sabato 30 maggio 2009

Lo Spirito Santo

Lo Spirito Santo
È il nome della terza persona della SS. Trinità, principio di santificazione dei fedeli, di unificazione della Chiesa, di ispirazione negli autori della Sacra Scrittura. È colui che assiste il magistero della Chiesa e tutti i fedeli nella conoscenza della verità (è detto anche ‘Paraclito’, cioè ‘Consolatore’).L’Antico Testamento, non contiene una vera e propria indicazione sullo Spirito Santo come persona divina. Lo “spirito di Dio”, vi appare come forza divina che produce la vita naturale cosmica, i doni profetici e gli altri carismi, la capacità morale di obbedire ai comandamenti. Nel Nuovo Testamento, lo Spirito appare talora ancora come forza impersonale carismatica. Insieme però, avviene la rivelazione della ‘personalità’ e della ‘divinità’ dello Spirito Santo, specialmente nel Vangelo di san Giovanni, dove Gesù afferma di pregare il Padre perché mandi il Paraclito, che rimanga sempre con i suoi discepoli e li ammaestri nella verità (Giov. 14-16) e in san Paolo, dove la dottrina dello Spirito Santo è congiunta con quella della divina redenzione. Il magistero della Chiesa insegna che la terza Persona procede dalla prima e dalla seconda, come da un solo principio e come loro reciproco amore; che lo Spirito Santo è inviato per via di ‘missione’ nel mondo, e che esso ‘inabita’ nell’anima di chi possiede la Grazia santificante.Concesso a tutti i battezzati (1 Corinzi, 12, 13), lo Spirito fonda l’uguale dignità di tutti i credenti. Ma nello stesso tempo, in quanto conferisce carismi e ministeri diversi, l’unico Spirito, costruisce la Chiesa con l’apporto di una molteplicità di doni. L’insegnamento tradizionale, seguendo un testo di Isaia (11, 1 sgg.) enumera sette doni particolari, sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Essi sono donati inizialmente con la grazia del Battesimo e confermati dal Sacramento della Cresima.
Simbologia
Lo Spirito Santo, rarissimamente è stato rappresentato sotto forma umana; mentre nell’Annunciazione e nel Battesimo di Gesù è sotto forma di colomba, e nella Trasfigurazione è come una nube luminosa. Ma nel Nuovo Testamento, lo Spirito divino è esplicitamente indicato, come lingue di fuoco nella Pentecoste e come soffio nel Vangelo di Giovanni (20, 22); “Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Dopo aver detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”. Lo Spirito Santo, più volte preannunciato nei Vangeli da Gesù, è stato soprattutto assimilato al fuoco che come l’acqua è simbolo paradossale di vita e di morte.In tutte le religiosità, il fuoco ha un posto fondamentale nel culto ed è spesso simbolo della divinità e come tale adorato. Il dio sumerico del fuoco, Gibil, era considerato portatore di luce e di purificazione; a Roma c’era una fiamma sempre accesa custodita dalle Vestali, simbolo di vita e di forza.Nell’Antico Testamento, Dio si rivela a Mosè sotto forma di fuoco nel roveto ardente che non si consuma; nella colonna di fuoco Dio Illumina e guida il popolo ebraico nelle notti dell’Esodo; durante la consegna delle Tavole della Legge a Mosè, per la presenza di Dio il Monte Sinai era tutto avvolto da fuoco. Nelle visioni profetiche dell’Antico Testamento, il fuoco è sempre presente e Dio apparirà alla fine dei tempi con il fuoco e farà giustizia su tutta la terra; anche nel Nuovo Testamento, Giovanni Battista annuncia Gesù come colui che battezza in Spirito Santo e fuoco (Matteo, 3, 11).

venerdì 29 maggio 2009

La vita di Gesù

Pubblico il bel lavoro di verifica che mi ha presentato al termine dell'ora di lavoro GIOVANNI BATTISTA. Dato che è scritto come un testo completo e articolato, ho pensato di proporlo a tutti.

