinforzare il regno. Con patti con i re vicini, corroborati da matrimoni a scopi politici, assicurò la tranquillità all'interno del regno e ne fece una delle grandi potenze dell'epoca. Salomone estese il commercio estero e promosse il progresso economico nel paese sviluppando grandi imprese come l'estrazione del rame e la fusione dei metalli. Fortificò città di importanza strategica ed economica e ne fondò di nuove. A coronare le attività edilizie di Salomone vi furono il palazzo reale e il Tempio a Gerusalemme, che divenne il centro della vita nazionale e religiosa del popolo. La Bibbia attribuisce a Salomone il Libro dei Proverbi e il Cantico dei Cantici.


Conseguenze per il popolo: periodo di pace e prosperità, il popolo si sente sicuro, finalmente per la prima volta unito; il rischio è quello che cada nella presunzione di essere autosufficiente: il legame con Dio è molto forte (è sotto il Regno di Salomone che viene costruito il primo Tempio), ma allo stesso tempo è in pericolo la sua autorità morale: corruzione e ingiustizia aumentano. Il racconto Jahvista della Creazione di Adamo ed Eva e del Paradiso Terrestre mette in guardia proprio da questo: attenti quando tutto va bene il pericolo è di "volersi fare come Dio", di ergersi a giudici del mondo dimenticando che si può essere preda del male.


Il primo esilio (586-538 a.C.)


La conquista babilonese condusse al termine della Prima Confederazione Ebraica (periodo del Primo Tempio), ma non recise il legame del popolo ebraico con la Terra. Presso i fiumi di Babilonia, si impegnavano solennemente a ricordare sempre la loro patria: "Se ti dimentico, Gerusalemme, possa la mia destra dimenticare la sua abilità, possa la mia lingua attaccarsi al palato se non ti ricordo, se non pongo Gerusalemme al di sopra di ogni mia più grande gioia" (Salmi 137:5-6)

L'esilio babilonese che seguì la distruzione del Primo Tempio (586 a.C.), segna l'inizio della Diaspora ebraica. Là cominciò a svilupparsi l'ebraismo come sistema unico di idee e modo di vita fuori della Terra di Israele, e questo in ultima analisi assicurò la sopravvivenza nazionale e l'identità spirituale del popolo, che impregnò di vitalità sufficiente a salvaguardare il futuro del popolo in qualità di nazione.


Conseguenze per il popolo: Israele ha perso tutto: terra, Tempio, re, libertà... In terra straniera gli ebrei vengono in contatto con una cultura forte ed una religione politeista impregnata di pessimismo (l'uomo è creatura nata dal sangue di divinità mostruose in lotta fra loro e schiavo delle divinità del cielo). Il popolo ebraico è depresso, si sente lontano da Dio, legge la sconfitta come una punizione per i peccati commessi e tende alla disperazione. L'essere in una terra lontana da Gerusalemme li pone di fronte ad un dilemma: se la dimora di Dio è sul monte Sion, allora noi che ora siamo in Babilonia siamo sul territorio dominato da altre divinità... chi dobbiamo adorare? I sacerdoti rispondono con la creazione del racconto della Creazione in sette giorni: non esistono altri dei se non JHWH, gli astri del cielo e gli esseri che sono sulla terra e sotto terra sono creature dell'Onnipotente e non divinità. Il vertice della creazione è l'uomo che è amato da Dio! Per il popolo è chiaro il messaggio: se Dio li ama sicuramente interverrà come fece al tempo della schiavitù egiziana.

Fonte: oltre ad annotazioni personali ho usato testi tratti dal sito: Associazione Marche Israele e immagini tratte dal sito Bibleview

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