sabato 6 marzo 2010

La leggenda della Vera Croce

Quando abbiamo parlato della croce la scorsa settimana alcuni si sono incuriositi sulla Leggenda della Vera Croce. Da Wikipedia vie ne pubblico un riassunto. Le illustro con immagini tratte da Storie della Leggenda della Vera Croce di Piero dalla Francesca. Andate a visitare questo bel sito del Ministero per i Beni e le attività Culturali: Piero dalla Francesca.
La regina di Saba riconosce il legno dell'albero della conoscenza

La Leggenda della Vera Croce è la leggenda che racconta la genesi del legno su cui venne crocifisso Cristo, spesso tramandata in letteratura e rappresentata in opere d'arte.

La versione più nota è quella che fa parte della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine composta nel XIII secolo.

La leggenda comincia da Adamo che prossimo a morire mandò il figlio Set in Paradiso per ottenere l'olio della misericordia come viatico di morte serena. L'Arcangelo Michele invece gli diede un ramoscello dell'albero della vita per collocarlo nella bocca di Adamo al momento della sua sepoltura (o tre semi secondo un'altra versione). Il ramo crebbe e l'albero venne ritrovato da Re Salomone che, durante la costruzione del Tempio di Gerusalemme, ordinò cha l'albero venisse abbattuto ed utilizzato. Gli operai non riuscirono però a trovare una collocazione perché era sempre o troppo lungo o troppo corto e quando lo si tagliava a misura giusta in realtà diveniva troppo corto tanto da non poter essere utilizzato. Gli operai decisero così di gettarlo su un fiume, perché servisse da passerella. La Regina di Saba, trovandosi a passare per il ponte riconobbe il legno e profetizzò il futuro utilizzo della tavola. Il Re Salomone, messo al corrente della profezia, decise di farlo sotterrare. A seguito della condanna di Cristo la vecchia trave venne ritrovata dagli israeliti e venne utilizzata per la costruzione della Croce. Da qui la leggenda inizia a confondersi con la storia. Nel 312, la notte prima della battaglia contro Massenzio, l'imperatore Costantino I ha la mitica visione che porrà fine anche alle persecuzioni dei cristiani: una croce luminosa con la scritta "In hoc signo vinces". L'imperatore decide allora di utilizzare la croce come insegna ed il suo esercito vinse la battaglia di Ponte Milvio.

Costantino decise così di inviare la madre Elena a Gerusalemme per cercare la Croce della Crocefissione. Elena trovò una persona che sapeva il punto di sepoltura della Vera Croce. Per farlo parlare lo fece calare in un pozzo senza pane ed acqua per sette giorni. Convinse così il reticente ad indicare il luogo della sepoltura. Elena trovò così le tre diverse croci utilizzate il giorno della morte di Cristo. Per identificare la croce Sant'Elena sfiorò con il legno un defunto e questi resuscitò. Sant'Elena separò la croce in diverse parti di cui la principale venne lasciata a Gerusalemme.

Ad inizio VII secolo l'Impero bizantino visse una profonda crisi e subì attacchi da diversi fronti, in particolare dall'Impero persiano per opera del re Cosroe II. Nel 614 il re Cosroe II, dopo tre settimane di lungo assedio riuscì ad espugnare Gerusalemme e a trafugare tutti i tesori e le reliquie a Ctesifonte. L'imperatore bizantino Eraclio raccolte tutte le forze decise di partire personalmente alla guida del suo esercito per sconfiggere i persiani e recuperare la Vera Croce. La guerra con i persiani durò diversi anni e solo nel 628 Eraclio sconfisse, decapitò Cosroe II ed ottenne la restituzione della Croce che venne riportata dallo stesso Eraclio (scalzo e vestito da pellegrino) a Gerusalemme il 21 marzo 630 tra l'esultanza del popolo.

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