Per trovare delle informazioni sulla vita di Gesù bisogna rivolgersi ai Vangeli. Dei quattro evangelisti, solo due, Matteo e Luca, parlano della nascita e dell’infanzia, gli altri due fanno solo qualche allusione della sua famiglia e del luogo di nascita.
Gesù potrebbe essere nato durante l’anno 6 o 5 a.C. a Betlemme in Giudea, durante il viaggio che Maria e Giuseppe, originari di Nazaret in Galilea, fecero in occasione del Censimento ordinato dall’imperatore Romano Augusto.
I Vangeli raccontano alcuni fatti insoliti come ad esempio: i pastori che si recano alla capanna per adorare il bambino, l’arrivo dei Re Magi dall’oriente, la fuga in Egitto e la sistemazione della famiglia a Nazaret, casa di Gesù fino all’età di trent’anni.
Il Vangelo però fa emergere tre verità importanti: Gesù è stato concepito da Maria per mezzo dello Spirito Santo, il nome Gesù è stato detto da un angelo e significa “DIO SALVA” e infine che Maria e Giuseppe erano veramente sposati e che Giuseppe faceva parte della famiglia di Re Davide.
Ogni ragazzo ebreo considerato adulto doveva, ogni anno, recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme in onore della Pasqua ebraica. Quando Gesù ebbe dodici anni i suoi genitori lo portarono, ma quando terminò la festa e la carovana si mise in cammino i genitori di Gesù si accorsero che non era con loro, perciò ritornarono a Gerusalemme. Solo dopo tre giorno lo ritrovarono, nel Tempio con i Mastri della Legge. Gesù gli ascoltava, gli interrogava, dava la sua opinione ed essi rimanevano stupiti per la sua intelligenza. Ancora più stupiti furono i suoi genitori quando gli chiesero perché non era tornato con loro e lui come risposta gli disse che doveva essere nella casa del Padre Suo.
Gesù inizia la sua vita pubblica quando viene Battezzato, nelle acque del Giordano, da Giovanni detto il Battista o Battezzatore. Egli non era né un fariseo, né un sacerdote, ma un predicatore solitario. Giovanni diceva che bisognava convertirsi per mezzo del Battesimo.
Gesù all’età di trent’anni fece per due anni o forse più il predicatore itinerante. Secondo il Vangelo di Matteo, Gesù percorreva tutta la regione della Galilea, insegnava nelle Sinagoghe, annunciava il regno di Dio e guariva tutte le malattie e le infermità della gente.
Gesù ha due caratteristiche che lo rendono originale: egli insegnava nelle Sinagoghe insieme ai suoi fedeli, e con loro cantava, pregava e ascoltava la parola di Dio e per questo non era solitario anzi pregava nelle strutture civili del suo popolo, inoltre ascoltava anche le donne che dal popolo ebraico erano considerate inferiori e i lebbrosi considerati invece impuri.
L’evangelista Luca descrive una giornata tipo di Gesù:
- sabato mattina insegna nel Tempio, ma viene interrotto da un indemoniato. Gesù ordina allo spirito maligno di uscire e cosi lo guarisce.
- Viene condotto a casa di Simone e guarisce sua suocera che è a letto con la febbre. E’ la prima guarigione descritta nel Vangelo di Luca.
- Sabato sera Gesù guarisce molti ammalati e indemoniati.
- Sabato notte Gesù prega solitario, ma dopo essere stato rintracciato dai suoi discepoli, va nei villaggi vicini e guarisce le persone.
Gesù non mette d’accordo per forza le persone e prende sempre una posizione.
Gesù ha successo nella regione della Galilea, ma nella Giudea un po’ meno. Gesù entra in conflitto aperto con le autorità ebraiche a Gerusalemme (sede del governo e del Tempio), le quali aspettano il momento giusto per arrestarlo e processarlo. Gesù va incontro volentieri alla sua morte e non si oppone.
I fatti Pasquali sono:
- complotto delle autorità per arrestare e processare Gesù
- Ultima Cena con il tradimento di Giuda e Pietro
- Gesù nell’orto degli ulivi prega solitario
- Gesù viene processato davanti al Tribunale Ebraico
- Gesù viene processato davanti al Tribunale Romano - incoronazione con le spine
- salita al Calvario per la sua crocifissione
- Morte alle tre del pomeriggio.
Alcune donne si recano alla tomba di Gesù che però la trovano vuota; contemporaneamente altre persone vedono Gesù vivo. Si capisce che Gesù è risorto e che la morte è stata sconfitta. Questa è la buona notizia
che varca i confini del mondo giudiaco.

giovedì 28 maggio 2009

La pianta della vita

Per ricordare ARBEN una frase di Fabio Volo:

Devo vivere fino in fondo. Amare fino in fondo. Con tutte le forze che ho. Per non avere un giorno il peso di cose non vissute, non fatte e non dette. Devo fare la mia parte.

martedì 26 maggio 2009

lunedì 25 maggio 2009

Carta topografica della Palestina


Dal sito del collega Luca Paolini, Religione 2.0, sono venuto a conoscenza di questo sito Bible Atlas, dal quale ho preso questa cartina topografica della palestina, con i rilievi, le valli e la spaccatura nella quale scorre il Giordano bene in evidenza.

sabato 23 maggio 2009

San Paolo - avventura senza fine

Infine ecco l'ultima puntata della serie su san Paolo.

venerdì 22 maggio 2009

L'anello mancante: ma cos'è?

La locuzione "anello mancante" (in inglese missing link) nacque nel corso del dibattito evoluzionistico del XIX secolo per indicare la mancanza di rinvenimenti fossili che completerebbero le linee evolutive delle forme oggi viventi. Dato che tale mancanza divostrava l'erroneità della teoria dell'Evoluzione, i darwinisti hanno modificato tale teoria con il nome teoria evolutiva neodarwiniana, staccandosi dall'ambito teorico scientifico e accademico per passare al parascientifico.
Nel diciannovesimo secolo la mancanza di un anello mancante tra gli umani e i cosiddetti animali "inferiori" costituì infatti una prova probante della non realisticità della teoria darviniana; si è dunque recentemente tentato di ovviare a tale prova, prima ricorrendo a dei falsi, poi tramite l'espediente di ritenere ogni specie ed ogni popolazione una forma transizionale, nonostante la discordanza di diversi esponenti della comunità scientifica.
Fonte: Wikipedia

giovedì 21 maggio 2009

Evoluzione: ecco Ida: l'anello mancante!

Ida era più o meno grande come un gatto, con una lunga coda. E' morta a dieci anni, ma è rimasta perfettamente conservata per 47 milioni di anni, tanto da diventare «il fossile di primate più completo mai ritrovato». Con tanto di parte dello stomaco, i resti dell'ultimo pasto di frutta e di foglie e soprattutto molte caratteristiche simili ai moderni primati, tra cui il pollice opponibile, le unghie al posto degli artigli e, nel piede, l'osso del tallone che lascia intravedere il passaggio dall'andatura a quattro zampe alla cammino in posizione eretta (vai alle foto). L'annuncio è stato fatto in grande stile al Museo di Storia Naturale di New York. Toni trionfalistici: secondo Jorn Hurum dell'università di Oslo, che per due anni ha guidato lo studio condotto in grandissimo segreto, Ida è per i paleontologi quello che «l'arca perduta è per un archeologo», un fossile è così importante che «sarà riprodotto sui libri di testo per i prossimi cento anni». La presentazione del Darwinius masillae - questo il nome scientifico - ha coinciso con la pubblicazione di una accurata descrizione del fossile sulla rivista online Public Library Science (Plos) e l'uscita di un documentario sull'History Channel. Secondo gli esperti Ida «è importante perchè permette una miglior comprensione della paleobiologia di un primate del periodo dell'Eocene», un'epoca in cui i primati cominciarono a evolversi in due specie distinte: proscimmie e antropoidi. Traduzione: lo studio può rivelare agli scienziati i segreti sulla nostra origine ed evoluzione. La giovane femmina somigliava probabilmente a un lemure del Madagascar dei giorni nostri ed è stata scoperta da un cacciatore di fossili 25 anni fa nei pressi di Darmstadt, in una cava che coincideva con il fondo di un lago vulcanico famoso per i resti dell'Eocene. Per anni il fossile è rimasto in casa di un collezionista e solo nel 2006, entrata in possesso del gallerista Thomas Perner, è stato venduto al museo di Storia Naturale di Oslo. Pare che la cifra, non confermata dagli scienziati, si aggirasse sul milione di euro. «E' un rappresentante di quel gruppo di discendenti che ha dato vita ai più evoluti primati» ha spiegato Jens Franzen, dell'istituto di ricerca Senckenberg di Francoforte, che ha contribuito allo studio. La scienzato è stato però prudente sulla diretta discendenza dell'uomo dal fossile. «Ida non era la nostra bis-bis-bisnonna, ma la nostra pro-pro-prozia». (L. Sal.)

mercoledì 20 maggio 2009

Ancora evoluzione dell'uomo

Ultimamente mi sento un po' così:

martedì 19 maggio 2009

L'evoluzione dell'uomo

So che la conoscete in molti, ma a me fa sempre ridere!

sabato 16 maggio 2009

Concorso San Valentino - Il video vincitore: TI RACCONTO BUSSOLENGO - 2° H

Ormai a scuola tutte le classi lo sanno, il video vincitore del concorso indetto dal nostro comune è stato quello della 2° H, intitolato "Ti racconto Bussolengo". Eccolo qui sotto. Non lo avevo ancora pubblicato perchè aspettavo la comunicazione ufficiale. Può essere interessante dargli un'occhiata perchè ci fa ripercorrere la storia del nostro paese lungo i secoli.

video

giovedì 14 maggio 2009

Il mondo adesso

Dal sito del Maestroalberto pubblico il link ad un curioso sito Now che mostra, basandosi su calcoli statistici cosa sta accadendo in ogni momento nel mondo: quante nascite, quante case costruite, le fotreste distrutte, quante telefonate ecc.Un modo originale per rendersi conto della complessità del mondo che ci circonda.

mercoledì 13 maggio 2009

sabato 9 maggio 2009

Gioco: Vikings

Dal sito Visitdenmark pubblico il link al gioco Vikings, per i ragazzi che non sono con noi in Danimarca: giocando almeno ci pensano un po'...

venerdì 8 maggio 2009

Re Cristiano X: Il Re dalla stella gialla - Kong Christian X


Nel 1946 Christian X re di Danimarca passò tra tra due ali di folla in festa a Copenaghen in occasione del suo 76 compleanno. Rispondeva appena con un cenno della mano alle acclamazioni, accompagnato da sua moglie, la regina Alessandrina. Era invalido per una caduta da cavallo, anziano e la sua salute era pessima. Era un conservatore, aveva anche tentato di ampliare i suoi poteri negli anni ‘20 a danno della democrazia danese. Tentativo respinto dal parlamento. Ma quelle due ali di folla lo amavano. I danesi lo festeggiavano così calorosamente perché Christian X era ed è un simbolo della lotta contro il nazismo, dell’orgoglio della Danimarca che non si piegò nonostante l’occupazione subita dal Terzo Reich. Christian X è il re che disse a Hitler: “Se i miei concittadini ebrei dovranno mettere la stella gialla allora la metterò anch’io”. Gli ebrei danesi non subirono l’obbligo di mettere la stella gialla. Re Christian aveva l’abitudine di fare ogni giorno un giro a cavallo per strade di Copenaghen. Quando i tedeschi invasero la Danimarca, lui continuò a fare il suo giro. Quella passeggiata diventò per i danesi un simbolo di resistenza al nazismo, di orgoglio nazionale. Le Ss iniziarono la persecuzione degli ebrei danesi ed organizzarono una deportazione di massa. Il governo danese aveva preso una sorta di impegno a collaborare con le forze occupanti, ma i danesi, forti dell’esempio del loro re, riuscirono a far scappare quasi tutti gli ebrei in Svezia. Circa 500 però furono catturati. Le Ss mentivano (mentivano sempre) e per nascondere la strage in atto dicevano che li avrebbero portati a lavorare. Allora i danesi li obbligarono a mettere per iscritto questa dichiarazione e a compilare un elenco di tutti i deportati per poterne seguire il destino. Gli ebrei danesi furono deportati nel lager ghetto di Terezin. (...) I funzionari danesi ottennero di poter inviare ad ogni deportato dei pacchi viveri. Molte famiglie si fecero carico (in tempi di guerra!) di preparare questi pacchi che, certo, venivano aperti e saccheggiati dalle Ss di guardia a Terezin, ma quel che restava era comunque un aiuto, una possibilità in più di sopravvivenza. Poi nell’aprile del 1945, col Terzo Reich ormai schiacciato ad est e ad ovest, riuscirono a trattare con Himmler la consegna di tutti i loro concittadini ebrei, tramite il conte svedese Bernadotte, e li portarono in salvo in Svezia con un viaggio avventuroso attraverso le rovine in fiamme della Germania a bordo di automezzi che andavano a petrolio. Dunque era possibile fare qualcosa. Christian X era re di un paese invaso. Non aveva forze militari per opporsi ai nazisti, ma dimostrò che si poteva combattere Hitler anche con una salda forza morale.


Fonte http://passatopresente.blog.rai.it/ - Roberto Olla - 10 Dicembre, 2008

Grazie popolo danese! - Tak til det danske folk




Historien om danske jøder



Situationen i Danmark under aktionen mod de danske jøder adskilte sig på flere måder fra situationen i Holland, Belgien og Frankrig. Én af de afgørende forskelle var Sveriges nærhed og Sveriges rolle som ubesat neutralt land. Sverige udgjorde et muligt tilflugtssted. Masseflugten begyndte mellem 28. og 29. september. At det skete på dette tidlige tidspunkt og ikke først efter razziaen mellem 1. og 2. oktober, skyldes sandsynligvis Duckwitz’ advarsel, den 28. september 1943. Om aftenen den 2. oktober, da Sverige officielt meddelte, at man ville tage imod flygtningene fra Danmark, var over 500 jøder allerede ankommet til Skåne. Antallet af flygtninge voksede støt i den første uge efter razziaen, og flugten kulminerede den 8.-9. oktober, hvor der i løbet af 48 timer blev bragt op til 2.500 flygtninge over Sundet. I løbet af den anden uge nåede yderligere 2.000 over. Omkring midten af oktober var ni ud af ti danske jøder på svensk grund, og efter to uger havde masseflugten nået sin ende. En række eftersendelser af små børn og ægtefæller strakte sig dog helt ind i vinteren 1943/44. I Sverige stod de danske jøder overfor de problemer, vi kender fra andre flygtninge: Hvordan bygges en tilværelse op i et nyt land? Der var problemer med at få arbejde, eftersom Sveriges økonomiske situation selvfølgelig også var præget af krigen. Flygtningene led under uvisheden om den skæbne, der var tilfaldet de familiemedlemmer og venner, der var blevet fanget og ført til Theresienstadt, og de bekymrede sig om deres efterladte boliger og job. Mange jøder har efter 1945 fremhævet to datoer som vigtige for dansk-jødisk historie: Den 2. oktober og redningen af størstedelen af jøderne til Sverige, samt befrielsen den 5. maj 1945 og hjemvendelsen til Danmark de følgende uger. Mange steder i Europa havde jøderne ikke mulighed for at vende hjem. Ofte fordi der ikke længere eksisterede et hjem, eller fordi det var deres naboer, der havde angivet dem til tyskerne, og flygtningene derfor ikke ønskede at vende hjem. Men i Danmark blev de danske jøder budt velkomne tilbage. I mange tilfælde var der tilmed blevet passet godt på deres lejligheder og huse, mens de havde været væk. Forhenværende overrabbiner Bent Melchior har i foredrag på danske skoler fortalt historien om, i hvilken stand hans familie fandt deres lejlighed, da de vendte hjem til Frederiksberg: Selv potteplanterne var blevet passet. Ikke alle var i den situation, men i de fleste tilfælde følte de danske jøder sig velkomne, da de vendte hjem til Danmark.





Traduzione


(non ufficiale, fatta da me con l'aiuto di un traduttore informatico)


La situazione in Danimarca, durante l'azione contro gli ebrei danesi differiva in diversi modi da quella verificasi in Olanda, Belgio e Francia. Una delle differenze cruciali fu la vicinanza della Svezia e il suo ruolo neutrale. Nella sera del 2 Ottobre 1943, quando la Svezia ha ufficialmente annunciato che avrebbe accettato i rifugiati provenienti dalla Danimarca, più di 500 ebrei erano già arrivati in Skåne (la Scania è la contea più meridionale della Svezia). Il numero di rifugiati crebbe costantemente e culminò in data 8 e 9. Ottobre, quando dopo 48 ore era di circa 2.500. Durante la settimana successiva se ne aggiunsero altri 2000. Verso la metà di ottobre nove su dieci ebrei danesi erano in Svezia, anche grazie ad un volo speciale. Successivamente un certo numero di coniugi e di bambini piccoli si aggiunsero durante tutto l’inverno del 1943-44. In Svezia, gli ebrei danesi ebbero gli stessi problemi che conoscono anche oggi i rifugiati: come costruire una vita in un nuovo paese? C’erano i problemi nel trovare lavoro, poiché la situazione economica svedese naturalmente era segnata dalla guerra. I rifugiati soffrirono ovviamente di incertezza circa la sorte dei famigliari e degli amici che erano stati catturati e portati a Theresienstadt, e circa le case e i posti di lavoro lasciati in patria. Le due date importanti per gli ebrei danesi furono, come abbiamo visto il 2 ottobre 1943 con la salvezza della maggior parte degli ebrei in Svezia, così come il 5 Maggio 1945 con la liberazione e il ritorno in Danimarca nelle settimane seguenti. In molti luoghi in Europa, gli ebrei non ebbero la possibilità di tornare a casa. Spesso perché non esisteva più una casa, o perché le case erano state date ad altre famiglie dai nazisti. Ma in Danimarca gli ebrei danesi ebbero una sorte diversa. Addirittura in molti casi le loro proprietà non solo erano ancora a loro disposizione ma addirittura erano state ben curate dai vicini. L'ex rabbino capo, Bent Melchior, durante alcune conferenze presso scuole danesi ha riferito la situazione dell’appartamento della sua famiglia quando sono tornati a casa a Frederiksberg: anche le piante da vaso erano state curate. Non a tutti è capitata la stessa fortuna, ma nella maggior parte dei casi, gli ebrei danesi hanno avuto una caldo benvenuto quando sono tornati a casa.

Una storia speciale: il caso degli ebrei danesi - 1° parte l'invasione tedesca - Historien om danske jøder


Straordinaria è la storia che racconto in questi post; l'ho scoperta attraverso il racconto che me ne ha fatto la prof.ssa Maria Pia Bernicchia (indimenticabile insegnante di tedesco e autrice dell'eccezionale libro "I 20 bambini di Bullenhuserdamm" di cui ho parlato in un post pubblicato durante il giorno della memoria). In una mail che mi ha spedito in questi giorni ha scritto:

E' davvero una storia unica, carica di grande insegnamento in cui tutti traggono beneficio: i cittadini comuni, le autorità, la chiesa... tutti in Danimarca si sono impegnati. Il vero merito di fronte alla storia è quello di non essersi lasciati nazificare!




Det virkelig en enestående historie, fuld af store undervisning, hvor alle fordele: almindelige mennesker, de myndigheder, kirken ... alle i Danmark har begået. Den sande værdi i front af historien er, at ved ikke at have ændre venstre af nazisterne!


Visto che in questi giorni sono ospite, con 20 alunni e altri due insegnanti, della scuola Danese di Stenlille, la voglio raccontare attraverso le parole tratte dal sito Olokaustos. Oggi la prima parte:


GLI EBREI DANESI


I primi ebrei erano giunti in Danimarca chiamati dal re Cristiano IV (1577-1648) per contribuire alla modernizzazione del Paese. Si trattava di ebrei sefarditi che ben presto divennero una minoranza a causa dell'afflusso di ebrei askenaziti provenienti dall'Europa centrale. Benché esclusi da tutta una serie di professioni contribuirono attivamente nel decollo marittimo danese del XVIII secolo. Nel 1814 gli ebrei danesi ottennero parità di diritti con i cittadini danesi e da quel momento - potendo accedere con piena dignità alle attività professionali - la Comunità divenne prospera e importante. negli affari, nella politica e nella vita culturale in un clima di pacifica e continua integrazione. La Sinagoga centrale di Copenaghen, inaugurata nel 1833, divenne il centro della Comunità che sotto la guida del rabbino capo Abraham Alexander Wolff (1829-1891) si indirizzò verso una politica di riformismo moderato. A causa della sempre più accelerata integrazione la Comunità ebraica perse via via molti suoi membri che scelsero attraverso i matrimoni misti e l'abbandono delle pratiche religiose una integrazione totale con i danesi. Il processo di assimilazione perciò ridusse progressivamente la Comunità ad un piccolo 0,3% della popolazione danese.Un'ondata di emigrazione negli anni Trenta del Novecento non spostò le percentuali e, all'inizio delle persecuzioni naziste, la Comunità ebraica danese rimaneva numericamente insignificante.




L'INVASIONE TEDESCA DELLA DANIMARCA

Ankomsten af nazisterne

Il mattino del 9 aprile 1940 colonne corazzate tedesche invadevano la Danimarca passando la frontiera tra le cittadine di Flensburg e Tondern. Contemporaneamente altre unità sbarcavano in diversi punti della penisola danese. Negli anni precedenti la guerra la Danimarca aveva confidato in quella neutralità che l'aveva tenuta lontana dagli orrori della Prima Guerra Mondiale. L'impreparazione danese e la potenza dell'esercito tedesco trasformarono l'operazione militare in una vera e propria"passeggiata". Le operazioni militari durarono quattro ore nelle quali morirono 11 soldati danesi. Il re Cristiano X decise che ogni resistenza era di fatto inutile ed ordinò al suo piccolo esercito di capitolare. Tra la Germania e la Danimarca si stabilì un accordo assolutamente originale: il re rimase al suo posto e così pure il Governo e l'esercito. Formalmente la Danimarca rimaneva una nazione indipendente anche se sul suo territorio vennero stabilite truppe tedesche. Ad affiancare il governo danese i tedeschi inviarono un ministro plenipotenziario dipendente direttamente dal Ministero degli Esteri nazista: il diplomatico von Renthe-Fink. A causa di questa strana situazione la Comunità ebraica danese non venne immediatamente perseguitata. Ragioni di opportunità politica consigliarono ai tedeschi di attendere. D'altro canto gli ebrei danesi rappresentavano un nucleo minuscolo: circa 6.500 persone cui si aggiungevano 1.351 ebrei rifugiati da altre nazioni.
Nel novembre 1942 l’allora plenipotenziario von Renthe-Fink venne sostituito da un più energico nazista: Werner Best. In Francia Best aveva dato buona prova di se nell'opera di repressione della Resistenza e nella eliminazione degli ebrei. Arrivato a Copenaghen Werner Best si mise subito in moto.


Best cercò subito di imporre una nazificazione del popolo danese, ma i suoi sforzi risultarono vani, il piccolo partito filonazista danese non ottenne che pochissimi consensi. Non solo Best non era riuscito a nazificare i danesi ma questi - oltre a non collaborare - si organizzavano per resistere. Si arrivò al punto di assistere a vere e proprie rivolte popolari con scontri nelle strade, barricate ed attacchi alle forze d'occupazione tedesche. La situazione era di fatto intollerabile. Best tentò di imporre al governo danese una legge che prevedeva la pena di morte per i sabotatori ma il Primo Ministro danese Scavenius la respinse minacciando le dimissioni. Werner Best si stava coprendo di ridicolo a Berlino.


Anche quando il plenipotenziario tedesco decise di affrontare la "questione ebraica" si trovò di fronte ad un muro. Quando propose al Governo danese l'imposizione di misure di segregazione verso gli ebrei il Primo Ministro Scavenius gli rispose che il Governo danese si sarebbe dimesso in massa. Best ripiegò su misure minori proponendo un graduale e sistematico allontanamento degli ebrei dalla vita economica del Paese. Progettò una serie di arresti in massa degli ebrei non in quanto tali ma con diversi pretesti "legali" cioè con false accuse di attività criminali. Anche questa idea non riuscì a realizzarsi: la polizia danese non collaborava, la popolazione non avvertiva neppure il significato della questione ebraica e il Governo si comportava sistematicamente in modo ostruzionistico. In Germania tuttavia si era ormai persa definitivamente la pazienza. il 24 agosto 1943 Best venne convocato a Berlino e ricevuto da Hitler in persona. In una tempestosa discussione Hitler ordinò al suo incapace collaboratore di risolvere una volta per tutte la situazione danese. L'ordine era di assumere i pieni poteri e decretare lo stato d'emergenza nell'intero Paese. Il 28 agosto 1943 venne recapitato al Governo danese un ultimatum che - se accettato - avrebbe sprofondato il Paese nelle mani dei nazisti. I tedeschi esigevano dal Governo danese una risposta entro le ore 16. Il ministro Scavenius respinse l'ultimatum tedesco e presentò al re le dimissioni del Governo.


OPERAZIONE SAFARI


I tedeschi sapevano in partenza che le condizioni imposte erano inaccettabili e si erano preparati per prendere il controllo del Paese. Alle 4 del mattino del 29 agosto 1943 i tedeschi tentarono di prendere possesso delle navi da guerra danese alla fonda nei porti ma gli ufficiali danesi li precedettero autoaffondando quasi tutta la flotta. Anche le operazioni contro l'esercito danese non furono pacifiche come si aspettavano i tedeschi: si accesero scontri a fuoco un po' ovunque specie intorno al Palazzo Reale. Tuttavia, vista la sproporzione delle forze in campo, i tedeschi riuscirono nel loro intento: la Danimarca era ora amministrata direttamente dall'occupante.


LA SOLUZIONE DELLA QUESTIONE EBRAICA


L'8 settembre 1943 Werner Best inviò un telegramma a Berlino nel quale scriveva: "Ritengo che se le attuali nuove condizioni dovessero permanere in tutta la Danimarca sarebbe giunto il momento di rivolgere la nostra attenzione verso la soluzione della questione ebraica". Il 18 settembre successivo il Führer decise la deportazione degli ebrei danesi. Best si mise al lavoro. Riuniti i suoi principali collaboratori comunicò loro la sua intenzione di procedere al rastrellamento e all'arresto di tutta la Comunità ebraica danese. Tra i collaboratori di Best vi era Georg Ferdinand Duckwitz che si oppose nettamente al piano esposto dal suo capo. Ciononostante Best era ben deciso ad agire senza esitazioni. L'incarico di arrestare gli ebrei venne affidato allo Standartenführer Mildner al cui comando vennero posti tre battaglioni della Polizia d'Ordine. Hitler diede ordine che si procedesse. La data per il rastrellamento venne fissata in una riunione del 28 settembre: gli ebrei dovevano essere arrestati nella notte tra il 1° ed il 2 ottobre 1943. Navi e treni furono preparati per trasferire i prigionieri verso i campi di concentramento tedeschi. A questo punto Duckwitz avvertì del piano Hans Hedtoft, leader socialdemocratico danese. A sua volta Hedtoft si mise in contatto con il rabbino capo della Comunità ebraica Henriques. In un primo momento Henriques giudicò la notizia falsa, successivamente a causa dell'insistenza di Heldtoft decise di avvertire tutta la Comunità il 29 settembre.


L'AIUTO DELLA POPOLAZIONE


La notte tra il 1° ed il 2 ottobre il piano di Best scattò. Quando però si fecero i conti dei risultati dell'operazione i nazisti si accorsero di aver messo le mani su 477 ebrei, meno del 10% della Comunità danese. Ancora una volta si era trattato di un fiasco. La quasi totalità degli ebrei era stata nascosta nelle case dei danesi e si era sottratta all'arresto. C'era però da prevedere che i tedeschi avrebbero rinnovato i loro tentativi e presto o tardi ci sarebbe stata un'altra retata. Il 3 ottobre era una domenica. Inaspettatamente dal pulpito delle Chiese danesi venne letta dai sacerdoti una lettera pastorale nella quale si esortavano i danesi ad aiutare e difendere gli ebrei.


In modo assolutamente inspiegabile la popolazione danese diede inizio ad una operazione di salvataggio di proporzioni gigantesche.Tra la Danimarca e la Svezia vi è uno stretto braccio di mare: il Sund. Lo stretto varia dai 10 ai 30 chilometri ed è su questa via che gli ebrei dovevano incamminarsi per sfuggire ai tedeschi. Ancora una volta Georg Ferdinand Duckwitz fu decisivo. Convinse il comandante tedesco del porto di Copenaghen ad inviare i suoi motoscafi nelle officine per presunte ed inesistenti "riparazioni". In questo modo la vigilanza sullo Stretto di Sund venne affidata alla polizia danese più che disponibile a lasciar passare chiunque.Tra la fine del settembre 1943 e l'inizio di ottobre 1944 si mise in moto una macchina di solidarietà imponente. I rischi connessi al trasporto per mare erano considerevoli e i marinai dei pescherecci che rischiavano la vita e le proprietà chiedevano 500 corone per il trasporto.Ovviamente non tutti gli ebrei erano in grado di pagare una simile cifra e i cittadini danesi si mobilitarono anche in questo. Uomini della Resistenza danese andarono di casa in casa per organizzare una gigantesca colletta. Tutta la popolazione aiutò in mille modi gli ebrei ospitandoli, nascondendoli, pagando le spese del trasporto e trasportandoli sulle imbarcazioni. Il salvataggio proseguì sino alla fine di ottobre quando giunsero in Svezia 5.919 ebrei, 1.301 ebrei "per metà" e 686 coniugi "ariani" di ebrei. Fu un grandissimo successo che i danesi dovettero pagare a caro prezzo.

giovedì 7 maggio 2009

“Guds hjælp..." - l'aiuto di Dio - La religione in Danimarca - religion i Danmark

(chiesa di Stenlille)

Il moto del Regno di Danimarca simboleggia come questa nazione scandinava sente e vive la religione nel proprio Paese, “Guds hjælp, Folkets kærlighed, Danmarks styrke” che sta a significare ‘l’aiuto di Dio, l’amore del popolo, la forza della Danimarca”. Al popolo danese è consentito di professare la libertà religiosa,che insieme alla libertà di parola, costituisce uno dei cardini principali della vita sociale danese. Secondo stime ufficiali, circa l’83% della popolazione ha un credo luterano e la Den Danske Folkekirke è la chiesa del popolo danese, quella luterana. Il 4% della popolazione è di fede musulmana, mentre il 7% si dichiara senza alcuna fede particolare. Diverse altre minori fedi religiose sono di pratica in Danimarca. Insieme a queste cifre ufficiale si nota, tuttavia, che il popolo danese non ama praticare con costanza la religione. La stima ufficiale del 7% dei non-credenti potrebbe infatti risultare ben maggiore di quanto dichiarato.

mercoledì 6 maggio 2009

Stenlille - Danimarca



Posizione geografica del paese



La scuola di Stenlille



Fino al 1º gennaio 2007 è stato un comune danese situato nella contea di Vestsjælland, il comune aveva una popolazione di 5.544 abitanti (2005) e una superficie di 94 km².
Dal 1º gennaio 2007, con l'entrata in vigore della riforma amministrativa, il comune è stato soppresso e accorpato ai comuni di Sorø e di Dianalund per dare luogo al riformato comune di Sorø compreso nella regione della Zelanda.



martedì 5 maggio 2009

Danimarca e Italia - European Project - Danmark og Italien

In Occasione del viaggio in Danimarca che alcuni nostri alunni compiranno in questi giorni (dal 5 al 10 maggio) pubblico alcune informazioni in Italiano e Danese sui nostri due paesi.


La Danimarca per gli Italiani


La Danimarca è un paese del nord Europa, della regione Scandinava . E' la più antica monarchia del mondo (oggi monarchia costituzionale), che insieme con le due regioni autonome - Isole Faroe (Nord) e l'isola della Groenlandia (Nord America) - fa parte del Regno di Danimarca. La Danimarca è costituita geograficamente della penisola dello Jutland e 443 piccole isole e isolotti, delle quali 72 sono abitate. Il paese confina con il resto della regione Scandinava per via mare (Mar Baltico, nello Skagerrak, Kattegat e Mare del Nord), e con la Germania, per mezzo dello Jutland meridionale. Storicamente il territorio danese è stato più esteso di quanto lo sia oggi, ma molti secoli di guerre contro Svezia e Stati tedeschi lo hanno ridotto. La Danimarca ha avuto una sua costituzione nel 1849 e il suo attuale sistema parlamentare è del 1901. In tempi recenti, la Danimarca ha cercato di coinvolgere sempre più attivamente in ambito OCSE, la NATO, le Nazioni Unite, il Consiglio nordico e molte altre organizzazioni internazionali. La Danimarca è stato il primo paese nordico membro della CEE. Nei secoli è stata la patria dei Vikinghi, una nazione marittima, ha sviluppato in seguito l'agricoltura e quindi l'industria ha cominciato a svolgere un ruolo maggiore, provocando anche un ampio fenomeno di urbanizzazione. La Danimarca ha saputo gestire con efficacia il passaggio da un'industrializzazione di vecchio stampo all'attuale economia di mercato, sviluppando i servizi e il commercio con l'estero. In Danimarca l'economia è costruita attorno a ciò che è noto come il modello di welfare scandinavo. La costruzione del welfare è iniziata nel 1930 e ampliato nel corso degli anni 60 e 70. La Danimarca ha avuto in tutto il mondo il terzo più alto PIL pro capite nel 1970. Tra il 1970 e il 1990 ha aumentato il carico fiscale in maniera considerevole, mentre adottatava il modello nordico di uno stato sociale. In questo modo sono calate la disoccupazione e altri indicatori di benessere, successivamente, negli anni 1980 e 1990, la Danimarca ha fatto passi verso la liberalizzazione economica . Al Global Peace Index la Danimarca è passata dal terzo posto nel 2007 ad un secondo posto nel 2008. Nonostante la massiccia pressione fiscale l'economia è abbastanza libera. Per quanto riguarda l'Indice di libertà economica, su scala mondiale la Danimarca è all'11° posto e al 4° in Europa.

Italien for Danskerne
Italien er en republik i det sydlige Europa ved Middelhavet. Det har grænse med Frankrig i vest, Schweiz og Østrig i nord, og Slovenien i øst. På grund af landets form kaldes det i folkemunde tit Støvlelandet.
Italien var tidligere opdelt i række småstater, men blev i 1861 samlet i et kongerige under Sardiniens konge Victor Emanuel 2.
Italien omslutter to småstater:

Vatikanstaten, der ligger i Rom.
San Marino, der ligger i Apenninerne omtrent midtvejs mellem Rom og Venedig.

Det moderne Italien blev dannet med foreningen i 1861. Italien har både før og efter præget den kulturelle og sociale udvikling i hele Middelhavsområdet og ligeledes påvirket hele den europæiske kultur.
I det 8. og 7. århundrede f.Kr. koloniserde grækerne det sydlige Italien og kaldte det Magna Graecia (Stor-Grækenland). På omtrent samme tid udviklede den etruskiske civilisation sig i den nordlige del af den italienske halvø. Fra det 7. til det 5. århundrede f.Kr. regerede de Romerske konger efterfulgt af den Romerske republik og det Romerske kejserrige. Tiden fra det 6. århundrede og indtil samlingen i 1861 var præget af stridende småstater. Denne tid var ligeledes præget af rige handelsbyer som Venedig og Fiorentina og renæssancen opstod her.
Italien var på den vindende side i 1. verdenskrig og den tabende side i 2. verdenskrig. Efter krigen var Italien medstifter af forløberen for det nuværende EU.


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